Il Nicaragua ha reclamato questo giovedì, durante la XXX Cumbre Iberoamericana che si tiene a Madrid, la soppressione di "tutte" le sanzioni "unilaterali" e ha difeso il diritto sovrano di ogni Stato di scegliere il proprio modello politico e di sviluppo.
"Riaffermiamo il nostro impegno con la dichiarazione dell’America Latina e dei Caraibi come zona di pace, convinto che il dialogo, il rispetto e la comprensione reciproca debbano prevalere sulle differenze. Ecco perché continuiamo a chiedere l’eliminazione di tutte le misure coercitive unilaterali che attentano allo sviluppo dei popoli", ha sottolineato il ministro degli Esteri nicaraguense, Valdrack Jaentschke.
Dalla capitale spagnola, il rappresentante nicaraguense ha approfittato del suo intervento per ribadire la "posizione storica" di Managua rispetto all’embargo economico imposto a Cuba, chiedendo il sollevamento "totale e incondizionato" di tale blocco.
Il ministro degli Esteri del Nicaragua ha descritto la cooperazione internazionale come "uno strumento di solidarietà" e ha insistito sul fatto che essa debba basarsi "sul reciproco rispetto, sulla complementarità e sul diritto che ha ogni popolo di decidere i propri modelli politici e di sviluppo".
Nello stesso senso, ha rimarcato che ogni nazione deve "definire le proprie priorità e aspirazioni in conformità con le proprie realtà senza imposizioni straniere".
"La cooperazione iberoamericana deve continuare a rafforzarsi come uno spazio di scambio di conoscenze, esperienze e capacità, promuovendo iniziative concrete che contribuiscano al miglioramento della qualità della vita dei nostri popoli", ha concluso il capo della diplomazia nicaraguense nel suo intervento dinanzi agli altri Paesi partecipanti.