Il cappellano sfida l’opposizione: Che venga Dio e lo veda

Il cappellano difende i suoi bilanci in La Rioja, nega tagli ai servizi pubblici e rivendica più investimenti, borse di studio e la deflazione dell’IRPF.

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Il presidente del Governo de La Rioja, Gonzalo Capellán, ha lanciato oggi un duro messaggio all’opposizione al termine del dibattito sugli emendamenti alla totalità registrati da PSOE, Vox e Podemos-IU contro i progetti di legge di bilancio e di misure fiscali dell’Esecutivo riojano: «Che non si rafforzano i servizi pubblici, che venga Dio e lo veda».

Dopo una sessione mattutina nel Parlamento regionale che Capellán ha definito «molto proficua perché i portavoce», ha indicato, «hanno lasciato perle degne di essere commentate tutto il giorno», il capo del Governo autonomico ha preso la parola per rimproverare ai gruppi che, «se facessero un esame di coscienza approverebbero questi bilanci».

Nella sua esposizione, ha iniziato mostrandosi «molto contento» per i risultati elettorali ottenuti dopo la votazione del popolo americano (nella quale i democratici hanno recuperato il controllo del Congresso assestando un colpo a Trump), collegando così il contesto internazionale al dibattito di bilancio riojano.

Capellán ha respinto che si metta «il grido nel cielo per la mancanza di abitazioni pubbliche» a La Rioja; ha ammesso che questa preoccupazione è «molto ben» perché è la «principale preoccupazione dei cittadini», ma ha sottolineato che risulta una «contraddizione» dopo che il Governo della socialista Concha Andreu abbia fatto «zero».

Parimenti, ha confessato che gli ha «sorprendente» che si tacci di misura elettoralistica l’aumento delle borse di studio, ribadendo la sua «convinzione» che «gli aiuti sotto forma di borse di studio è una necessità e un principio fondamentale».

«Ci muoviamo tra la fallacia e la falsità», ha rimproverato ai deputati dell’opposizione, sostenendo che i fondi che riceve La Rioja dal Governo centrale non arrivano «gratis», ma costituiscono una restituzione «ai riojani di una parte della ricchezza che hanno generato».

Come ha spiegato, quella è una fallacia; e ha aggiunto che anche è una falsità sostenere che non si rafforzano i servizi pubblici quando, ha indicato, ci sono 70,33 milioni di euro in più e si prevede un aumento in materia di abitazioni di 127 milioni.

Il presidente riojano ha difeso inoltre la decisione di deflazionare l’IRPF, che ha definito come un «scudo fiscale protettivo», in un momento in cui «ci stiamo avvicinando al cinque per cento» e in cui «le lavoratrici e i lavoratori», ha rimarcato ponendo enfasi su questa espressione, «vedranno restituiti dieci milioni di euro».