Il Sindacato degli Inquilini stima in 500.000 i partecipanti alla marcia per la casa a Madrid

L'organizzazione convocante assicura che mezzo milione di persone si sono mobilitate questo sabato nella capitale, anche se la Delegazione del Governo non ha ancora fornito il suo bilancio ufficiale. Quattro colonne sono partite da diversi punti di Madrid per confluire a Cibeles sotto lo slogan "Verso lo sciopero generale", un giorno dopo che il Congresso ha respinto i due decreti sulla casa approvati dall'Esecutivo.

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EuropaPress 7817349 03 october 2026 spain madrid demonstrators take part in march for housing

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Il Sindacato degli Inquilini cifra in 500.000 persone la partecipazione alla mobilitazione per la casa tenutasi questo sabato a Madrid. Si tratta per ora della stima dell'organizzazione convocante e non di un conteggio ufficiale: la Delegazione del Governo non ha ancora comunicato il proprio numero di partecipanti. La protesta ha attraversato buona parte del centro della capitale attraverso quattro marce simultanee che sono terminate confluendo nella piazza di Cibeles, diventata il punto centrale di una nuova giornata di mobilitazioni per l'accesso alla casa.

La convocazione si è sviluppata sotto lo slogan "Verso lo sciopero generale" e arriva dopo una settimana segnata dall'accampamento di Puerta del Sol e dal rifiuto questo venerdì in Congresso dei due decreti reali approvati precedentemente dal Governo per introdurre nuove misure su affitti e sfratti. PP, Vox e Junts hanno votato contro i testi, il che ha provocato la loro caduta e ha dato un nuovo impulso alle proteste convocate per questo fine settimana.

Quattro marce fino a Cibeles

La mobilitazione madrilena è stata organizzata in modo diverso rispetto alle precedenti. Invece di stabilire un unico punto di partenza, i convocatori hanno proposto quattro colonne provenienti da diverse zone della città, tutte con Cibeles come meta. La colonna nord è partita dalla glorieta di Emilio Castelar e ha percorso il paseo de la Castellana; quella del sud è uscita da Atocha per il paseo del Prado; quella dell'est è iniziata nelle vicinanze dell'Ospedale di La Princesa e ha avanzato per Diego de León e l'asse Serrano-Alcalá; mentre quella dell'ovest è partita da Plaza de España e ha percorso Gran Vía e Alcalá.

Le quattro marce sono iniziate intorno alle 12.00 ore e hanno incorporato manifestanti man mano che avanzavano verso il centro. L'organizzazione ha successivamente situato l'assistenza congiunta in 500.000 persone, un numero che dovrà essere confrontato con il bilancio delle autorità quando la Delegazione del Governo pubblicherà la sua stima.

Da "Nessuna Maricarmen in più" a "Verso lo sciopero generale"

La protesta rappresenta un nuovo gradino nel ciclo di mobilitazioni che è iniziato dopo lo sfratto di Maricarmen Abascal, la donna di 87 anni costretta ad abbandonare l'abitazione del quartiere di Retiro in cui aveva vissuto per più di sette decenni. Il 26 settembre, un'altra manifestazione ha attraversato Madrid sotto lo slogan "Nessuna Maricarmen in più" e si è poi trasformata in un accampamento in Puerta del Sol che continua ad essere attivo otto giorni dopo.

Ora il messaggio è cambiato. Il Sindacato degli Inquilini pone come prossimo obiettivo uno sciopero generale legato alla crisi abitativa. La sua portavoce a Madrid, Valeria Racu, ha assicurato questo sabato che quella convocazione arriverà "presto" e ha spiegato che ci sono conversazioni con i sindacati dei lavoratori maggioritari. "Governi chi governa", ha avvertito, il movimento intende mantenere la pressione affinché l'abitazione continui a occupare un posto centrale nell'agenda politica.

CCOO e UGT avevano chiesto questo venerdì ai cittadini di partecipare alle mobilitazioni convocate durante il fine settimana e hanno annunciato che i loro organi di direzione analizzeranno i prossimi passi dopo la caduta dei decreti in Congresso. Entrambi i sindacati parlano di avanzare verso una strategia di coordinamento con movimenti di quartiere, sindacati di inquilini e altre organizzazioni sociali, anche se per ora non esiste una data annunciata per uno sciopero generale.

Proteste in decine di città

Madrid non è l'unico scenario delle mobilitazioni. Questo sabato ci sono proteste convocate in decine di città spagnole, tra cui Barcellona, Málaga, Córdoba, Alicante, Bilbao, A Coruña, Santiago di Compostela, Palma e Valladolid. RTVE conta 47 convocazioni durante la giornata, mentre altre organizzazioni parlano di più di mezzo centinaio di mobilitazioni in tutto il paese.

Le proteste arrivano immediatamente dopo che il Congresso ha respinto le due norme sulla casa approvate dal Consiglio dei Ministri. Tra le misure che sono rimaste senza effetto figuravano nuove protezioni contro determinati sfratti, cambiamenti nella regolamentazione dei contratti e misure destinate a contenere alcuni aumenti dell'affitto. La votazione ha intensificato un movimento che era già iniziato prima del dibattito parlamentare e che ora cerca di trasferire la sua pressione dalle accampate e manifestazioni verso una possibile mobilitazione sindacale di maggiore portata.

In attesa del conteggio ufficiale

Il numero di 500.000 partecipanti diffuso dal Sindacato degli Inquilini è, quindi, l'unico bilancio di partecipazione comunicato fino ad ora dai convocatori. In assenza della stima della Delegazione del Governo, non esiste ancora un numero ufficiale con cui confrontarlo, quindi il numero deve essere attribuito espressamente all'organizzazione.

Oltre alla battaglia dei numeri, la protesta conferma la continuità delle mobilitazioni iniziate una settimana fa. Dopo la marcia per Maricarmen, il campeggio a Sol e la caduta dei decreti in Congresso, le quattro colonne che si sono congiunte questo sabato a Cibeles pongono ora lo sciopero generale come il prossimo obiettivo del movimento per la casa.