Il Consell valenciano esprime la sua profondissima preoccupazione e chiede le dimissioni di Óscar Puente dopo l’incidente ferroviario di Urda

Il Consell valenciano esprime la sua profondissima preoccupazione per il sistema ferroviario dopo l’incidente di Urda e chiede le dimissioni di Óscar Puente.

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Il Governo valenciano ha manifestato che condivide la "profondissima preoccupazione" di "tutti" gli spagnoli per il "drammatico deterioramento del sistema ferroviario spagnolo" dopo il sinistro di questo mercoledì a Urda (Toledo), in cui sono morte 69 persone e circa 80 sono rimaste ferite. In questo contesto, il Consell ha chiesto le dimissioni del ministro dei Trasporti, Óscar Puente.

Così lo ha indicato questo venerdì il portavoce del Consell, Miguel Barrachina, durante la conferenza stampa successiva alla riunione plenaria dell'Esecutivo valenciano.

In primo luogo, Barrachina ha espresso le condoglianze del Consell ai familiari delle 69 vittime mortali di questo "tragico incidente" e ha trasmesso il suo sostegno a coloro che continuano a cercare familiari scomparsi, oltre a auspicare una rapida guarigione per tutti i feriti.

"Inoltre, trovandomi qui ad Alicante, voglio mandare un saluto affettuoso e le nostre condoglianze ai familiari e agli amici di Adriana, la giovane ingegnera di 27 anni di Alicante deceduta nell'incidente", ha aggiunto.

Subito dopo, ha sottolineato che il Consell condivide la "profondissima preoccupazione" di "tutti" gli spagnoli per il "drammatico deterioramento del sistema ferroviario spagnolo".

Ha ricordato che "è il secondo degli incidenti che subiamo sulla stessa linea, una linea nella quale si sarebbero dovuti portare avanti interventi, nella quale era stato annunciato uno sciopero dei macchinisti per mancanza di sicurezza, nella quale c'era una perdita di più di tre milioni di viaggiatori e, inoltre, che soffriva una perdita di fondi destinati a garantire una sicurezza che, purtroppo e per la seconda volta in dieci mesi, si è dimostrato che non esisteva".

Interrogato sul fatto che ritengano che Puente debba lasciare l'incarico, Barrachina ha risposto che "sì". "Pensiamo la stessa cosa dell'immensissima maggioranza degli spagnoli, dei sindacati e degli ingegneri. Puente non è stato all'altezza né prima, né durante né dopo il fatidico incidente", ha aggiunto.

"Prima --ha aggiunto--, paralizzando l'indagine sull'incidente di Adamuz; durante, quando 15 minuti dopo il fatidico incidente pubblico, aveva lanciato tweet parlando della superiorità morale della sinistra; dopo, quando la sua unica preoccupazione è stata filtrare alcuni audio per dare la colpa a un lavoratore ed eludere la sua responsabilità".

In questa linea, il portavoce ha indicato che il Consell considera che Puente debba dimettersi e offrire spiegazioni su, tra le altre questioni, "se è vero che si è dedicato a colonizzare di 'sanchistas' Adif e Renfe sostituendo i tecnici. È necessario sapere come si è prodotto il deterioramento e la colonizzazione delle imprese pubbliche".

Allo stesso modo, lo ha invitato a chiarire "se è vero che si sono persi crediti e sovvenzioni europee per aver fatto questi cambiamenti; e se è vero che nei processi di aggiudicazione ci sono stati ritardi ingiustificati che, se si fossero rispettati i termini, non avremmo vissuto questa situazione".

Interrogato poi sul fatto che, a suo giudizio, avrebbero dovuto esserci anche dimissioni per l'incidente della metropolitana di València o per la tragedia della dana, Barrachina ha risposto che si tratta di casi "diversi".

"Ci sono stati treni che, purtroppo, nella Comunitat e in Galicia hanno avuto incidenti e i tribunali hanno sentenziato eccesso di velocità e altri motivi, e ci sono state responsabilità penali, ma non si riferiva a queste persone di cui chiede", ha detto.

E ha rimarcato: "Qui è diverso". "Qui, sulla stessa linea ferroviaria, si sono verificati due incidenti in 10 mesi. Le indagini del primo incidente non si conoscono e ciò che è successo qui, a Toledo, era stato annunciato, l'avevano raccontato tutti, un responsabile di Iryo, macchinisti e tecnici", ha puntualizzato.

A suo avviso, "non ha nulla a che vedere ciò che può essere stato nella Comunitat o in Galicia rispetto a un errore dell'intero sistema a Toledo, con il tentativo di demonizzare un lavoratore, l'anello più debole. Quando quel lavoratore si è trovato con sei treni fermi è perché c'era un collasso del sistema annunciato e negato da Puente".

Barrachina ha insistito sul fatto che è "lampante ed evidente" che esiste una responsabilità derivata dalla ricorrenza sulla stessa linea ferroviaria "e questo non accade in nessuno dei casi sollevati", ha ribadito. "In qualche caso, inoltre, sì sono state assunte responsabilità politiche quando non ce n'è nessuna giudiziaria. Qui devono essere assunte quelle politiche e, successivamente, i giudici diranno se ce n'è giudiziaria", ha sottolineato.