Il PSOE rivendica la risposta del Governo a Ceuta e accusa il PP e Vox di alimentare la crispazione.

Il Partito Socialista difende che il Governo ha agito "sin dal primo momento" di fronte alla crisi di Ceuta e sostiene che più del 90% di coloro che sono entrati a nuoto sono tornati volontariamente in Marocco nelle prime 24 ore. In una nota informativa, il PSOE dettaglia il rafforzamento poliziesco, sanitario e umanitario dispiegato, annuncia un ampliamento di oltre 100 milioni del piano socioeconomico per la città e accusa il PP e Vox di utilizzare politicamente la crisi.

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Il PSOE ha diffuso una nota informativa sulla situazione di Ceuta nella quale difende l'operato del Governo di Pedro Sánchez di fronte all'ingresso massivo registrato nei giorni 30 e 31 luglio e cerca di rispondere alle critiche ricevute nelle ultime settimane.

Il documento parte dalla considerazione di quegli avvenimenti come l'ingresso massivo "più grave della storia" di Ceuta, con migliaia di persone che attraversano a nuoto in poche ore e decine di morti durante il tentativo. Secondo il PSOE, quella situazione ha provocato una crisi simultaneamente umanitaria, di sicurezza, ordine pubblico e convivenza.

I numeri e le valutazioni fanno parte di una nota politica elaborata dallo stesso Partito Socialista, per cui il PSOE attribuisce all'Esecutivo buona parte dei risultati positivi che raccoglie e dirige critiche dirette contro PP e Vox.

Il PSOE sostiene che più del 90% è tornato in Marocco nelle prime 24 ore

Secondo il documento socialista, il Governo ha risposto "sin dal primo momento" rafforzando la sicurezza di frontiera, l'assistenza sanitaria, la risposta umanitaria, la gestione migratoria e la via diplomatica.

Il PSOE assicura che il dispiegamento ha permesso che più del 90% delle persone che erano entrate a nuoto tornassero volontariamente in Marocco durante le prime 24 ore. La formazione difende che l'operato dell'Esecutivo deve combinare fermezza e sicurezza con il rispetto della legislazione spagnola, europea e internazionale e dei diritti umani.

La nota ricorda inoltre che Pedro Sánchez è volato a Ceuta lo stesso 31 luglio e afferma che l'Esecutivo ha organizzato la sua risposta in tre grandi fronti: sicurezza e controllo di frontiera, triage e procedure di immigrazione e assistenza umanitaria.

Più di 500 agenti aggiuntivi, secondo i socialisti

In materia di sicurezza, il PSOE segnala che prima della crisi c'erano 1.659 effettivi delle Forze e Corpi di Sicurezza dello Stato a Ceuta, di cui 945 appartenevano alla Polizia Nazionale e 714 alla Guardia Civile.

Dal 30 luglio, secondo la formazione, si sono uniti 270 poliziotti nazionali e altri 240 guardie civili, il che significa più di 500 effettivi aggiuntivi. È stato anche installato un sistema provvisorio di contenimento marittimo formato da una linea di boe di 730 metri e una barriera pneumatica galleggiante di 500 metri.

Il PSOE sostiene altresì che sono state aumentate le pattuglie per le strade e che è stato istituito un servizio di attenzione e ricezione di denunce durante le 24 ore. Secondo la sua interpretazione, la criminalità e gli incidenti che hanno colpito la popolazione ceutina sono rimasti "praticamente inalterati" durante la crisi, nonostante il forte incremento temporaneo della popolazione.

Un nuovo CATE per accelerare il triage e i rimpatri

La nota socialista dettaglia anche il rafforzamento dei team di immigrazione con specialisti della Commissariato Generale per l'Immigrazione e le Frontiere e agenti della Brigata di Immigrazione.

Secondo il PSOE, è stata intensificata inoltre la cooperazione con il Marocco e si sono tenuti incontri straordinari della Commissione Interministeriale per l'Asilo e il Rifugio per accelerare le procedure di rimpatrio.

Tra le misure figura la creazione di un Centro di Attenzione Temporanea per Stranieri (CATE) provvisorio in un capannone del Tarajal, destinato ad accelerare le attività di identificazione e triage. I lavori sono iniziati il 10 agosto e la previsione riportata nel documento è che entri in funzione tra la fine di agosto e l'inizio di settembre.

Oltre 2.000 posti umanitari e rafforzamento sanitario

Nel campo assistenziale, il PSOE assicura che il CETI è stato ampliato con 400 posti aggiuntivi fino a raggiungere i 1.183 e che sono stati attivati spazi temporanei concessi dalla Difesa e dalla Città Autonoma fino a disporre di oltre 2.000 nuovi posti di attenzione umanitaria.

Le scuole Príncipe Felipe e Reina Sofía sono state destinate all'accoglienza di minori e, secondo la nota, la Croce Rossa ha distribuito migliaia di kit di aiuto umanitario tra le persone concentrate sulla spiaggia del Trampolín.

