La SEE esige un'Agenzia Statale di Salute Pubblica forte, con personale sufficiente e autonomia scientifica reale

La Società Spagnola di Epidemiologia reclama che la nuova Agenzia Statale di Salute Pubblica sia solida, indipendente e con personale specializzato stabile.

Aggiungi DEMOCRAT su Google

Chiedi a FREN

Pubblicato

2 minuti

I più letti

Elecciones 29N · Encuestas

La media de las encuestas

Media a 27 de octubre de 2026 · 15 institutos

  • PP31,0 %
  • PSOE27,3 %
  • Vox18,9 %
  • Sumar6,3 %
  • Podemos2,9 %
  • ERC2,3 %
010203040ene 2024jul 2024ene 2025jul 2025ene 2026jul 2026

Media del último estudio de cada instituto en 30 días y su evolución semanal desde el 23J. Partidos con al menos un 2 %.

Todas las encuestas

Elecciones generales del 29 de noviembre · Demócrata

La Società Spagnola di Epidemiologia (SEE) ha esortato affinché la futura Agenzia Statale di Salute Pubblica nasca come un'istituzione robusta, dotata di sufficienti professionisti qualificati e capace di sfruttare al massimo l'esperienza già esistente nel sistema sanitario. Inoltre, reclama che si blindi il suo rigore tecnico, la sua indipendenza scientifica e la sua autonomia organizzativa.

In coerenza con questa posizione, la SEE richiede al Governo e al resto delle forze politiche di mantenere l'avvio dell'Agenzia Statale di Salute Pubblica come una "priorità". Considera imprescindibile che inizi a funzionare il prima possibile, ma sottolinea che l'urgenza deve andare di pari passo con una struttura ben progettata e con il riconoscimento del personale che dovrà sostenerla nel giorno per giorno.

"Le sfide attuali della salute pubblica non possono essere affrontate da profili generici, ma richiedono professionisti con formazione specifica e esperienza accreditata in epidemiologia e salute pubblica, rispettando il loro carattere multidisciplinare", segnala la società.

In questo contesto, la SEE propone che le offerte di lavoro pubblico destinate a coprire i posti specializzati dell'Agenzia includano come requisito la formazione in salute pubblica, in aree come l'epidemiologia, la gestione o la promozione della salute. Allo stesso modo, reclama che le amministrazioni competenti riconoscano in modo esplicito il valore di quella preparazione e dei percorsi professionali, sia per trattenere il sapere accumulato sia per attrarre nuovo talento.

L'organizzazione sottolinea che la creazione di una nuova struttura deve servire per integrare e sfruttare le capacità che già operano nel sistema. "È necessario stabilire meccanismi affinché il talento, l'esperienza tecnica e la conoscenza che già operano nel sistema si integrino pienamente nella nuova struttura", osserva.

Per la SEE, garantire la continuità del personale specializzato costituisce una condizione chiave affinché l'Agenzia possa svolgere la sua funzione sin dal primo momento. Se non si definisce e garantisce quel quadro di continuità, avverte, il nuovo organismo potrebbe avviare la sua attività con una capacità tecnica insufficiente.

"Perdere o compromettere questo capitale professionale metterebbe a rischio la capacità di rispondere con rigore alle sfide attuali della salute pubblica e di agire con rapidità di fronte a future crisi o emergenze sanitarie", avverte la società scientifica.

La SEE sostiene, inoltre, che il processo di transizione deve essere fedele allo spirito della norma che crea l'Agenzia e salvaguardare la sua solvibilità tecnica. La Legge 7/2025, del 28 luglio, prevede la formazione di team multidisciplinari e lo sviluppo di politiche specifiche per attrarre e trattenere talenti nella salute pubblica.

L'organizzazione condivide l'urgenza di avviare l'AESAP, ma insiste sul fatto che questo dispiegamento preservi le dinamiche di lavoro che si sono dimostrate utili. "La rapidità nell'implementazione deve tradursi in rigore operativo, rafforzando e preservando le dinamiche di lavoro che hanno dimostrato la loro efficacia", sostiene.

Per questo motivo, reclama che l'impegno politico con l'Agenzia comprenda sia la sua attivazione che le garanzie necessarie per consolidarla come istituzione di riferimento nella salute pubblica e come organismo di fiducia per i cittadini, capace di offrire informazioni solide che orientino le decisioni in materia di salute. Così come conclude la società scientifica, "farlo bene" è tanto cruciale quanto "farlo subito".