Aiuti per installare un ascensore: cosa copre il 70% e dove è possibile richiederlo

Il Piano Statale per l’Edilizia Abitativa 2026-2030 prevede sovvenzioni fino al 70% del costo dei lavori di accessibilità, con la possibilità di raggiungere l’80% in determinati edifici. Tuttavia, le comunità autonome devono pubblicare i propri bandi e stabilire le condizioni per accedervi

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Installare un ascensore in un edificio che non dispone di esso può comportare un investimento importante per una comunità di proprietari. Per facilitare queste azioni, il Piano Statale per l’Abitazione 2026-2030 include aiuti destinati a migliorare l’accessibilità degli edifici residenziali, tra cui l’installazione di ascensori.

La normativa prevede un contributo fino al 70% del costo dell’intervento, una percentuale che può arrivare all’80% quando nell’edificio risiede una persona di età superiore ai 65 anni o con una disabilità riconosciuta pari o superiore al 33%.

Tuttavia, questa percentuale non costituisce un aiuto automatico per qualunque installazione. Il contributo fa parte del programma di riabilitazione integrale degli edifici ed è soggetto a una serie di requisiti tecnici e amministrativi. Inoltre, la gestione spetta alle comunità autonome, che devono pubblicare i relativi bandi.

Che cosa copre l’aiuto per installare un ascensore?

Il Real Decreto 326/2026, che disciplina il Piano Statale per l’Abitazione 2026-2030, include espressamente l’installazione di ascensori tra gli interventi sovvenzionabili in materia di accessibilità.

L’aiuto può anche finanziare altre attività destinate a facilitare la mobilità e l’autonomia dei residenti, come:

  • Installazione di montascale e rampe.

  • Automatismi per l’apertura delle porte.

  • Adeguamento degli elementi di accesso e controllo dell’edificio.

  • Installazione di sistemi di comunicazione e avviso negli ascensori.

  • Miglioramenti per la sicurezza e l’accessibilità delle cabine.

  • Altre attività che favoriscano l’accessibilità universale dell’immobile.

L’importo massimo per gli interventi di accessibilità è di 13.000 euro per abitazione, oltre a 145 euro per metro quadrato di superficie costruita di locali commerciali o altri usi compatibili al piano terra, purché partecipino ai costi dell’intervento.

Questo limite può aumentare fino a 18.000 euro per abitazione se nell’edificio risiede una persona con una disabilità riconosciuta di almeno il 33% o di età superiore ai 65 anni. Può anche arrivare a 20.500 euro quando nell’edificio risiede una persona con una disabilità pari o superiore al 65%.

Che edifici possono richiedere il contributo?

Uno degli aspetti importanti è che questi aiuti rientrano in un programma di riabilitazione integrale. Pertanto, non è sufficiente che una comunità di vicini voglia installare un ascensore per poter accedere al finanziamento statale.

Il Piano Statale stabilisce diversi requisiti per gli immobili:

  • Antichità: l’edificio deve essere completato prima del 2006, anche se le comunità autonome possono ammettere eccezioni.

  • Progetto tecnico: i lavori devono essere corredati di un progetto di intervento o, quando non sia necessario, di una relazione tecnica che giustifichi la loro adeguatezza alla normativa.

  • Libro dell’Edificio Esistente: deve essere incorporato questo documento per la riabilitazione.

  • Accordo della comunità: negli edifici residenziali collettivi, gli interventi devono essere corredati dell’accordo della comunità dei proprietari, salvo nei casi di unico proprietario.

  • Riabilitazione integrale: il progetto deve prevedere gli interventi che competono in materia di sicurezza, accessibilità, vivibilità e sostenibilità, e includere un miglioramento accreditato dell’efficienza energetica.

Pertanto, l’installazione di un ascensore può far parte dei lavori sovvenzionati, ma deve rientrare nel progetto di riabilitazione richiesto dal programma.

Dove si possono richiedere gli aiuti?

Anche se la percentuale e i criteri generali sono riportati nella normativa statale, le richieste non vengono presentate direttamente al Ministero dell’Abitazione.

L’articolo 100 del Real Decreto 326/2026 stabilisce che l’accesso a queste sovvenzioni avverrà mediante bandi pubblici delle comunità autonome e delle città di Ceuta e Melilla.

Ciò significa che ciascuna amministrazione territoriale deve definire i termini, la documentazione, le procedure e le condizioni di accesso. Per questo, prima di avviare i lavori o di avere una possibile finanziamento, le comunità di proprietari devono consultare il bando vigente nel proprio territorio.

La pubblicazione del Piano Statale non implica che tutte le comunità autonome abbiano già aperto il termine per le richieste. È necessario verificare che esista un bando attivo e che il progetto di installazione dell’ascensore soddisfi le condizioni specifiche che saranno stabilite.

Quando si riceve il denaro?

Il pagamento della sovvenzione si effettua, in linea generale, una volta conclusa l’attuazione e presentata la documentazione che ne attesta l’esecuzione.

Tuttavia, le comunità autonome possono consentire anticipi o pagamenti in acconto. A tal fine, la comunità beneficiaria dovrà previamente fornire la licenza o l’autorizzazione municipale necessaria e il certificato di avvio dei lavori sottoscritto dall’architetto direttore.

In definitiva, gli aiuti possono coprire una parte importante del costo di installare un ascensore, ma la possibilità di accedervi dipende sia dalle caratteristiche dell’edificio sia dal bando che pubblicherà ogni amministrazione autonoma.