José Antonio García, insignito del Premio de Investigación Agraria 2026 per il suo lavoro sul compostaggio di sansa di oliva

La Diputazione di Jaén attribuisce a José Antonio García il Premio di Ricerca Agraria 2026 per il suo studio sul compostaggio dei sottoprodotti di oleificio.

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Il Aula di Cultura del Palazzo Provinciale è stata lo scenario, nel pomeriggio di questo giovedì, della consegna del Premio di Ricerca Agraria e Ambientale 2026 dell’Istituto di Studi Giennensi (IEG) della Diputación al ricercatore José Antonio García, riconosciuto per il suo studio intitolato "Il compostaggio dei sottoprodotti di frantoio nella provincia di Jaén: un’opportunità per il miglioramento agronomico, socioeconomico e ambientale in tempi avversi".

La vicepresidente quarta e responsabile dell’IEG, Francisca Medina, ha consegnato questo premio, dotato di 3.500 euro e dell’edizione dell’opera, in un atto al quale ha partecipato anche la consigliera vicedirettrice dell’IEG, María Luisa Grande, come ha informato l’istituzione provinciale in un comunicato.

Nel suo intervento, Medina ha sottolineato la qualità del lavoro premiato, la sua solidità scientifica e il valore formativo che apporta la sua diffusione, poiché "permette che quella conoscenza non si perda". Allo stesso modo, ha evidenziato la rilevanza di questa ricerca per il settore agricolo e l’ambiente naturale giennense, "dal momento che raccoglie dati scientifici inediti".

Medina ha ricordato che la convocazione di questo riconoscimento, insieme al Premio Cronista Alfredo Cazabán e agli aiuti al finanziamento di progetti di ricerca dell’IEG, "fa parte del contributo di questo organismo autonomo alla ricerca scientifica" e consente di "realizzare uno dei nostri grandi obiettivi, che è essere uno strumento al servizio della conoscenza della provincia e favorirne così lo sviluppo".

In particolare, ha indicato che il Premio di Ricerca Agraria e Ambientale, creato nel 1979, "è un riferimento per l’IEG come centro di ricerca della provincia e il vincitore di quest’anno passa a far parte di oltre 400 premi e borse di studio assegnati a partire dagli anni Ottanta". Inoltre, ha valorizzato l’attività di ricerca dell’organismo, che "ogni anno registra più di 5.000 consultazioni in presenza e 1,7 milioni in forma digitale".

Questo premio distingue in ogni edizione lavori scientifici di particolare rilevanza, sia inediti sia già pubblicati, in diverse aree di conoscenza, come Scienze Sociali, Scienze Naturali, Storia, Patrimonio o Medicina, tra le altre discipline.

L’autore dello studio riconosciuto nel 2026 è laureato in Chimica e svolge la sua attività presso il centro Venta del Llano dell’Istituto Andaluso di Ricerca e Formazione Agraria e Pesquera (Ifapa), situato a Mengíbar.

García Mesa vanta una vasta carriera scientifica e professionale, di oltre quaranta anni, in cui ha promosso diversi strumenti per la caratterizzazione sensoriale degli oli vergini. Oggi, il suo lavoro è orientato a ridurre la generazione di sottoprodotti nel processo di ottenimento di questi oli e a valorizzarli mediante alternative più sostenibili sotto il profilo sociale e ambientale, tra cui il compostaggio.