Il PSOE-A ha rimproverato questo venerdì al presidente della Giunta dell’Andalusia, Juanma Moreno (PP-A), quello che considera una "aggressione assoluta alla legittimità del Parlamento, alla divisione dei poteri e al rispetto del luogo in cui risiede la volontà popolare e la sovranità del popolo andaluso" per aver "detto" già "quello che si farà" nella Camera autonoma il prossimo mercoledì, 11 novembre, data in cui è previsto un Pleno che coincide con il giorno dello sciopero generale e il cui rinvio il Gruppo Socialista ha chiesto.
Lo ha dichiarato il portavoce della Presidenza, Sanità e Emergenze del Gruppo Socialista, Mario Jiménez, in un’intervista ai media nel Parlamento, nel contesto della registrazione dell’emendamento di totalità che il PSOE-A ha presentato al progetto di Legge del Bilancio della Comunità Autonoma dell’Andalusia per il 2027, il cui dibattito di totalità è stato fissato precisamente per quel Pleno dell’11 novembre.
Nel corso del suo intervento questo passato giovedì, all’atto di consegna a Siviglia dei quinti premi "Andalucía hacia el futuro", organizzati dall’agenzia di stampa Europa Press e dalla Fundacíon Cajasol, il presidente della Giunta ha difeso di mantenere il dibattito di totalità del Bilancio il giorno 11, sottolineando che la data del Pleno è stata concordata prima della convocazione dello sciopero da parte di UGT e CCOO, e avvertendo inoltre che i politici "non hanno diritto di sciopero".
In risposta, Mario Jiménez ha censurato che il presidente del Governo andaluso "ha già detto quello che si farà" nel Parlamento, cosa che, a suo giudizio, "lascia in una posizione assolutamente indescrivibile la presidente --Ana Mestre-- e la Mesa della Camera", dopo aver ribadito che Moreno dovrebbe inviare "zero" nel Parlamento.
"Moreno Bonilla ha detto quello che si farà qui, in un’aggressione assoluta alla legittimità del Parlamento, alla divisione dei poteri e al rispetto del luogo in cui risiede la volontà popolare e la sovranità del popolo andaluso", ha ribadito il deputato socialista, che ha sostenuto che "non dovrebbe essere così", e ha proposto che la presidente del Parlamento dovrebbe chiedersi se il presidente della Giunta "sia quello che andrà a dire ciò che si fa" nella Camera.
Documento del Gruppo Socialista e richiesta di cambio data
In questo contesto, il rappresentante del PSOE-A ha ricordato che il suo gruppo ha registrato «un nuovo scritto che chiede che la presidente e la stessa Mesa» del Parlamento «rivedano la loro posizione» di mantenere senza variazioni il Pleno indicato per il giorno 11.
«Crediamo che sia assolutamente intollerabile che, sapendo che non si tratta di un Pleno ordinario come altri che hanno potuto coincidere con una situazione di sciopero generale», ma che quello del prossimo mercoledì è «un Pleno in cui si discutono, nient’altro che e nientemeno che, le proposte di emendamento integrale ai conti pubblici».
In linea con ciò, ha sostenuto che una presidente del Parlamento «con un impegno istituzionale verso l’Aula non dovrebbe consentire che impostazioni arbitrarie o distanti da tale centralità istituzionale portassero a elaborare un ordine del giorno che non permettesse di discutere le proposte di emendamento integrale».
Inoltre, Mario Jiménez ha richiamato l’attenzione sul fatto che l’ordine del giorno del Pleno di mercoledì 11 includa anche l’elezione della Difensora del Popolo Andalusa e «il dibattito sulla prepotenza e sull’assalto alla Corte dei Conti» attraverso la proposta di legge che «hanno presentato la destra e l’estrema destra» del PP-A e di Vox, un’iniziativa che i socialisti considerano «assolutamente intollerabile», come ha ribadito il parlamentare.
Il portavoce socialista ha sottolineato che non gli entra «in testa che questo non si corregga», e ha avvertito che, «se non avviene tale correzione» e non si modifica il giorno del Pleno, «la situazione, in termini istituzionali, della presidente della Mesa e della stessa Mesa sarà messa in discussione a partire da questo momento, perché dimostrerebbe a chi risponde, e che non guida il Parlamento con un criterio di istituzionalità, bensì con un criterio meramente settario e di sottomissione alle istruzioni di San Telmo e del Partito Popolare e di Vox», ha aggiunto.
Mario Jiménez si è chiesto anche «di cosa abbia paura Moreno Bonilla», che ha rimproverato di aver già «rubato» ai deputati «il dibattito del ‘patto della vergogna’ -- in riferimento al patto di governo che il leader del PP-A ha sottoscritto con Vox -- perché è venuto» al Parlamento a fare «un teatrino dicendo che avrebbe governato da solo, e 24 ore dopo si era ingoiato il patto della vergogna con l’estrema destra», e «al Parlamento è stato sottratto quel dibattito», ha denunciato.
Finalmente, il parlamentare socialista ha espresso la sua fiducia nel fatto che "ci sia un cambiamento e che gli emendamenti alla totalità possano essere discussi con normalità cambiando il giorno dell'Aula", cosa che, come ha ricordato, "si è fatto 20 volte" prima "per questioni delle più peregrine del mondo", prima di sottolineare che "ora non si vuole" modificare la data "perché si vuole impedire che si possa celebrare con normalità la giornata di sciopero" generale.