Le liste d'attesa dell'Ospedale Ramón y Cajal hanno smesso di essere unicamente una questione interna del centro madrileno. Dopo la información publicada esta settimana sul cambiamento di priorità dei pazienti chirurgici, la Comunità di Madrid ha aperto un'inchiesta, il Ministero della Salute ha richiesto spiegazioni sullo scopo della procedura e FACUA si è rivolta alla Procura contro due responsabili dell'ospedale.
La pressione sul Governo regionale è aumentata anche a causa della disputa su chi ha ordinato i cambiamenti. La Comunità sostiene che il medico che ha denunciato il caso è stato colui che ha modificato irregolarmente la priorità di 57 pazienti. Il chirurgo Luis Alberto Martos lo nega e assicura che i registri del sistema informatico permettono di identificare chi ha effettuato ogni modifica.
La consigliera della Salute, Fátima Matute, ha attribuito i cambiamenti al comportamento di un professionista specifico e ha negato che esista una pratica generalizzata per alterare le liste d'attesa. La presidente madrilena, Isabel Díaz Ayuso, ha successivamente sostenuto quella versione nell'Assemblea di Madrid e ha nuovamente responsabilizzato il medico.
Martos ha respinto le accuse e ha sottolineato di non avere la capacità di effettuare autonomamente le modifiche che appaiono nel sistema. Secondo la sua spiegazione, i registri informatici documentano i cambiamenti di priorità e chi li ordina.
La controversia è stata rafforzata da nuovi documenti diffusi questa settimana, tra cui email interne e screenshot del sistema di ammissione. Questi materiali, secondo la documentazione pubblicata, contraddicono la versione fornita dalla Conselleria sull'origine delle modifiche e indicano istruzioni provenienti da responsabili dello stesso ospedale.
FACUA porta il caso alla Procura
FACUA ha presentato il 16 settembre una denuncia presso la Procura Provinciale di Madrid contro il direttore generale e il direttore medico del Ramón y Cajal. L'organizzazione chiede al Ministero Pubblico di indagare se i responsabili possano essere incorsi in un reato di abuso d'ufficio. La denuncia apre una via diversa dall'inchiesta interna annunciata dalla Comunità. Spetta ora alla Procura valutare i fatti portati alla sua attenzione e decidere se esistono elementi che giustifichino nuove azioni.
Il caso ha anche provocato una reazione nel campo della difesa dei pazienti. FACUA sostiene che la modifica della priorità dei malati potrebbe aver influito sulle informazioni utilizzate per gestire i loro tempi di attesa e chiede che vengano determinate le responsabilità corrispondenti.
La Sanità vuole sapere se è successo in altri ospedali
Il Ministero della Sanità ha chiesto alla Comunità di Madrid di chiarire cosa sia successo al Ramón y Cajal e se esistano casi simili in altri centri della regione. La ministra Mónica García ha anche richiesto meccanismi di controllo e supervisione sui dati delle liste di attesa che le comunità trasferiscono al sistema statale.
La preoccupazione del Ministero trascende così il fascicolo concreto dell'ospedale madrileno. La questione che si intende chiarire è se i cambiamenti di priorità siano stati un episodio isolato o se esistano procedure simili che possano influire sul modo in cui vengono conteggiati i tempi di attesa chirurgici. L'indagine coincide con il processo avviato dalla Sanità per modificare il sistema statale di informazione sulle liste di attesa. Il Ministero sta lavorando a un nuovo quadro per omogeneizzare i dati, migliorare la loro tracciabilità e facilitare il confronto tra le comunità autonome.