Il presidente di Vox, Santiago Abascal, ha indicato direttamente il capo dell’Esecutivo, Pedro Sánchez, come responsabile della situazione venutasi a creare dopo le dimissioni del ministro dei Trasporti e della Mobilità Sostenibile, Óscar Puente, e gli ha chiesto di seguire la stessa strada per "mettersi a disposizione della giustizia". Secondo Abascal, il leader socialista "si nasconde dietro i suoi scagnozzi" e rifiuta di assumersi le proprie responsabilità politiche.
Puente ha comunicato questo martedì, alla Diputación Permanente, la sua rinuncia come ministro dei Trasporti e come capolista al Congresso per Valladolid, una decisione che, come ha spiegato, ha adottato dopo la tragedia ferroviaria di Urda (Toledo), in cui almeno 69 persone hanno perso la vita.
In un messaggio pubblicato nella rete sociale X e ripreso da Europa Press, Abascal ha continuato a citare vari nomi dell’ambiente socialista: "Ábalos, Koldo, il pubblico ministero generale, Cerdán, i delegati del Governo di Ceuta e Madrid, Zapatero, Paco Salazar, Montse Mínguez, sua moglie e suo fratello ¡E ora Oscar Puente!", per concludere che Sánchez "si nasconde dietro i suoi scagnozzi" nonostante "la responsabilità sia sua".
Il dirigente di Vox ha ribadito che il presidente del Governo "è il boss della mafia" e il "cervello dell’organizzazione criminale che governa noi": "La sua tradizione uccide". A suo giudizio, la successione di dimissioni e scandali conferma che il massimo responsabile è Sánchez.
In questo contesto, Abascal ha chiamato gli spagnoli a mettere in atto una "risposta massiccia" alle urne con l’obiettivo di "metterlo alla sbarra" e, in questo modo, recuperare "la speranza e la dignità nazionale". Ritiene che solo attraverso un rivolgimento elettorale si potrà fare pulizia della responsabilità che, secondo lui, arriva fin al presidente stesso.
Nel frattempo, la portavoce di Vox al Congresso, Pepa Rodríguez de Millán, ha sottolineato che la rinuncia di Puente avviene "due sinistri mortali e 116 vite dopo", mettendo il focus sul tempo trascorso e sulle vittime degli incidenti ferroviari prima che si producesse la dimissione.