Rettori delle università parigine chiedono un’azione urgente di fronte alla mancanza di finanziamenti educativi

Rettori delle università di Parigi chiedono più fondi e un piano di emergenza mentre aumentano le proteste studentesche e i disordini in Francia.

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I responsabili di oltre una dozzina di università della regione dell’Isla de Francia, dove si trova la capitale, Parigi, hanno chiesto questo venerdì una “azione urgente” dopo un incontro nel corso del quale hanno concordato di convocare una marcia per chiedere più risorse economiche per le istituzioni dell’istruzione superiore, in un contesto di intense proteste studentesche che vanno avanti da mesi.

Dopo un incontro tenutosi intorno alle 10.30 (ora locale), i rettori di sedi come la Sorbona, Panthéon-Assas, Parigi 8 o la Gustave Eiffel, tra le altre, hanno invitato a manifestare in un percorso cittadino che passi per l’Assemblea Nazionale, il Senato e Matignon, sede ufficiale del primo ministro.

Con questa mobilitazione intendono aumentare la pressione sull’Esecutivo e reclamare una dotazione aggiuntiva di 1.000 milioni di euro al fine di “poter mantenere la promessa repubblicana fatta ai giovani” francesi e avviare un “piano di emergenza a favore delle università, ora e in vista del futuro”, secondo quanto indicato in un comunicato.

Quello stesso giorno, il ministro dell’Istruzione, Édouard Geffray, ha ribadito che impedire l’accesso alle lezioni, “così come stanno facendo alcuni studenti di scuola superiore”, è “illegale”, motivo per cui ha avvertito di possibili “sanzioni”.

“I nostri studenti devono studiare”, ha sottolineato durante una visita a un istituto del dipartimento degli Yvelines, nella periferia di Parigi, a cui si è recato accompagnato dalla presidente del Consiglio Regionale dell’Isla de Francia, Valérie Pécresse. “Circa lo 0,5% degli istituti sta subendo blocchi durante la mattina di oggi, con studenti che impediscono ai propri compagni di accedere alle aule”, ha indicato.

Questa proporzione equivale a circa 20 centri di istruzione secondaria bloccati in tutta la Francia, meno della metà di quelli che erano stati colpiti il giorno precedente in occasione dello sciopero generale —48, secondo i dati forniti dal Governo—.

Geffray ha difeso anche la procedura seguita dalle autorità per elaborare un elenco di circa 200 istituti che saranno rinnovati “come forma prioritaria” in risposta alle proteste e agli scontri contro i tagli all’istruzione e in richiesta di un miglioramento dei servizi.

Dopo le critiche per accuse locali in diverse regioni, il ministro ha assicurato che è “importante chiarire qualsiasi equivoco” che possa essersi verificato dopo aver dialogato con studenti e docenti, secondo le informazioni pubblicate dal quotidiano “Le Figaro”.

I suoi commenti arrivano dopo che diversi istituti hanno messo in discussione il sistema utilizzato dal Governo per fissare tale elenco, denunciando cifre “false” e “mancanza di consultazioni sufficienti” con le autorità territoriali per gestire la situazione in modo adeguato.

Nuove proteste e disordini in diversi istituti

L’appello dei rettori coincide con la prosecuzione delle mobilitazioni in tutto il Paese, dove durante la mattina si sono verificati diversi incendi. Uno di essi è stato dichiarato davanti all’istituto Édouard-Herriot, nella città di Lione, dopo che un gruppo di studenti ha dato alle fiamme un contenitore.

A questo episodio si aggiunge un altro incendio registrato in un istituto della località di Nantes, che ha portato all’arresto di due giovani di 16 anni, presumibilmente coinvolti. Entrambi studiano nell’istituto Nelson Mandela e sono stati posti in custodia, mentre la Procura ha chiesto che vengano adottate misure di pressione preventiva contro di loro.

Durante la giornata di giovedì, le forze di sicurezza hanno arrestato 642 persone nell’ambito dello sciopero generale, secondo i dati del Ministero dell’Interno, che stima in oltre un centinaio gli agenti di Polizia e Gendarmeria rimasti feriti.

In vista di quella giornata, le autorità avevano schierato circa 70.000 effettivi dopo aver promesso una risposta “estremamente ferma” di fronte a qualsiasi possibile “disturbo” ed “episodio di violenza”.