Un tribunale belga revoca il sequestro di Blasket contro la Spagna per sentenze di rinnovabili

Un tribunale belga annulla il sequestro di Blasket contro la Spagna per sentenze sulle rinnovabili e ordina di restituire 75,759 milioni di euro più interessi.

fotonoticia 20261023095354 1920

fotonoticia 20261023095354 1920

Aggiungi DEMOCRAT su Google

Chiedi a FREN

Pubblicato

2 minuti

I più letti

Elecciones 29N · Encuestas

La media de las encuestas

Media a 21 de octubre de 2026 · 15 institutos

  • PP31,6 %
  • PSOE26,9 %
  • Vox18,7 %
  • Sumar6,3 %
  • Podemos3,1 %
  • ERC2,2 %
010203040ene 2024jul 2024ene 2025jul 2025ene 2026jul 2026

Media del último estudio de cada instituto en 30 días y su evolución semanal desde el 23J. Partidos con al menos un 2 %.

Todas las encuestas

Elecciones generales del 29 de noviembre · Demócrata

La giustizia belga ha annullato l'autorizzazione di sequestro che permetteva al fondo statunitense Blasket Renewable Investments di trattenere beni di Spagna provenienti da somme dovute da Eurocontrol a Enaire, e ha ordinato che vengano restituiti immediatamente alle casse pubbliche spagnole i 75,759 milioni di euro che rimanevano immobilizzati come garanzia.

In una risoluzione datata 20 ottobre, il Tribunale di Prima Istanza di lingua olandese di Bruxelles frustra la strategia di Blasket – erede legale delle società RREEF Jersey e RREEF Lussemburgo – per appropriarsi delle compensazioni fissate in un lodo arbitrale del Centro Internazionale per la Risoluzione delle Controversie Relative agli Investimenti (Ciadi), organismo della Banca Mondiale, emesso dopo i tagli applicati dalla Spagna ai sussidi per le energie rinnovabili.

La sentenza annulla l'autorizzazione di sequestro accordata a giugno 2025, dichiara illecita la misura che è stata adottata successivamente e ordina la restituzione al Regno di Spagna dei fondi assegnati di 75,759 milioni di euro, più gli interessi generati. Inoltre, impone le spese del procedimento a Blasket e dichiara che la decisione è provvisoriamente esecutiva anche se viene impugnata.

Il tribunale belga sostiene nella sua sentenza che il recupero forzoso dell'indennizzo "viola il diritto dell'Unione Europea" e si basa sulla dottrina della Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE) in questioni come 'Achmea', 'Komstroy' e 'Micula', in cui si stabilisce che gli arbitrati investitore-Stato nell'ambito intracomunitario sono incompatibili con il quadro giuridico dell'UE.

In questa linea, la risoluzione sottolinea che "il giudice dei sequestri considera che non può autorizzare l'esecuzione effettiva di detto lodo, anche quando questo sia esecutivo ai sensi dell'articolo 54 della Convenzione del Ciadi" e aggiunge che "il recupero effettivo dell'indennizzo stabilito nel lodo arbitrale viola il diritto dell'Unione Europea".

L'organo giudiziario apprezza anche che basare l'esecuzione esclusivamente sulla posizione dell'entità britannica RREEF Jersey, con l'obiettivo di eludere la normativa comunitaria, costituisce una "finzione giuridica". Su questo punto, precisa che l'esecuzione a suo nome per l'importo totale "dà luogo, in ogni caso, almeno a una violazione indiretta del diritto dell'Unione Europea, poiché questa richiesta spetta anche a RREEF Lussemburgo".

Allo stesso modo, il tribunale assume il criterio della Commissione Europea –che è intervenuta nel procedimento come 'amicus curiae'– nel sottolineare che il pagamento di queste compensazioni senza l'autorizzazione preventiva di Bruxelles violerebbe le regole dell'UE sulle aiuti di Stato.

Di conseguenza, la risoluzione conclude che, "alla luce della notifica del lodo arbitrale, e in attesa di una decisione definitiva della Commissione Europea, non potrà essere effettuata in Belgio alcuna esecuzione per il recupero del debito contratto dalla Spagna".