L’Andalusia si consolida come l’“unica comunità autonoma spagnola con esportazioni agroalimentari valutate in oltre 11.000 milioni di euro tra gennaio e agosto del 2026”. Secondo i dati esaminati dalla Consejería de Agricultura, Pesca, Agua y Desarrollo Rural della Junta de Andalucía, la Catalogna si colloca al secondo posto nella classifica regionale con invii all’estero per 10.521 milioni di euro, seguita dalla Comunità Valenciana, che registra operazioni per 6.745 milioni di euro.
In base a una nota diffusa dal Gobierno andaluz, le vendite di alimenti e bevande dall’Andalusia verso l’estero hanno raggiunto quasi 11.013 milioni di euro nei primi otto mesi dell’anno, spinte dalla commercializzazione internazionale di oltre 4,7 milioni di tonnellate di merci. Questa cifra rappresenta il 21,5% del valore totale generato in Spagna per questo tipo di operazioni, che nel loro insieme ammontano a 51.147 milioni di euro.
Nell’analisi per province, le esportazioni agroalimentari di Almería hanno superato i 3.333 milioni di euro grazie all’uscita di quasi due milioni di tonnellate di prodotti. A Cadice, le vendite all’estero hanno comportato 655,8 milioni di euro e 325.019 tonnellate tra gennaio e agosto; a Córdoba si sono avvicinate ai 927,6 milioni di euro con 394.157 tonnellate; e a Granada hanno superato i 658,8 milioni di euro, corrispondenti a 213.727 tonnellate.
D’altra parte, le esportazioni con origine in Huelva hanno generato oltre 1.596 milioni di euro, equivalenti a 414.813 tonnellate. Jaén ha raggiunto i 256,4 milioni di euro con 56.467 tonnellate inviate, mentre Málaga ha sfiorato i 1.014 milioni di euro con 334.839 tonnellate commercializzate. Infine, le operazioni con partenza da Sevilla verso altri Paesi tra gennaio e agosto del 2026 hanno apportato oltre 2.570 milioni di euro, associati a 1.081.408 tonnellate.
Per quanto riguarda i principali mercati di destinazione dei prodotti agroalimentari andalusi, la Germania occupa la prima posizione con acquisti per 2.021 milioni di euro, pari al 18,4% del valore totale registrato nella comunità fino ad agosto. A seguire c’è la Francia, dove il volume economico ammonta a 1.365,2 milioni di euro, il 12,4% nello stesso periodo, mentre l’Italia si colloca al terzo posto con oltre 1.108 milioni di euro, il 10,1% dell’insieme andaluso.
Se si analizzano i principali gruppi di prodotti esportati tra gennaio e agosto del 2026, spicca la commercializzazione estera di legumi e ortaggi non conservati, che guidano l’elenco con oltre 3.260 milioni di euro in otto mesi. Al loro seguito si collocano i grassi e gli oli di origine animale e vegetale, che si sono avvicinati ai 3.011 milioni di euro, e la frutta e i frutti non conservati, che hanno superato i 2.668 milioni di euro.