Coricelli migliora la sua proposta per Deoleo fino a 500 milioni e reclama esclusività fino a chiudere la negoziazione

Coricelli eleva la sua offerta per Deoleo a 500 milioni, supera Dcoop e Acesur e richiede esclusività in un'operazione chiave per il settore oleicolo.

3 minuti

fotonoticia 20260821125959 1920

fotonoticia 20260821125959 1920

Aggiungi DEMOCRAT su Google

Chiedi a FREN

Pubblicato

3 minuti

I più letti

La multinazionale italiana Coricelli ha deciso di aumentare la sua offerta di acquisto per Deoleo fino a 500 milioni di euro, posizionandosi sopra le offerte presentate dalle spagnole Dcoop e Acesur, e ha inoltre richiesto di avere esclusività nella negoziazione fino al completamento dell'operazione.

In particolare, l'azienda olearia di Pietro Coricelli ha reagito dopo aver ricevuto una settimana fa la comunicazione di KPMG, uno dei consulenti del processo insieme a William Blair, che la escludeva dalla gara per il produttore di Carbonell e Bertolli. In risposta, il 15 agosto scorso, in pieno 'ferragosto' italiano, ha presentato un controfferta di 500 milioni di euro, superando così i 470 milioni di euro proposti da Dcoop e i 460 milioni di Acesur, secondo quanto pubblica il quotidiano italiano 'Italia Oggi', citato da Europa Press.

Insieme al miglioramento economico della sua proposta, che supera le cifre messe sul tavolo dalle compagnie spagnole, Coricelli avrebbe richiesto di avere "esclusività nella negoziazione" fino alla chiusura definitiva della transazione, una condizione che potrebbe ricevere il via libera nel corso di questa giornata, secondo quanto indicato a Europa Press da fonti a conoscenza del processo.

Il processo di vendita del proprietario di marchi come Koipe e Carbonell si è intensificato nelle ultime settimane e si prevede che si concluda a settembre. I fondi CVC e Alchemy, che controllano il 50,9% e il 40,3%, rispettivamente, del capitale di Deoleo, hanno confermato che stanno studiando diverse alternative strategiche per il loro investimento, tra cui la "possibile vendita" totale o di "parte dei loro attivi e affari", secondo quanto comunicato alla Commissione Nazionale del Mercato dei Valori (CNMV).

Deoleo ha chiarito che, alla data del 19 agosto, "non era stata presa alcuna decisione definitiva" e ha sottolineato di non sapere se il processo, "attualmente in corso", porterà a un "operazione concreta né, nel suo caso, i termini in cui questa potrebbe essere realizzata".

Le aspettative intorno all'operazione hanno spinto con forza la quotazione della multinazionale olearia spagnola. Mercoledì scorso i suoi titoli sono arrivati a salire fino al 25,14%, mentre questo venerdì, alle 12.38, scendevano del 2,08%, posizionandosi a 0,47 euro per azione.

Un settore chiave per l'economia spagnola

In questo scenario, CCOO ha reclamato che il futuro acquirente di Deoleo garantisca un'occupazione stabile e di qualità, così come l'ancoraggio industriale nella comunità. Il sindacato punta all'ingresso di un investitore che dia priorità a progetti di capitale nazionale e rifiuta l'arrivo di fondi o rivali che possano compromettere la reputazione del prodotto e la sicurezza nell'occupazione.

Il segretario generale di CCOO Industria dell'Andalusia, José Hurtado Quirós, ha esortato l'Amministrazione ad attivare la normativa sulle investimenti esteri per proteggere la capacità produttiva del settore oleicolo di fronte a fondi di carattere speculativo, allo stesso modo in cui il Governo ha già agito nel caso di Talgo, quando è stata bloccata l'OPA del gruppo ungherese Ganz-MaVag (Magyar Vagon) sulla compagnia spagnola.

Fonti di Dcoop consultate da Europa Press hanno chiesto che l'acquirente finale di questa operazione sia "allineato con la qualità e la lotta contro le frodi", e hanno avvertito che "sarebbe male per la Spagna perdere la leadership in un settore così strategico".

Da parte sua, il sindaco di Córdoba, José María Bellido, si è pronunciato sulla possibile acquisizione di Deoleo da parte di Dcoop e ha sottolineato che "se può rimanere nella terra, meglio che meglio", aggiungendo che gli "sembra bene, evidentemente, perché è una cooperativa della terra" e un "gigante del settore".

In questa linea, Bellido ha sottolineato che "dietro a una grande cooperativa e a quell'azienda, ci sono molti piccoli produttori che sono quelli che poi forniscono il loro prodotto a quelle aziende o cooperative". "Molte famiglie che vivono del lavoro che danno quei piccoli produttori, con cui ci giochiamo molto e evidentemente lì saremo per aiutare", ha ribadito.

Ciao, sono Fren. Come posso aiutarti?