La Corte Suprema ha acordato concedere un termine di tre giorni alle parti coinvolte nel procedimento relativo alla cosiddetta 'legge dei nipoti' affinché si pronuncino sulla richiesta del partito Iustitia Europa, che rivendica l'estensione della sospensione del diritto di voto ai figli di coloro che hanno ottenuto la cittadinanza spagnola mediante questo meccanismo.
In un ordinanza emessa questo venerdì, alla quale ha avuto accesso Europa Press, i magistrati della Sezione Contenzioso-Amministrativa segnalano che dispongono "di non dare luogo all'adozione inaudita parte delle misure cautelari urgentissime richieste dalla rappresentanza della formazione". In questo modo, l'alto tribunale respinge per ora di applicare in modo immediato e senza ascoltare le altre parti le misure eccezionali sollevate da Iustitia Europa.
Allo stesso tempo, il Supremo decide sì di "aprire un termine di udienza alle parti costituite nel procedimento affinché, per un termine di tre giorni comuni, conteggiati a partire dalla notifica della presente risoluzione, possano presentare le osservazioni che ritengano opportune in difesa dei loro diritti e interessi legittimi". Con questo passo, il tribunale consente che tutte le parti interessate possano esporre i loro argomenti prima di decidere sul merito della richiesta.
Inoltre, e tenendo conto della "rilevanza delle questioni sollevate e della convocazione elettorale in vigore", la Sezione Contenzioso-Amministrativa dispone di abilitare giorni per la trattazione del fascicolo delle misure cautelari a partire dal 31 ottobre e durante tutti i giorni del mese di novembre, al fine di garantire che la questione possa essere risolta con celerità nell'attuale contesto elettorale.