Ampliamento | Montero e Rufián invitano a votare con “memoria e coscienza” e respingono il voto utile del PSOE: “Il PSOE, se può, ti mangia”

Montero e Rufián chiamano a votare a Madrid con memoria e coscienza, respingono il voto utile del PSOE e rivendicano la loro alleanza ERC-Podemos.

fotonoticia 20261107144340 1920

fotonoticia 20261107144340 1920

Aggiungi DEMOCRAT su Google

Chiedi a FREN

Pubblicato

4 minuti

I più letti

Elecciones 29N · Encuestas

La media de las encuestas

Media a 7 de noviembre de 2026 · 11 institutos

  • PP31,0 %
  • PSOE26,2 %
  • Vox19,5 %
  • Frente Amplio6,6 %
  • ERC2,4 %
  • SALF2,2 %
  • Podemos2,1 %
01020304050ene 2024jul 2024ene 2025jul 2025ene 2026jul 2026

Media del último estudio de cada instituto en 30 días y su evolución semanal desde el 23J. Partidos con al menos un 2 %.

Todas las encuestas

Elecciones generales del 29 de noviembre · Demócrata

La candidata di Podemos alla Presidenza del Governo, Irene Montero, e il capolista di ERC per Barcellona al Congresso, Gabriel Rufián, hanno esortato questo sabato a Madrid ad andare alle urne con "memoria e coscienza", evitando quello che considerano il tranello del voto utile promosso dai socialisti. "Il PSOE, se può, ti mangia", ha sentenziato la dirigente viola.

Entrambi i partner elettorali hanno mostrato piena sintonia nel loro primo comizio congiunto a Madrid, dopo quello tenuto due settimane fa a Barcellona, e hanno portato avanti un terzo atto nella capitale per rivolgersi, come ha spiegato Montero, a tutta la gente che questo sabato è rimasta fuori dallo Spazio Delicias.

Quella complicità si è riflessa persino nell’abbigliamento, poiché entrambi sono apparsi con maglioni gialli senza averlo concordato in precedenza, come ha scherzato il dirigente catalano. Quello di Rufián, in un tono più intenso —"giallo Esquerra", ha indicato— e quello di Montero più discreto, che poi ha coperto con una sciarpa palestinese dello stesso colore. Entrambi indossavano jeans: azzurri nel suo caso e grigi in quello di lei.

Rufián, che questa volta ha recitato da "apripista", ha sottolineato fin dall’inizio che la militanza di Podemos sa in prima persona che contrapporsi alla destra "ha un costo", ma anche farlo al PSOE, perché i socialisti "cercano di mangiarti".

Critica al voto utile e al ruolo del PSOE

"Il PSOE, se può, ti mangia. Ma noi, se vogliamo che il nostro Paese sia come lo sogniamo, non possiamo lasciarci andare. Per questo invocano il voto utile", ha insistito dopo Montero, rimarcando che si tratta della tattica che, a suo giudizio, il PSOE ha usato sempre per "mangiarsi la loro sinistra". "Tutta la vita del Signore è stata così. Ti dicono: non abbiamo fatto niente in quattro anni, ma quando arrivano le elezioni, vota utile", ha aggiunto.

A suo avviso, questo messaggio implica chiedere ai cittadini di votare ciò che "non vogliono". "L’unico momento in cui ha lo stesso potere una persona che vive a Carabanchel o a Usera come Juan Roig (proprietario di Mercadona), quel giorno ti dice di no, che tu non faccia quello che vuoi, che voti il PSOE", ha rimproverato.

"Beh no. In alcune elezioni la gente vota ciò che vuole, ciò che sente, ciò che ha in memoria, e chi sa che difenderà i propri interessi. Devi votare ciò che vuoi, ciò che senti, ciò che pensi, ciò che sogni. Non è il vostro voto, è quello di chi vi chiede il voto per poi non cambiare nulla, per poi non risolvere nessun problema, per poi fare la stessa cosa di sempre", ha sottolineato.

Montero ha voluto lasciare chiaro che il 29 novembre, a suo avviso, si aprono tre strade: la "involuzione" rappresentata da PP e Vox, la sinistra che si presenta "nella stessa scheda elettorale del PSOE" e la sua proposta, la "alleanza repubblicana plurinazionale e femminista" di ERC e Podemos che non sarà "sottomessa".

"Il fronte siamo noi" e l’alleanza ERC-Podemos

"Il fronte siamo noi", ha proclamato il candidato di ERC, che ha ricorso a parole del presidente della Generalitat nella Seconda Repubblica, Lluís Companys, chiamando a difendere Madrid nel 1936. "La Catalogna vi ama, da catalano voglio il meglio per Madrid", ha dichiarato, prima di citare l’ex leader di Izquierda Unida, Julio Anguita, che nel 2016 richiamava la cooperazione tra le forze di sinistra.

Rufián ha usato questi riferimenti per denunciare la "tossicità" di coloro che mettono in discussione la sua alleanza con Podemos in Catalogna e rivendicare questa convergenza. "Non si trattava di sostituire Yolanda Díaz o uno spazio che già esisteva e a cui hanno cambiato il nome", ha affermato, alludendo a Sumar. "Non si trattava di sottomettersi al PSOE entrando nel PSOE, ma di sottomettere il PSOE dalla sua sinistra, con le forze sovraniste come motore", ha rimarcato.

Nel suo intervento, il dirigente repubblicano ha lanciato stoccate contro Junts e ha attaccato la presidente madrilena, Isabel Díaz Ayuso, soprattutto per essersi rifiutata, come ha denunciato, di negoziare con i sindacati dell’istruzione pubblica. "Ayuso è la mafia", ha affermato, accusando PP e Vox di voler "criminalizzare lo sciopero" perché hanno "paura" del potere "della gente organizzata".

"Per questo questo 11 novembre bisogna riempire le strade e paralizzare il paese. Non deve esserci né produzione né consumo. Deve fermarsi il paese affinché scendano gli affitti, il prezzo degli alimenti e l’energia", ha incitato, ribadendo che questo sciopero generale è rivolto anche contro "i governi complici che, potendo, non hanno fatto nulla".

Abitazione, grandi profitti e olio d’oliva

Rufián ha dedicato parte del suo discorso alla questione della casa. «Queste elezioni vanno dall’essere con i soldi di cui ti chiede il voto contro la tua gente oppure con la tranquillità che dà avere le chiavi di una casa», ha affermato, prima di assicurare che ERC e Podemos saranno «selvaggi» con coloro che si schierano dalla parte del capitale.

«Comprati figurine da baseball, vini, fumetti, quello che vuoi, ma con gli appartamenti, non mi fregare…», ha esclamato il deputato, per poi proporre «friggere le tasse» alle aziende con grandi profitti e scagliarsi contro la decisione del Governo di obbligare i frantoi a ritirare dal mercato il 12% dell’olio d’oliva prodotto questa campagna. Ha denunciato che ora che questo prodotto è «a buon mercato» si possa «intervenire il mercato», mentre «quando c’era l’allarme, bisognava friggere con l’acqua ed era sostenibile».

Corruzione e uso della legge

Anche la corruzione è stata presente negli interventi. Montero ha attaccato coloro che, secondo lei, utilizzano la legge per «proteggere gli affari di quelli di sopra, mettendo a rischio la vita della gente». «Al bipartitismo in Spagna non dà fastidio la corruzione, dà fastidio che si conosca la corruzione», ha assicurato.

Rufián, da parte sua, ha ribadito che la sinistra «non può rubare». «Noi abbiamo principi, loro interessi», ha concluso, contrappresentando il suo progetto a quello dei partiti tradizionali.