Susinos rivendica l'alleanza tra tradizione e innovazione nella lavorazione dell'acciuga cantabrica

La consigliera Susinos visita CODESA a Laredo e esalta la combinazione di tradizione e innovazione nell'acciuga cantabrica come motore strategico per la Cantabria.

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La consigliera di Alimentazione, María Jesús Susinos, ha sottolineato la rilevanza di unire "tradizione e innovazione" nella lavorazione dell'acciuga di qualità durante la visita che ha effettuato questo venerdì alle strutture di CODESA, compagnia conserviera familiare di terza generazione situata a Laredo. Lì ha potuto conoscere direttamente i processi produttivi, gli investimenti effettuati negli ultimi esercizi e le principali linee di azione dell'azienda.

Nel percorso, guidato da José Luis Ortiz e Fidel Ortiz, direttore generale e direttore aggiunto, rispettivamente, insieme al suo socio, Julián Fernández, direttore di produzione e maestro conserviero, la consigliera ha messo in evidenza l'evoluzione di un marchio che combina "tradizione, innovazione ed eccellenza", contribuendo a rafforzare il prestigio dell'industria conserviera cantabrica "dentro e fuori delle nostre frontiere".

"L'industria trasformativa della pesca è un settore strategico per la Cantabria, generatore di occupazione, ricchezza e fissazione di popolazione nei nostri comuni costieri", ha reiterato Susinos, per cui aziende come CODESA "rappresentano alla perfezione la capacità del nostro tessuto produttivo di mantenere la sua essenza artigianale mentre punta decisamente sull'innovazione e sulla qualità".

In questa linea, ha ricordato il sostegno del Governo della Cantabria alla firma mediante diverse linee di aiuti orientate a promuovere la sua modernizzazione e competitività. Grazie a ciò, tra il 2023 e il 2025 CODESA ha affrontato investimenti per un totale di 345.836,85 euro, che contano con un contributo pubblico di 136.653,07 euro.

Susinos ha sottolineato ugualmente la vocazione dell'azienda per la ricerca e lo sviluppo di proposte innovative, tra le quali spicca la sua conosciuta Serie Rosa, un'edizione limitata realizzata con sale rosa dell'Himalaya e olio d'oliva vergine extra biologico, frutto di anni di lavoro in questo ambito.

"Il successo di CODESA dimostra che tradizione e innovazione non sono concetti incompatibili, ma una formula di successo che permette di differenziare i nostri prodotti nei mercati più esigenti e continuare a posizionare il marchio Cantabria come sinonimo di qualità alimentare", ha manifestato la consigliera.

Allo stesso modo, ha messo in valore l'impegno dell'azienda con la sostenibilità ambientale e il supporto all'economia del territorio, ricordando che tutti i suoi prodotti portano il marchio di qualità controllata Anchoas de Cantabria, che certifica che la materia prima proviene dal Cantabrico e che tutto il processo di lavorazione avviene interamente nella comunità autonoma.

Con origine nel 1976, CODESA è un'azienda familiare di terza generazione storicamente legata al settore conserviero cantabrico e che attualmente dispone di circa 95 lavoratori.

I suoi responsabili, José Luis Ortiz, Fidel Ortiz e Julián Fernández, hanno sottolineato che l'azienda mantiene un processo costante di modernizzazione. Tra le iniziative più prossime figura l'avvio di una nuova sala specifica per la produzione di gildas, che permetterà di rafforzare la tracciabilità, incrementare la capacità di produzione e migliorare l'organizzazione interna del lavoro.

La firma prevede di continuare a promuovere nuovi investimenti orientati a rafforzare la propria competitività e ad arricchire l'esperienza delle visite professionali che si avvicinano alle sue strutture.

Nel corso di quest'anno, CODESA ha accumulato diversi riconoscimenti, tra cui il premio alla Migliore Azienda di Cantabria conferito da Onda Cero e l'alta punteggi ottenuta nella rinomata guida gastronomica italiana Gambero Rosso, che colloca le sue acciughe tra le meglio valutate del mercato italiano.

Durante la visita allo stabilimento di Laredo, la consigliera è stata accompagnata anche dal sindaco del comune, Miguel González.