Il documento sostiene altresì che è stato creato un circuito sanitario specifico per assistere i migranti senza interferire nell'assistenza ordinaria dei ceutini. Il PSOE afferma che non è stata sospesa né ritardata alcuna intervento o consultazione programmata e che sono stati incorporati oltre 60 professionisti sanitari aggiuntivi.

Un comando unico e oltre 100 milioni aggiuntivi per Ceuta

Il PSOE evidenzia come una delle principali novità di quest'ultima settimana la creazione di un comando unico, una misura che, secondo il documento, è stata richiesta dalle stesse autorità ceutine per migliorare il coordinamento istituzionale.

La formazione annuncia inoltre un Ampia Straordinaria del Piano Integrale di Sviluppo Socioeconomico di Ceuta, con una dotazione aggiuntiva superiore a 100 milioni di euro.

Secondo il PSOE, i soldi avranno tre grandi obiettivi: rafforzare la sicurezza urbana e di frontiera, gestire i ritorni e la situazione dei migranti che continuano a Ceuta e rafforzare i servizi pubblici e l'economia della città autonoma.

La nota aggiunge che sono stati raggiunti accordi con le comunità autonome per inviare vaccini e mobilitare 25 milioni di euro destinati a alloggio, alimentazione, trasferimenti, vestiario e assistenza legale, oltre a localizzare nuovi spazi di accoglienza dopo le proteste dei residenti.

Il PSOE rivendica l'investimento del Governo a Ceuta

Oltre alla risposta immediata, i socialisti difendono che il loro impegno con Ceuta viene da anni fa. Secondo la nota, Pedro Sánchez ha visitato la città quattro volte, più di qualsiasi altro presidente del Governo durante la democrazia.

Il PSOE stima in 428 milioni di euro i trasferimenti effettuati a Ceuta durante i governi di Sánchez, una cifra che presenta come quasi il 50% superiore a quella registrata durante i governi di Mariano Rajoy. Sottolinea anche che i trasferimenti a conto hanno raggiunto i 56 milioni nel 2026.

In infrastrutture, il documento confronta i 31 milioni investiti tra il 2012 e il 2017 con i 69 milioni che attribuisce agli anni di governo socialista e mette in evidenza i 56 milioni previsti dai Trasporti per il Porto di Ceuta fino al 2029.

Il PSOE accusa il PP e Vox di "utilizzo partitico" della crisi

La parte più politica del documento dirige forti critiche contro PP e Vox. Il PSOE accusa entrambe le formazioni di aver contribuito a un clima di "crispazione, conflitto e caos" attraverso discorsi che, secondo i socialisti, hanno favorito la tensione sociale.

La nota attribuisce alla destra e all'estrema destra la diffusione di "bufale e messaggi d'odio" e sostiene che determinate dichiarazioni e mobilitazioni hanno alimentato il conflitto. Queste accuse fanno parte della valutazione politica del PSOE sugli eventi.

I socialisti rimproverano anche a diverse comunità governate dal PP la loro posizione riguardo alla distribuzione e assistenza di minori migranti e confrontano quella posizione con la disponibilità mostrata, secondo il documento, da Navarra o Asturie.

Condanna delle aggressioni contro militari e migranti

La nota incorpora, tuttavia, una condanna espressa di tutte le forme di violenza.

Il PSOE assicura di rifiutare sia le aggressioni contro militari e guardie civili sia qualsiasi reato commesso da migranti. Allo stesso modo, condanna gli attacchi contro persone migranti, la distruzione di campi e gli ostacoli all'operato umanitario della Croce Rossa.

La formazione esprime inoltre il suo sostegno alle Forze e Corpi di Sicurezza dello Stato e alle Forze Armate, con un riferimento speciale agli agenti e militari feriti durante le ultime giornate, e estende quel riconoscimento al personale della Croce Rossa dispiegato a Ceuta.

Il PSOE difende la sua politica migratoria nonostante la crisi

Infine, i socialisti cercano di inquadrare quanto accaduto a Ceuta come un episodio straordinario all'interno di una tendenza generale discendente dell'immigrazione irregolare.

Secondo i dati raccolti dal PSOE, gli arrivi irregolari in Spagna sono diminuiti di un 43% nel 2025 rispetto al 2024 e hanno continuato a scendere di quasi un 15% durante il primo semestre del 2026. Prima della crisi di Ceuta, gli ingressi irregolari via mare erano diminuiti del 30,8% e nelle Canarie il calo raggiungeva il 59,6%.

Il documento cita anche cifre di Frontex per sostenere che la Spagna ha registrato nel 2025 meno attraversamenti irregolari rispetto all'Italia o alla Grecia e presenta la politica migratoria dell'Esecutivo come "un modello che funziona da anni".

Con questa nota, il PSOE cerca così di fissare il proprio racconto sulla crisi: difende che il Governo ha reagito con risorse e rinforzi fin dal primo momento, rivendica nuovi investimenti per recuperare la normalità a Ceuta e accusa l'opposizione di utilizzare politicamente una situazione che considera ancora eccezionale.

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