Frente Amplio ha avviato un nuovo strumento digitale chiamato "Tax the Rich", un’applicazione che consente di stimare quanto si raccoglierebbe con l’imposta sui super-ricchi che la candidatura sostiene per queste elezioni generali applicandola sulle 50 maggiori fortune del paese, così come il volume di finanziamento aggiuntivo che potrebbe essere destinato a servizi pubblici come la sanità, l’istruzione o il trasporto ferroviario.
Questa iniziativa rappresenta un passo in più nella diffusione del tributo annunciato giovedì dalla candidata di Frente Amplio, Ada Colau. La proposta consiste nell’applicare un’aliquota del 2% sul patrimonio totale di coloro che accumulano più di un milione di euro, una percentuale che verrebbe innalzata al 3% per i patrimoni superiori ai 50 milioni di euro.
La simulazione che Frente Amplio propone mediante questa "app" si basa sulla selezione delle 50 persone più ricche del paese, prendendo come riferimento i dati della rivista "Forbes", e applicando loro l’aliquota prevista per verificare la possibile raccolta dell’imposta. Secondo i suoi calcoli, il patrimonio complessivo di queste grandi fortune ammonterebbe a circa 250.550 milioni di euro.
La candidatura sottolinea che le cifre offerte dall’applicazione sono stime e non dati fiscali reali, poiché si basano su informazioni giornalistiche sul patrimonio di queste persone e sul presunto incasso dell’imposta se venisse approvata e entrasse in vigore. Per questo, il risultato della simulazione sarebbe diverso in ogni caso concreto.
Nell’applicazione sono incluse schede individuali di grandi imprenditori e imprenditrici come Florentino Pérez, Amancio Ortega e sua figlia Sandra Ortega, Juan Roig, Rafael del Pino o Alicia Koplowitz, tra gli altri nomi di rilievo.
Lo strumento consente di selezionare le 50 fortune in blocco, per gruppi o in modo individuale, e assegnare loro diverse opzioni di aliquota effettiva dell’imposta, oltre a differenti scenari di incasso effettivo del 50, 75 o 100% per vedere come varia la raccolta totale.
Una volta fissati i parametri, la "app" offre una stima dell’impatto che questa riscossione extra avrebbe sui servizi pubblici, distribuendo le risorse in 20 ambiti concreti, come l’abitazione, il ferrocarril, l’istruzione o la sanità. In questo modo, l’utente può visualizzare, ad esempio, quanti chilometri di binari ferroviari potrebbero essere rinnovati, quante nuove cattedre verrebbero create nell’istruzione pubblica o quanti professionisti dell’ambito docente e sanitario potrebbero essere inseriti nel sistema.
Frente Amplio calcola, per esempio, che con un’aliquota del 2% e assumendo che si riuscisse a raccogliere il 75% dell’importo teorico, il rafforzamento per il sistema pubblico raggiungerebbe i 3.758 milioni di euro all’anno. Se si applicasse un’aliquota del 3% e si ottenesse un incasso del 100%, la raccolta supererebbe i 30.000 milioni in quattro anni, una cifra superiore ai 24.100 milioni del piano di investimento di Adif 2022-2026, che l’applicazione stessa utilizza come riferimento.
Tra le simulazioni che offre l’“app” figura una raccolta di 1.109 milioni di euro proveniente da questi grandi patrimoni che, secondo i calcoli di Frente Amplio, consentirebbe di finanziare 1.365 professionisti di Assistenza Primaria, aprire quasi 15.000 posti pubblici di educazione da 0 a 3 anni o costruire 592 abitazioni pubbliche e comprarne altre 353 da grandi detentori.
Con questo strumento interattivo, Frente Amplio invita a sostenere la campagna “Que paguen los ricos” e a visualizzare in modo semplice l’effetto che avrebbe questo imposta sul miglioramento dei servizi pubblici. Inoltre, colloca questa proposta fiscale come uno degli assi principali della sua strategia elettorale.