Prigione preventiva per i quattro arrestati per aver lapidato una pattuglia militare a Ceuta

Un giudice di Ceuta ha ordinato questo domenica l'ingresso in prigione provvisoria dei quattro migranti marocchini arrestati per l'attacco con pietre contro una pattuglia dell'Esercito nel quale è rimasto ferito lievemente un sergente. Gli arrestati negano di aver partecipato ai fatti, mentre la Procura richiede per ciascuno quattro anni di carcere per attentato e altri due per lesioni e chiede che, in caso di condanna, le pene siano sostituite con la loro espulsione dalla Spagna.

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Un giudice di Ceuta ha decretato questo domenica detenzione provvisoria per i quattro migranti marocchini arrestati per aver lapidato una pattuglia militare e causato ferite lievi a un sergente. Dopo essere comparsi davanti all'autorità giudiziaria, i quattro arrestati sono stati trasferiti nel carcere ceutino di Fuerte Mendizábal, dove rimarranno in attesa dell'evoluzione del procedimento.

L'attacco si è verificato quando una pattuglia dell'Esercito è stata oggetto del lancio di pietre. A seguito dell'aggressione, un sergente è rimasto ferito in modo lieve. I quattro sospetti sono stati arrestati successivamente e messi a disposizione della giustizia.

Gli arrestati negano la loro partecipazione

Durante le loro dichiarazioni, i quattro accusati hanno negato di aver partecipato ai fatti. Secondo la loro versione, sarebbero stati scambiati per altri connazionali che si trovavano a pernottare nella stessa zona in cui si è verificato l'incidente.

I militari mantengono una versione diversa. Secondo il loro racconto, non hanno mai perso di vista gli autori dell'attacco, un elemento che è stato preso in considerazione all'interno delle indagini aperte e che dovrà essere valutato durante il procedimento giudiziario.

La decisione adottata questo domenica non implica una condanna, ma una misura cautelare mentre continua la causa e si determina la responsabilità penale di ciascuno degli indagati.

La Procura chiede fino a sei anni di carcere

La Procura richiede per ciascuno dei quattro arrestati quattro anni di carcere per un reato di attentato e altri due anni per lesioni, il che porterebbe la richiesta totale a sei anni di carcere per accusato.

Il Ministero Pubblico propone inoltre che, se alla fine saranno condannati, la pena di carcere sia sostituita integralmente dalla loro espulsione dalla Spagna, accompagnata da un divieto di rientrare nel paese per un periodo di cinque anni.

Questa richiesta dovrà essere risolta nel momento opportuno dal tribunale competente e dipenderà dal risultato del processo giudiziario, dalla qualificazione definitiva dei fatti e dalla eventuale condanna.

Trasferiti al carcere di Fuerte Mendizábal

Dopo il loro passaggio per il tribunale, i quattro arrestati sono entrati in Fuerte Mendizábal in situazione di detenzione provvisoria. Rimarranno lì mentre avanzano le azioni giudiziarie e fino a quando si determinerà se si celebra il processo e quale responsabilità può essere attribuita a ciascuno.

La procedura rimane così aperta con due versioni contrapposte: gli accusati sostengono di essere stati scambiati per altre persone, mentre i militari affermano di aver identificato e seguito gli aggressori durante l'attacco. Sarà l'indagine giudiziaria a dover chiarire i fatti e decidere se ci sono prove sufficienti per sostenere le accuse formulate dalla Procura.

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