Esperanza Aguirre testimonia oggi nel processo a Ignacio González per il caso Lezo

Esperanza Aguirre dichiara oggi come testimone nel processo del caso Lezo contro Ignacio González per presunti aggiudicazioni irregolari del Canal de Isabel II.

fotonoticia 20261022073018 1920

fotonoticia 20261022073018 1920

Aggiungi DEMOCRAT su Google

Chiedi a FREN

Pubblicato

Ultimo aggiornamento

5 minuti

I più letti

Elecciones 29N · Encuestas

La media de las encuestas

Media a 21 de octubre de 2026 · 15 institutos

  • PP31,6 %
  • PSOE26,9 %
  • Vox18,7 %
  • Sumar6,3 %
  • Podemos3,1 %
  • ERC2,2 %
010203040ene 2024jul 2024ene 2025jul 2025ene 2026jul 2026

Media del último estudio de cada instituto en 30 días y su evolución semanal desde el 23J. Partidos con al menos un 2 %.

Todas las encuestas

Elecciones generales del 29 de noviembre · Demócrata

L'ex presidente della Comunità di Madrid, Esperanza Aguirre, figura storica del PP, compare questo giovedì come testimone nel processo del "caso Lezo" contro il suo successore alla Presidenza regionale, Ignacio González. Si analizzano presunte irregolarità nell'assegnazione di due contratti pubblici del Canal de Isabel II relativi a un campo da golf di questo ente pubblico.

Questo procedimento giudiziario è stato all'origine delle dimissioni di Aguirre nel 2017 come portavoce e consigliere nel Comune di Madrid, dopo l'arresto di González, che era stato il suo "numero due" durante il suo periodo alla guida del Governo madrileno tra il 2003 e il 2012.

In questo pezzo del "caso Lezo" siedono sul banco degli imputati, oltre a González, l'allora direttore generale del Canal de Isabel II tra il 2003 e il 2009, Ildefonso de Miguel, e i soci della compagnia TCT, aggiudicataria dei contratti indagati: José Antonio Clemente, Pablo Manuel González e Juan José Caballero, questi ultimi due fratello e cognato dell'ex presidente autonomico.

Nella sessione inaugurale del processo, tenutasi martedì scorso e dedicata alle questioni preliminari, Ignacio González e il resto degli imputati hanno respinto le accuse formulate contro di loro.

La Procura Anticorruzione richiede per tutti gli accusati pene di sei anni di reclusione come presunti autori di reati di corruzione e come cooperatori necessari, oltre a una multa di 550.000 euro.

Assegnazioni del Canal de Isabel II e beneficio a familiari

I fatti si collocano nel 2002, quando il Canal de Isabel II, dipendente dalla Comunità di Madrid, ha sottoscritto un accordo urbanistico di pianificazione con il Comune di Madrid per aprire all'uso pubblico diverse strutture dell'organismo. A tal fine è stato indetto un concorso destinato a eseguire la copertura del terzo serbatoio del Canal, secondo il documento delle conclusioni provvisorie del Ministero Pubblico.

Nel giugno del 2004, la direzione del Canal, guidata da Ildefonso de Miguel e Ignacio González, allora vicepresidente regionale, "al fine di beneficiare familiari di quest'ultimo, ha promosso e facilitato la trattazione di una modifica del precedente concorso, nonostante che, tenendo conto delle variazioni sostanziali che sarebbero state introdotte, sarebbe dovuta essere indetta una nuova gara", secondo l'Anticorruzione.

"Guidati da tale fine convennero con Dragados che il Canal de Isabel II avrebbe assegnato direttamente a questa società il contratto modificato, imponendole perciò la condizione di subappaltare per determinati lavori all'azienda Tecnoconcret Proyectos de Ingeniería", conosciuta come TCT, i cui soci erano Clemente, il fratello e il cognato di González.

I familiari dell'ex presidente madrileno nascosero la loro partecipazione tramite persone interposte per dissimulare i loro legami con l'allora dirigente autonomico, secondo la versione della Procura.

L'approvazione e l'assegnazione diretta a Dragados di quel modificato furono concordate nel Consiglio di Amministrazione del Canal de Isabel II del 19 luglio 2006, dopo l'intervento di Ignacio González e Ildefonso de Miguel.

