L'Unione Progressista dei Pubblici Ministeri chiede che la Procura agisca nei casi di sfratti di persone vulnerabili come quello di Maricarmen

La UPF esige di riformare la Legge di Procedura Civile affinché la Procura possa intervenire negli sfratti di persone vulnerabili come quello di Maricarmen.

2 minuti

fotonoticia 20260925130927 1920

fotonoticia 20260925130927 1920

Aggiungi DEMOCRAT su Google

Chiedi a FREN

Pubblicato

2 minuti

I più letti

L'Unione Progressista dei Pubblici Ministeri (UPF) ha richiesto che la Procura abbia la capacità di intervenire nei processi di sfratto che riguardano persone in situazione di vulnerabilità, a seguito del recente sfratto di Maricarmen, una donna di 87 anni sgomberata questo mercoledì dall'abitazione in cui viveva da sette decenni.

In una nota pubblica, l'UPF sottolinea che l'assenza del Ministero Pubblico in determinati procedimenti di sfratto costituisce "una carenza" di natura "legale e istituzionale" all'interno dell'attuale quadro giuridico spagnolo.

L'associazione ricorda che negli ultimi anni sono stati messi in atto "diversi meccanismi per evitare che l'esecuzione di uno sfratto ignori situazioni di vulnerabilità", come l'intervento dei servizi sociali o l'emissione di rapporti che evidenziano circostanze "che il giudice deve ponderare".

"Tuttavia, non esiste una previsione generale che consenta al Ministero Pubblico di intervenire specificamente in questi incidenti per difendere i diritti della persona vulnerabile", sottolinea l'organizzazione, che evidenzia che la Procura può agire "in altri ambiti" quando si tratta di gruppi particolarmente vulnerabili, ma non nel campo degli sfratti.

Per questo motivo, l'UPF propone che la Legge di Procedura Civile "abiliti espressamente l'intervento del Ministero Pubblico quando uno sfratto possa riguardare minori, persone con disabilità, persone dipendenti, persone anziane o qualsiasi altra persona in situazione di particolare vulnerabilità".

Insiste sul fatto che questa iniziativa non intende estendersi "a tutti i procedimenti di sfratto", ma a un intervento "puntuale e specializzato, limitato a valutare la situazione di vulnerabilità, la sufficienza delle misure di protezione e, quando necessario, l'azione delle amministrazioni competenti". "Lì deve essere il Ministero Pubblico", enfatizza l'associazione.

In questo contesto, l'UPF considera che "un rapporto dei servizi sociali è imprescindibile, ma informare sulla vulnerabilità non è la stessa cosa che difendere giuridicamente la persona".

"Una grave omissione" nel sistema processuale

Dal'associazione professionale dei pubblici ministeri puntualizzano che, nel fascicolo di Maricarmen, non cercano "di mettere in discussione la risoluzione giudiziaria adottata né i legittimi diritti dei proprietari".

"Non si tratta di impedire automaticamente uno sfratto né di ignorare i legittimi diritti dei proprietari. Si tratta di garantire che, quando dietro una porta ci sia una persona particolarmente vulnerabile, i suoi diritti abbiano una protezione giuridica efficace prima che venga eseguita l'espulsione", segnalano.

UPF ribadisce che la presenza della Procura in questi procedimenti è necessaria "perché la società richiede alle sue istituzioni che, nei momenti di maggiore vulnerabilità, siano in grado di offrire una risposta giuridica efficace e umana".

Inoltre, sottolinea che "il caso di Maricarmen ha messo in evidenza una grave omissione del nostro sistema processuale" che "spetta al legislatore correggere".

Di conseguenza, l'associazione difende la riforma della Legge di Procedura Civile nei casi di particolare vulnerabilità. "Là dove una persona particolarmente vulnerabile ha bisogno della protezione del Diritto, il Ministero Pubblico deve poter esserci", conclude.