Leggi qui il discorso integrale del Re Felipe VI alla gala della 75ª edizione del Premio Planeta

I Re hanno presieduto a Barcellona la gala della 75ª edizione del Premio Planeta di Novela, dove il monarca ha sottolineato il percorso del premio, il suo contributo alla cultura spagnola e la pluralità di voci letterarie riconosciute dal 1952.

EuropaPress 7848419 rey felipe vi interviene entrega 75 premio planeta novela 15 octubre 2026 (1)

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Il re Felipe VI ha rivendicato questo giovedì il ruolo della letteratura nella convivenza democratica durante la gala della 75ª edizione del Premio Planeta di Narrativa, tenutasi a Barcellona e presieduta dai Re. In un intervento eccezionale, il monarca ha sottolineato la "solidità" del premio e il suo radicamento tra scrittori e lettori, così come il record di partecipazione raggiunto quest'anno.

Felipe VI ha ricordato che il premio è stato creato nel 1952 da José Manuel Lara con l'obiettivo di promuovere la lettura e migliorare le condizioni degli scrittori. Da allora, secondo quanto ha sottolineato, il concorso ha accompagnato l'evoluzione delle lettere spagnole e le trasformazioni sociali del paese, riflesse nelle opere di autori come Mercedes Salisachs, Juan Marsé e Manuel Vázquez Montalbán.

Il capo dello Stato ha anche recuperato una riflessione di Ana María Matute, vincitrice del Premio Planeta nel 1954, per sottolineare la capacità della letteratura di avvicinare i lettori a esperienze diverse dalle proprie. A suo avviso, la possibilità di comprendere altre realtà e riconoscere la pluralità umana costituisce una delle grandi contribuzioni della creazione letteraria alla convivenza democratica.

Il Re ha concluso il suo intervento congratulandosi con il Gruppo Planeta per il suo impegno con scrittori e lettori nel corso di queste 75 edizioni, prima di dare spazio alla proclamazione del vincitore e del finalista di quest'anno.

Discorso integrale di Felipe VI al Premio Planeta 2026

Di seguito, si riproduce il discorso fornito, senza modifiche nel suo contenuto né nella sua redazione.

Due anni fa eravamo a Barcellona commemorando il 75° anniversario del Gruppo Planeta, che ha contribuito in modo decisivo ad arricchire il nostro panorama culturale e a dare proiezione internazionale alla creazione in spagnolo.

Come ricorderanno, di solito non prendo la parola in questa cerimonia di premiazione, ma come due anni fa c'è un altro importante anniversario che lo motiva. Oggi celebriamo le 75 edizioni del Premio Planeta di Narrativa, che testimoniano la solidità di questo progetto e il suo radicamento tra scrittori e lettori, come conferma il record di partecipazione di questa edizione.

Quando José Manuel Lara creò il premio, nel 1952, si propose di promuovere la lettura in una Spagna in cui era ancora necessario ampliare l'accesso ai libri e offrire agli scrittori migliori condizioni per sviluppare la loro vocazione. Da allora, il Premio ha accompagnato l'evoluzione delle nostre lettere e, attraverso di esse, la trasformazione del nostro paese. E questo lo illustrano i romanzi che hanno meritato questa distinzione; vorrei qui portare il ricordo di alcuni di essi.

Siamo stati testimoni di come, nella Spagna del dopoguerra ritratta da Mercedes Salisachs, farsi strada potesse mettere alla prova i principi personali; di come, negli anni della Transizione, Juan Marsé esplorò la distanza tra ciò che è stato vissuto e l'immagine che costruiamo del nostro passato; e di come, nella Barcellona della fine degli anni settanta, Manuel Vázquez Montalbán seppe catturare le disuguaglianze che persistevano sotto le promesse di prosperità. Questi romanzi —parte di un lascito che abbraccia tutte le opere distinte con il Premio nel corso della sua storia— sono sguardi diversi che, riuniti, compongono un'immagine del nostro paese: uno specchio in cui riconosciamo il cammino percorso e i cambiamenti che ci hanno trasformato. In essi scopriamo come hanno vissuto altre generazioni, cosa si aspettavano dal loro tempo e cosa li preoccupava; e troviamo, nelle loro esperienze, qualcosa di noi stessi.

Ogni 15 ottobre —una data che evoca Teresa, moglie di José Manuel Lara— il Premio Planeta ha dato spazio a una pluralità di voci e prospettive, ha riconosciuto traiettorie letterarie consolidate e ha contribuito a scoprire nuovi autori. Le loro opere hanno avvicinato ai lettori storie molto diverse, capaci di risvegliare emozioni, suscitare domande e ampliare il nostro sguardo.

Questa capacità della letteratura di portarci oltre la nostra esperienza trova un'espressione precisa in Ana María Matute, vincitrice del Premio nel 1954: "chi non inventa, non vive".

La libertà di immaginare altre vite ci permette di riconoscerci nelle esperienze altrui, avvicinarci a realtà diverse dalla nostra e scoprire, in questa diversità, sia ciò che ci unisce che ciò che ci rende diversi. In questa possibilità di conoscerci meglio, di comprendere gli altri e riconoscere la pluralità umana, risiede una delle grandi contribuzioni della letteratura alla nostra convivenza democratica.

Per tutto ciò, la Regina e io vogliamo congratularci con il Gruppo Planeta per questi 75 anni di impegno con gli scrittori e i lettori, e con tutte le persone che, con il loro lavoro e dedizione, rendono possibile questo Premio. Speriamo con curiosità e entusiasmo di conoscere il vincitore o la vincitrice e il finalista di questa sera.

Congratulazioni e molte grazie.