Il Ministero della Giustizia della Turchia ha richiesto l'avvio delle procedure necessarie affinché Interpol emetta un mandato di arresto internazionale contro il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, a seguito dell'attacco effettuato dalle forze israeliane contro la Flotta diretta a Gaza lo scorso 2 maggio.
Il titolare della Giustizia turca, Akin Gurlek, ha dettagliato sui social media che la richiesta è già stata inviata al Ministero dell'Interno, incaricato di trasmettere a Interpol la richiesta formale insieme alla documentazione che fornirà il Ministero degli Esteri della Turchia.
Saranno Interpol a decidere se emettere il cosiddetto "red notice", un allerta indirizzata all'insieme della comunità internazionale, sebbene la sua esecuzione effettiva dipenda in ultima istanza da ciascuno stato membro. Israele, è bene ricordarlo, fa parte dell'organizzazione di polizia internazionale dal giugno 1956.
L'iniziativa si basa anche sul mandato di arresto emesso dalla Giustizia turca nel luglio di quest'anno contro Netanyahu per il presunto reato di genocidio.
"Non accettiamo in alcun modo", ha avvisato il ministro della Giustizia turco, "l'idea che l'amministrazione Netanyahu, che porta avanti una politica di genocidio a Gaza, sia intoccabile e immune alla rendicontazione".
Questo movimento aggiunge un nuovo capitolo allo scontro diplomatico tra Turchia e Israele, le cui relazioni attraversano uno dei loro peggiori momenti a causa della guerra a Gaza e, più recentemente, per l'assalto alla Flotta e per vari attacchi israeliani contro un aeroporto militare in Siria di fronte alla possibilità, indicata dallo stesso Netanyahu, che l'Esercito turco dispiegasse lì un contingente militare.