Il Tribunale Superiore di Giustizia dell'Andalusia (TSJA) ha ratificato la pena di due anni di reclusione inflitta a un uomo dall'Audiencia di Siviglia per un reato di traffico di droga, ritenendo che la quantità di sostanze sequestrate dalla Polizia Nazionale "superi notevolmente quelle che si può presumere destinate all'autoconsumo, trattandosi inoltre di tipologie di sostanze molto limitate".
In una decisione datata 15 ottobre, l'Alto Tribunale andaluso conferma integralmente la sentenza e respinge il ricorso in appello del condannato. La Sezione Settima dell'Audiencia Provinciale gli aveva già inflitto, con sentenza del 15 settembre 2025, una condanna a due anni di carcere e una multa di 40 euro, con dieci giorni di responsabilità personale sussidiaria in caso di mancato pagamento, secondo quanto riportato nell'ordinanza diffusa dall'Ufficio Comunicazione del TSJA.
I fatti risalgono al 22 novembre 2023, quando agenti della Polizia Nazionale intercettarono a Siviglia il conducente di un'auto che circolava in calle Camino de los Descubrimientos, nell'Isla de la Cartuja, portando diverse sostanze stupefacenti "predisposte per la loro distribuzione a terze persone". Dopo la corrispondente analisi peritale, fu accertato il possesso di 0,9 grammi di 2C-B, 1,78 grammi di MDMA e 0,82 grammi di resina di cannabis, oltre ad altri stupefacenti.
I giudici escludono che la droga fosse destinata al consumo personale, come sosteneva la difesa nel suo ricorso. Il ricorrente sosteneva che "non era stata visualizzata alcuna operazione di traffico né portava alcun strumento di misurazione per l'individualizzazione delle dosi, né gli era stata sequestrata alcuna quantità di denaro".
Il TSJA ricorda nel suo provvedimento che, conformemente alla dottrina consolidata, "si può presumere che la quantità si limiti al consumo durante tre o cinque giorni in funzione della sostanza di cui si tratti, essendo che nel caso dell'MDMA, la sua previsione normalizzata di consumo giornaliero si colloca a 480 milligrammi (0,48gr), risulta impensabile che quelle quantità a cui ci riferiamo (5,2 grammi) fossero destinate al consumo proprio". Sulla base di questi parametri, il tribunale conclude che la finalità delle sostanze sequestrate non era l'autoconsumo, bensì il traffico.