Un esperto indica nuove tecniche di costruzione per rafforzare la sicurezza degli edifici contro terremoti fino a 9 gradi di magnitudo.

Granada resiste i sismi, ma la chiave per il futuro sarebbe nei sistemi idraulici di costruzione: la visione del professor Javier Lafuente

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Inspecciones tcnicas tras terremotos en Granada

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Il professore di Edificazione all'Università di Granada (UGR) Javier Lafuente sottolinea nuove tecniche di costruzione, come nel caso dei sistemi idraulici che funzionano come ammortizzatori e dissipatori di energia, per rafforzare la sicurezza degli edifici di fronte a movimenti sismici

Questi sistemi agiscono come i pistoni di un veicolo, assorbendo e dissipando l'energia tellurica affinché le strutture non collassino, e potrebbero essere misure da incorporare nei protocolli di edificazione per rafforzare così la sicurezza degli edifici in zone sensibili ad attività sismica, come nel caso della Spagna, e più concretamente dell'Andalusia, Murcia e buona parte del Levante spagnolo.

In dichiarazioni a Europa Press, Lafuente evidenzia che la costruzione di Granada capitale e l'area metropolitana ha risposto "molto bene" alla sequenza di terremoti che è iniziata il 14 agosto scorso perché l'edificazione si è sviluppata dagli anni settanta tenendo conto di questa realtà. "Bisogna stare tranquilli", sottolinea questo professore dell'UGR.

Infatti, qualsiasi progetto costruttivo a Granada parte, in primo luogo, da un studio geotecnico del terreno, seguito da una fondazione su lastra di cemento e non su pilastri individuali. Un sistema di costruzione antisismico che dà "certa elasticità" alle costruzioni affinché queste "non crollino". Che un edificio si flette quando c'è un terremoto è, quindi, un buon segno, spiega il professor Lafuente.

Rivedere i protocolli per una maggiore sicurezza

Il presidente della Junta de Andalucía, Juanma Moreno, sottolineava questo giovedì che "la provincia di Granada è la provincia dove si produce più movimento sismico di tutta la Spagna" e enfatizzava che "bisognerà prepararla ancora di più e meglio affinché se arriva un terremoto di una scala maggiore, le conseguenze siano le minori possibili".

Moreno annunciava che si andranno a rivedere "i protocolli" e sottolineava che "fortunatamente, dal 2003 - dopo il terremoto di Lorca (Murcia) - c'è una normativa antisismica nella costruzione con la quale gli edifici vengono costruiti da quell'anno con capacità di resistenza sismica", sebbene, inoltre, si impegnava a "rafforzarlo tutto affinché nel corso dei prossimi anni possiamo avere, se possibile, ancora più sicurezza".

In questo punto, il professor Lafuente sottolinea che il protocollo spagnolo dovrà adattarsi al codice di edificazione europeo che cerca di "omogeneizzare" il modo di costruire in tutta Europa, dove la Spagna e l'Italia sono i due paesi con il maggior rischio sismico.

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