La campagna Juvena 2026 inizia questo sabato per analizzare le giovanili di acciuga nel golfo di Biscaglia

Il Ministero attiva Juvena 2026 per analizzare i giovani di acciuga nel golfo di Biscaglia e prevedere il reclutamento della specie per il prossimo anno.

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Il Ministero dell'Agricoltura, della Pesca e dell'Alimentazione avvierà questo sabato la campagna oceanografica Juvena 2026, incentrata sullo studio delle fasi giovanili dell'acciuga nel golfo di Biscaglia.

Per 40 giorni, il team scientifico si dedicherà a stimare "l'abbondanza, la situazione biologica e analizzeranno le condizioni ambientali che permetteranno di fare previsioni di reclutamento per l'anno prossimo".

Secondo quanto dettagliato dal dipartimento in un comunicato, la campagna Juvena 2026 si svolgerà a bordo della nave oceanografica del ministero Emma Bardán, che salpa questo venerdì dal porto di Pasaia (Guipúzcoa), e avrà anche il supporto della nave oceanografica Ángeles Alvariño, appartenente all'Istituto Spagnolo di Oceanografia (IEO).

I lavori si estenderanno per 40 giorni, durante i quali gli specialisti quantificheranno l'abbondanza e esamineranno lo stato biologico dell'acciuga, una risorsa ittica di grande rilevanza per la flotta di circuizione del Cantabrico. Parallelamente, si realizzerà la caratterizzazione delle condizioni ambientali con l'obiettivo di poter anticipare il reclutamento della specie per il prossimo anno.

La Fondazione Azti si assume la responsabilità della progettazione, sviluppo e supervisione della campagna, alla quale collabora anche personale di ricerca dell'IEO.

Studio dell'ecosistema pelagico e condizioni idrografiche

Nel contesto di Juvena 2026 si studieranno anche le condizioni idrografiche, così come l'abbondanza e distribuzione dei principali componenti dell'ecosistema pelagico, aspetti chiave per comprendere la dinamica del processo di reclutamento. Inoltre, verranno raccolti dati sulla distribuzione e abbondanza di predatori superiori, come mammiferi e uccelli marini, insieme a informazioni relative alle attività umane e alla presenza di rifiuti marini.

L'obiettivo degli scienziati è "avanzare nella conoscenza delle specie mesopelagiche del golfo e nella messa a punto di metodologie acustiche a banda larga per la discriminazione di specie e taglie di specie pelagiche", ha sottolineato il Ministero.

Per la valutazione degli stock pelagici si impiegheranno ecoscandagli e attrezzi da pesca mirati all'identificazione delle specie e all'ottenimento di parametri biologici. Gli studi di ecologia saranno completati mediante campionamenti con diversi tipi di reti e sonde per raccogliere dati sul plancton e sulla colonna d'acqua, insieme all'osservazione dei predatori superiori e alla registrazione dettagliata dei rifiuti marini.

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