Marce affollate a Giacarta chiedono la fine della corruzione e riforme profonde

Migliaia si manifestano a Giacarta per chiedere riforme, la fine della corruzione e cambiamenti nella legge di confisca dei beni in Indonesia.

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Migliaia di persone si sono concentrate giovedì nel sud di Giacarta, capitale dell'Indonesia, per manifestare di fronte al Parlamento e chiedere cambiamenti politici e sociali di maggiore portata che permettano di fermare i casi di corruzione, uno dei temi che più preoccupano i cittadini.

La mobilitazione, iniziata intorno alle 14:00 (ora locale), è guidata da membri dell'alleanza Gerakan Rakyat Menggugat (GERAM), formata da collettivi studenteschi e organizzazioni della società civile. I partecipanti hanno esibito striscioni su cui si può leggere "evitare che i corrotti distruggano il paese".

Gli organizzatori hanno presentato un pacchetto di dieci richieste e hanno esortato il presidente, Prabowo Subianto, e il vicepresidente, Gibran Rakabuming Raka, ad assumersi responsabilità per l'approvazione di misure che, a loro avviso, "espandono il ruolo dei militari, indeboliscono l'economia e aggravano la disuguaglianza".

Tra le loro richieste figura anche la petizione al governo di "analizzare" e porre fine al programma gratuito di alimenti, messo in discussione a livello internazionale per le ripetute intossicazioni alimentari che hanno colpito migliaia di minori e per i tagli ad altre voci di bilancio destinate a finanziarlo.

"Non siamo qui per agire da anarchici e non siamo violenti. Siamo qui per alzare la voce e mostrare quali sono le nostre aspirazioni", ha affermato Haerul Alam, rappresentante di GERAM, che ha difeso il carattere pacifico della protesta, nonostante alcuni partecipanti siano saliti sulla recinzione di sicurezza del recinto parlamentare, secondo quanto riportato dalla rete CNA.

In parallelo, l'Alleanza Comunitaria Unita di Pati (AMPB) ha promosso un'altra concentrazione per chiedere l'approvazione del progetto di legge sulla confisca dei beni e l'introduzione della pena di morte per coloro che siano condannati per corruzione.

La cosiddetta Legge sulla Confisca dei Beni mira a conferire allo Stato il potere di rintracciare, immobilizzare, sequestrare e confiscare beni legati a reati economici e casi di corruzione senza richiedere preventivamente una sentenza penale definitiva. Il testo è ancora in discussione alla Camera dei Rappresentanti, che si è posta come obiettivo di approvarlo prima di dicembre.

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