Casa Árabe gioca la sua sede a Madrid: protesta a Sol prima dello sgombero del 1 settembre

Il collettivo Difensori e Difensori di Casa Árabe ha convocato questo domenica alle 19.00 un "Festival di Resistenza" alla Puerta del Sol per reclamare che l'istituzione continui nelle storiche Scuole Aguirre. Il Comune di Madrid mantiene il 1 settembre come data limite per recuperare l'edificio, che vuole riabilitare e destinare successivamente a usi municipali. Gli studenti preparano inoltre un'altra concentrazione il martedì stesso davanti alla sede.

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Casa Árabe affronta le ore decisive per la sua continuità nelle Scuole Aguirre di Madrid, l'edificio di via Alcalá che occupa dal 2008. A meno di due giorni dalla scadenza del termine concesso dal Comune per abbandonare l'immobile, studenti, artisti e difensori dell'istituzione hanno trasferito la protesta al centro della capitale con l'obiettivo che il sindaco, José Luis Martínez-Almeida, riconsideri la decisione.

La principale mobilitazione sarà questo domenica 30 agosto alle 19.00 in Puerta del Sol, dove il collettivo Difensori e Difensori di Casa Árabe ha organizzato un "Festival di Resistenza per Casa Árabe". "L'obiettivo è che ci ascolti il sindaco, che rettifichi e che si cerchino vie di dialogo", spiega a El País Marta Tejada, portavoce del collettivo. La rivendicazione non passa unicamente per trovare un altro locale: gli organizzatori chiedono che Casa Árabe rimanga precisamente nelle Scuole Aguirre, dove si è consolidata per quasi due decenni come spazio culturale e di diplomazia pubblica.

Musica, poesia e danza per chiedere che Casa Árabe resti

La protesta avrà formato culturale. È annunciata la partecipazione della cantante Linda Alahmad, del musicista e laudista James Bitar, della romanziera Rima Bali e dei poeti Maisoun Shukair, Ley Cobo, Francisco Luque, María Victoria Caro e Hicham Amraoui. Si esibiranno anche Samir Elturky e Silvia Romero con darbuka e violino e è prevista un'interpretazione collettiva di dabke palestinese.

Lo slogan della convocazione è "Casa Árabe resta". I promotori sostengono che una riabilitazione dell'edificio non dovrebbe necessariamente significare l'uscita definitiva dell'istituzione e propongono di esplorare formule che permettano di eseguire i lavori per fasi o di chiudere temporaneamente determinate zone. È la posizione del collettivo convocante, che ammette di non conoscere in dettaglio i conti né i rapporti tecnici dell'immobile, ma considera che dovrebbe aprirsi una negoziazione prima di rompere il legame tra Casa Árabe e le Scuole Aguirre.

Perché il Comune vuole recuperare le Scuole Aguirre

Il Comune sostiene una posizione diversa. Il Consiglio ha annunciato il 29 giugno scorso che recupererebbe il possesso dell'immobile per effettuare la sua riabilitazione e darle successivamente un nuovo uso municipale. Le Scuole Aguirre sono state cedute in modo temporaneo e gratuito a Casa Árabe nel 2008 e il decreto che regolava quella cessione prevedeva come causa di risoluzione qualsiasi cambiamento nella composizione del consorzio. Secondo il Comune, l'uscita della Comunità di Madrid da Casa Árabe ha legalmente abilitato il recupero dell'edificio.

Il Governo municipale aggiunge che esistono problemi strutturali e necessità di conservazione. Almeida ha inoltre responsabilizzato la precedente direzione, guidata da Irene Lozano, del deterioramento economico e materiale dell'istituzione, accuse formulate dal sindaco e respinte o messe in discussione dall'ambiente di Casa Árabe. L'attuale delegato all'Urbanistica, Ambiente e Mobilità, Borja Carabante, insiste sul fatto che il recupero risponde all'"inadempimento" delle condizioni della cessione e alla necessità di effettuare lavori.

L'edificio ha inoltre un importante valore patrimoniale. È stato progettato da Emilio Rodríguez Ayuso, inaugurato nel 1886 e costituisce uno dei più importanti esempi di architettura neomudéjar madrilena. Nel 2025 è stato dichiarato Bene di Interesse Culturale nella categoria di Monumento e fa parte dell'ambiente del Paesaggio della Luce riconosciuto dall'Unesco.

Il 1 settembre rimane la data limite

Il Comune mantiene per il momento il 1 settembre come data limite. Carabante ha assicurato questa settimana che il Consiglio confida che Casa Árabe abbandoni le strutture entro il termine fissato e ha anticipato che il Governo municipale sta preparando un "piano alternativo" nel caso in cui l'uscita non si verifichi, anche se non ha specificato pubblicamente in cosa consisterebbe.

La pressione continuerà quel martedì stesso. Gli studenti di Casa Árabe hanno convocato un'altra concentrazione alle 19.00 nei giardini delle Scuole Aguirre, in coincidenza con la scadenza del termine. Sotto lo slogan "Casa Árabe non si tocca", chiedono più tempo e una soluzione negoziata e ricordano che l'istituzione sviluppa non solo corsi di lingua, ma anche attività culturali, accademiche e relative alle relazioni tra Spagna e mondo arabo.

Affari Esteri e gli ambasciatori arabi fanno pressione su Almeida

Il conflitto ha trascorso l'ambito municipale. Il ministro degli Affari Esteri, José Manuel Albares, ha chiesto al Comune di riconsiderare la decisione e ha difeso Casa Árabe come un attivo della diplomazia pubblica spagnola. A luglio si è riunito con rappresentanti di paesi arabi e ha richiesto dialogo al Consiglio per cercare una soluzione.

Gli ambasciatori di 17 paesi arabi e un rappresentante della Lega Araba hanno anche espresso il loro sostegno all'istituzione, che considerano uno strumento rilevante per le relazioni tra la Spagna e il mondo arabo. Casa Árabe celebra proprio quest'anno il suo 20 anniversario e mantiene sedi a Madrid e Córdoba.

Con il Comune deciso a recuperare l'immobile e i difensori di Casa Árabe che reclamano che i lavori non comportino un'espulsione definitiva, il polso entra ora nelle sue ultime ore. Il festival di questa domenica a Sol sarà l'ultima grande mobilitazione prima della scadenza, ma la protesta continuerà il 1 settembre alle porte delle stesse Scuole Aguirre.

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