In questo modo, "l'azione congiunta degli accusati permise che TCT, azienda priva di capacità tecnica per effettuare nessuno dei lavori affidati, si interponesse inutilmente e si avvantaggiasse indebitamente con entrambe le assegnazioni, ottenendo un beneficio di, almeno, 504.780 euro finanziato con i fondi pubblici assegnati a tali contratti", sostiene la Procura.

Contratti milionari e subappalti a catena

Il Ministero Pubblico dettaglia che il 15 giugno 2006, prima dell'assegnazione formale del modificato, Dragados subappaltò a TCT per determinati lavori sostenendo che la sua proposta era risultata la più vantaggiosa.

Secondo il documento della Procura, i soci di TCT pattuirono in modo riservato con i responsabili di Dragados "incrementare del 47% l'importo da riscuotere". Quel 15 giugno 2006 fu firmato un contratto per 160.204,79 euro per il buco numero 4 di prova del campo da golf.

Successivamente, l'oggetto del contratto fu ampliato tramite quattro allegati datati 10 agosto, 15 e 24 novembre 2006 e 14 febbraio 2007, con importi di 2.292.232,82, 298.830,24, 286.270,58 e 30.326,40 euro, rispettivamente. Il volume totale dei lavori subappaltati da Dragados a TCT ammontò così a 3.067.864,83 euro.

La Procura ricorda che TCT fu costituita nel maggio 2003 con l'attività di lavori di ingegneria e che non fu fino al 2008 che incorporò la realizzazione di progetti sportivi. "Tuttavia, la società era priva di ogni capacità per portare a termine l'esecuzione dei lavori inclusi nel modificato", sottolinea il Ministero Pubblico.

Di fronte all'impossibilità di eseguire direttamente quei lavori, gli accusati si sono rivolti a nuove subappaltatrici con Onlygolf Planning and Design e Fieldturf España, con le quali hanno concordato una commissione dell'8% per il loro ruolo di intermediari.

Fatturazione, profitti e distribuzione sotto pseudonimi

Secondo l'Anticorruzione, Fieldturf ha emesso tre fatture a TCT per 270.204 euro e Onlygolf ha emesso undici fatture per un totale di 2.605.805 euro. Parallelamente, TCT ha emesso tredici fatture a Dragados per 3.257.039 euro, "successive e correlate" alle quattordici fatture emesse da Onlygolf e Fieldturf contro TCT per 2.876.010,16 euro, ottenendo così un margine di 381.029 euro "per la loro inutile e imposta intermediazione".

La Procura sostiene che tra novembre 2006 e marzo 2008, in un contesto precedente alla crisi economica, gli accusati si sono distribuiti parte di quei profitti "secondo un piano perfettamente documentato". Il fratello di Ignacio González, identificato con le sigle "PG", avrebbe percepito 101.348 euro tramite 20 consegne in contante.

Il cognato dell'ex presidente, sotto le sigle "JJC", avrebbe ricevuto 94.425 euro in undici pagamenti, mentre a José Antonio Clemente, identificato come "JCM", sarebbero spettati 71.199 euro. Secondo l'Anticorruzione, questi pagamenti sarebbero stati effettuati con fatture emesse da società schermo.

Concessione sportiva e nuovi guadagni per TCT

Parallelamente, nel 2006 il Canale ha aggiudicato il concorso per la gestione e sfruttamento delle strutture sportive del terzo deposito a un'UTE composta da TCT, Soto Once e Iridium Concessioni di Infrastrutture.

Dopo quell'aggiudicazione, l'UTE ha creato la società Green Canal Golf, che ha firmato nel 2007 la concessione e, poco dopo, ha subappaltato a TCT la manutenzione del prato per cinque anni per 9.875 euro al mese.

Quello stesso giorno, TCT, "non avendo la capacità di eseguire quel lavoro", lo ha subappaltato a sua volta a Onlygolf, abbassando il canone mensile a 7.941 euro e assicurandosi, unicamente per il suo ruolo di intermediazione, un profitto approssimativo di 124.000 euro, secondo il Ministero Pubblico.