Il ministro della Difesa giapponese, Shinjiro Koizumi, e il responsabile del Pentagono degli Stati Uniti, Pete Hegseth, hanno concordato questo mercoledì di intensificare la cooperazione in ambito cibernetico di fronte al aumento degli attacchi perpetrati da 'hacker', in un contesto in cui il paese asiatico registra sempre più incidenti di questo tipo.
L'intesa è stata siglata a margine del vertice dei ministri della Difesa dell'Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico (ASEAN), celebrato nelle Filippine, dove entrambi i dirigenti hanno spiegato che l'obiettivo è rispondere alle "attività cibernetiche malevole" che hanno origine sia all'interno sia all'esterno del Giappone.
In questo senso, hanno sottolineato la necessità di mantenere un flusso costante di scambio di informazioni e rafforzare i meccanismi di coordinamento bilaterale per prevenire "gravi impatti di questo tipo di attacchi sulla vita dei cittadini, l'attività economica del paese e la sicurezza dei due paesi", secondo quanto ha indicato il Ministero della Difesa nipponico in un comunicato ufficiale.
Nelle ultime settimane, il Giappone è stato bersaglio di numerosi attacchi informatici e fughe di dati che hanno messo a rischio le informazioni personali di milioni di persone, evidenziando la vulnerabilità di infrastrutture chiave e sistemi critici.
Koizumi e Hegseth hanno comunicato inoltre un secondo accordo per realizzare in territorio giapponese un impianto destinato all'assemblaggio finale e alle prove di verifica di missili aria-aria a medio raggio avanzati (AMRAAM, secondo la sigla in inglese), con l'obiettivo di rafforzare le capacità difensive congiunte.
Parallelamente, gli Stati Uniti affrontano una notevole riduzione dei loro arsenali di missili nell'ambito del loro attuale conflitto con l'Iran, uno scenario che, secondo diversi analisti, si traduce anche in una diminuzione delle loro riserve di intercettori SM-3.