Il PP-A porta al Parlamento andaluso il rifiuto della politica abitativa del Governo centrale

Il PP-A porta in Aula una iniziativa affinché il Parlamento respinga la politica per la casa del Governo centrale e chieda più suolo, finanziamenti e sicurezza giuridica.

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Il PP-A discuterà questo giovedì in Aula presso il Parlamento una proposta di risoluzione non legislativa in cui propone che la Camera esprima il proprio rifiuto della politica abitativa del Governo centrale. Inoltre, chiede che l’Esecutivo metta a disposizione della Giunta e dei comuni i terreni e i beni immobili di proprietà statale che siano idonei per realizzare nuove promozioni residenziali.

La proposta include che il Parlamento riconosca le "adeguate riforme normative in materia di abitazione" promosse dalla Junta, orientate ad aumentare il terreno disponibile per l’uso residenziale, a velocizzare la pianificazione e la gestione urbanistica, a semplificare le pratiche amministrative, a favorire la promozione pubblica e privata dell’abitazione a tutela, a migliorare l’accesso degli andalusi a una casa dignitosa e accessibile e a ridurre la pressione fiscale sull’abitazione attraverso successive riduzioni delle imposte.

Inoltre, si invita il Governo andaluso a continuare ad avanzare in queste riforme, attivando il patrimonio pubblico di suolo e abitazione dell’Agencia de Vivienda y Rehabilitación de Andalucía e promuovendo nuove promozioni di abitazioni a tutela in vendita e in affitto, contro "il modello frontista del Governo de España che solo demonizza la promozione privata, la proprietà degli spagnoli, il risparmio per il futuro e il diritto sinallagmatico delle parti nei contratti di locazione, facilitando l’insicurezza giuridica".

Il testo propone che la Camera andalusa mostri il proprio rifiuto della linea legislativa e fiscale del Governo de España in materia di abitazione che, per i suoi "effetti sulla sicurezza giuridica dei proprietari, sulla redditività degli investimenti e sulla stabilità delle relazioni di locazione, può disincentivare la promozione di nuove abitazioni e l’inserimento di immobili nel mercato dell’affitto residenziale", citando tra gli altri le nuove "restrizioni" incluse nei recenti real decreto.

Nell’iniziativa, il PP-A difende anche di rafforzare la "collaborazione pubblico-privata come strumento essenziale per incrementare il parco di abitazioni a tutela e accessibili, attraverso la mobilitazione di suolo pubblico e privato".

Il gruppo popolare chiede inoltre che il Parlamento respinga che «gli obblighi imposti dalla legislazione statale in materia di edilizia abitativa si traducano in un trasferimento sproporzionato dei suoi costi e rischi economici ai proprietari privati, ai promotori di edilizia abitativa protetta e alle casse della comunità autonoma e degli enti locali, senza garantire un finanziamento statale sufficiente né meccanismi effettivi di compensazione».

Il PP-A esorta ugualmente il Governo centrale a rivedere la legislazione statale in materia di edilizia abitativa e affitti urbani «per rafforzare la sicurezza giuridica, la stabilità regolatoria e le garanzie contro il mancato pagamento e l’occupazione illegale, valutando gli effetti delle restrizioni sull’offerta di locazione residenziale», e a ripristinare incentivi fiscali generali nell’IRPF per i proprietari che destinano le loro abitazioni all’affitto abituale a prezzi accessibili.

Un’altra delle richieste rivolte all’Esecutivo nazionale è modificare il sistema di finanziamento del Piano Statale per l’Edilizia Abitativa 2026-2030, «eliminando l’esigenza di cofinanziamento autonomico del 40 per cento stabilita per gli esercizi 2027-2030 come condizione dei trasferimenti statali, garantendo una distribuzione territoriale obiettiva, sufficiente e trasparente delle risorse, senza subordinare l’accesso ordinario al finanziamento statale alla dichiarazione di aree di mercato residenziale fortemente tensionato», nel rispetto delle competenze proprie dell’Andalusia in materia di edilizia abitativa, urbanistica e ordinamento del territorio e consentendo alla comunità di determinare le proprie priorità di intervento in base alle sue esigenze abitative.

Il PP-A chiede inoltre al Governo che «incrementi e stabilizzi il finanziamento della Bono Alquiler Joven, con un dotazione pluriennale sufficientemente ampia per far fronte alle richieste che soddisfano i requisiti»; che ampli gli strumenti di sostegno all’emancipazione e che estenda fino ai minori di 40 anni e alle famiglie numerose e monoparentali i programmi di garanzie pubbliche dell’Istituto di Credito Ufficiale per l’acquisto della prima abitazione, prorogandone la validità oltre il 2027 e assicurandone la compatibilità con gli strumenti di garanzia messi in campo dalla Junta.

Inoltre, si sollecita l’Esecutivo a cedere alla comunità autonoma e agli enti locali i terreni e i beni immobili statali idonei alla promozione residenziale, sia mediante cessione, diritto di superficie, convenzioni o altre formule giuridiche, includendo quelli assegnati al Ministero della Difesa, Adif, alle autorità portuali, a Sareb e all’ente statale per l’edilizia abitativa Casa 47. Si chiede, inoltre, che si concretizzi mediante una programmazione territorializzata il numero di abitazioni, i comuni coinvolti, le risorse previste e le tempistiche effettive degli interventi statali in Andalusia.

Infine, l’iniziativa rivendica al Governo centrale l’avvio di un Patto Nazionale per la Casa che, nel rispetto della ripartizione costituzionale delle competenze, stabilisca impegni verificabili per aumentare l’offerta residenziale, pianificare il suolo, garantire un finanziamento pluriennale, rafforzare la sicurezza giuridica e proteggere le categorie vulnerabili, con la partecipazione effettiva di comunità autonome, municipi, promotori pubblici e privati, enti finanziari e agenti economici e sociali.