Vito Quiles ha annunciato una nuova convocazione a Murcia per il prossimo lunedì 9 novembre. Secondo le informazioni diffuse nei suoi canali di comunicazione, l’incontro è previsto per le 18:30 presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Murcia (UMU). Tuttavia, l’istituzione accademica ha chiarito che non ha autorizzato l’atto e che non ha nemmeno ricevuto alcuna richiesta per utilizzare i suoi spazi.
Il rettore dell’UMU, Samuel Baixauli, ha trasferito questa posizione per iscritto in risposta alla preoccupazione espressa dai lavoratori dell’università. L’istituzione afferma che non esiste alcuna richiesta di cessione di strutture presentata da Quiles né da alcuna persona o ente in suo nome.
Inoltre, il Rettorato ha anticipato che, se dovesse ricevere una richiesta per celebrare l’incontro nelle sue sedi, non la autorizzerebbe. L’università giustifica la propria posizione con la necessità di garantire la convivenza e la sicurezza nei campus, nonché lo svolgimento normale dell’attività accademica.
Più di 1.100 lavoratori chiedono che non si tenga nel campus
La risposta dell’Università arriva dopo che 1.118 docenti e membri del personale tecnico, di gestione e di amministrazione e servizi (PTGAS) hanno firmato un documento indirizzato al Rettorato e al Difensore Universitario.
Nella lettera, i lavoratori chiedono che non sia consentito utilizzare gli spazi dell’istituzione per la convocazione annunciata da Quiles. Chiedono anche che si rivedano eventuali autorizzazioni, se ve ne fossero, e che si adottino misure per proteggere studenti e personale universitario.
I firmatari esprimono la propria preoccupazione per gli episodi di tensione registrati in altre visite del comunicatore ad ambienti universitari, tra cui quelli delle università Autonoma di Barcellona, Navarra, Saragozza e Deusto. L’iniziativa, spiegano, non mira a limitare la libertà di espressione, ma a evitare che si verifichino alterazioni della convivenza e dell’attività accademica.
Il diniego dell’Università non equivale a vietare un atto in strada
La decisione dell’UMU riguarda l’uso delle sue strutture, spazi e risorse. Pertanto, che l’università non autorizzi la convocazione nelle sue sedi non implica automaticamente che l’atto sia vietato in qualsiasi altro luogo di Murcia.
Sono questioni distinte: l’istituzione accademica decide sull’utilizzazione dei propri spazi, mentre i bandi nella via pubblica si regolano in base alla normativa sul diritto di riunione e alle procedure di comunicazione all’autorità governativa.
In questo caso, fonti della Delegazione del Governo consultate da EFE hanno indicato che non avevano neppure ricevuto una comunicazione sulla convocazione. Ciononostante, hanno precisato che le forze di sicurezza effettueranno il monitoraggio corrispondente e dispiegheranno il dispositivo che risulterà necessario.
In assenza di sapere se si modifica la posizione annunciata o se si concretizza qualche altro luogo, la convocazione resta prevista per lunedì. L’attenzione si concentra ora su dove intende tenersi finalmente e sulle misure che le autorità potranno adottare per garantire la sicurezza e lo svolgimento della giornata.