Nogueras guarda solo la salida del Puente e chiede alla Catalogna il controllo di vie, treni e risorse

Nogueras dà per scontata l’uscita di Puente e torna a chiedere il trasferimento totale della rete ferroviaria e delle sue risorse alla Generalitat de Catalunya.

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La portavoce di Junts al Congresso, Miriam Nogueras, ha ribadito questo lunedì di non concepire un esito diverso dalla dimissione del ministro dei Trasporti, Oscar Puente, e ha nuovamente reclamato che vengano cedute alla Catalogna le linee, i treni e i fondi necessari affinché sia la Generalitat ad assumere la gestione del sistema ferroviario.

Così si è espressa in un’intervista a “La Mirada Crítica” di Telecinco, raccolta da Europa Press, in cui ha ricordato che la sua formazione ha già chiesto la rinuncia del ministro lo scorso venerdì. Nogueras ha indicato di non sapere se qualcuno l’abbia spinta a dimettersi, ma ritiene che la decisione parta dallo stesso Puente: “è ciò che doveva accadere, non mi immagino un altro scenario”.

In questa linea, ha evitato di valutare se risulti credibile che il ministro abbia comunicato la sua partenza a Pedro Sánchez appena pochi minuti prima di renderla pubblica. A suo giudizio, “non importa come si sia dimesso” perché intende che la sua gestione non sia stata adeguata. Come esempio, ha menzionato che durante l’ultima deputazione permanente si è registrato uno scontro a Martorell con una macchina.

Per Nogueras, questo tipo di incidenti sono la “somma di molti anni di disinvestimento, centralizzazione e non pianificazione”. Perciò, ha insistito sul fatto che Junts reclama “il trasferimento integrale di tutto, le linee i treni e le risorse” alla Catalogna, in modo che si dirigano dalla “vicinanza”.

“La parte del come è stato (il ritiro) non ci interessa, ci interessa che il lavoro venga fatto con rigore”, ha sottolineato, rimarcando che lo stesso Puente ha riconosciuto “un disinvestimento molto grande” e l’assenza di pianificazione per anni.

Alla domanda se la Catalogna sia pronta ad assumere questo presunto regalo “avvelenato” del sistema ferroviario e per la capacità di risposta della Generalitat, Nogueras ha attaccato il Govern di Salvador Illa, che vede al comando ma “molto assente in tutto questo”.

In ogni caso, ha ammesso che i guasti della rete non si risolveranno “da oggi a domani” perché “ci sono tanti anni di disinvestimento e cattiva pianificazione” e si è arrivati a un “servizio in totale collasso”.

Professionalizzazione contro politicizzazione della ferrovia

Di fronte alla situazione di Rodalíes e dell’AVE, Nogueras ha sostenuto che Ferrocarriles de la Generalitat de Cataluña «sì che funziona» e mantiene alti livelli di puntualità e di assenza di inconvenienti. Ha dettagliato che, nella giornata di ieri, delle 19 linee di Cercanías in Catalogna, 15 hanno registrato problemi e 6 di essi erano gravi, mentre in Ferrocarriles de la Generalitat sono state conteggiate «zero» incidenze. Inoltre, ha indicato che la puntualità di Renfe si aggira intorno al 30 per cento, rispetto al 98 per cento di Ferrocarriles de la Generalitat.

Secondo la portavoce di Junts, la chiave che distingue Ferrocarriles de la Generalitat da Renfe è la «professionalizzazione» dei suoi team, mentre in Renfe, durante anni, si sono consolidati «comitati di amici». «La grande differenza è la professionalizzazione e non la politicizzazione dei servizi pubblici», ha sottolineato.

Per quanto riguarda la possibilità che i voti di Junts finiscano per allinearsi con il blocco di destra, Nogueras ha chiarito che il suo partito non condivide il problema di altre formazioni perché non deve «cambiare narrazioni», dato che restano «dove sempre», concentrati su «fare bene il lavoro lontano dalle dispute dei blocchi spagnoli».

In questo senso, ha insistito sul fatto che la sua priorità è che «la Catalogna stia» e ha ribadito che nel suo territorio non si vota pensando a se governeranno Feijóo o Sánchez, «ma che stia la Catalogna» con maggiore peso e presenza.