L'urgenza di blindare la continuità assistenziale nelle epilessie rare e complesse

Una nuova Carta Europea richiede politiche pubbliche che garantiscano un'attenzione multidisciplinare per tutta la vita affinché questi pazienti non rimangano nel dimenticatoio, sottolinea il direttore degli affari medici di UCB Iberia.

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Di Pablo Talavera

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Per le famiglie che convivono con epilessie rare e complesse, il momento in cui il paziente raggiunge l'età adulta rappresenta una vera e propria incertezza anziché un passo naturale a livello assistenziale. In quella transizione dall'assistenza pediatrica a essere trattati come adulti, i servizi tendono a frammentarsi, diventare inconsistenti o, nel peggiore degli scenari, scomparire completamente. Questa interruzione lascia i pazienti e il loro ambiente in una situazione di notevole vulnerabilità sanitaria e sociale, proprio quando le loro necessità continuano a evolversi in modo costante.

Dobbiamo ricordare che circa cinque ogni 10.000 europei soffrono di epilessie rare e complesse. Parliamo di malattie croniche che non si limitano alle crisi epilettiche, ma che portano associate disabilità intellettuali, così come seri problemi comportamentali e psichiatrici. Affrontarle in modo efficace richiede un approccio che trascenda il mero trattamento clinico e integri la salute mentale, l'istruzione, la partecipazione comunitaria e il sostegno ai familiari.

Per dare risposta e visibilità a questa realtà, è stata presentata recentemente la Carta di Diritti di Continuità Assistenziale nelle Epilessie Rare e Complesse. Questo documento, promosso da Jazz Pharmaceuticals, UCB Pharma, Epilepsy Plus Alliance (E+A) e l' International Bureau for Epilepsy (IBE), fa appello ai governi e ai gestori sottolineando che l'assistenza integrale lungo tutto l'arco della vita deve essere la norma e non l'eccezione.

Per tutto ciò, la possibile cessazione del supporto multidisciplinare nella fase adulta conduce inevitabilmente a risultati peggiori e maggiori rischi. In definitiva, la continuità assistenziale non è un lusso, ma una garanzia di protezione. In questo senso, la nostra missione in UCB è sempre stata quella di cambiare vite, concentrandoci su aree con necessità urgenti e ancora non coperte. Penso alla neurologia, un campo in cui storicamente siamo stati pionieri nell'affrontare malattie come l'epilessia.

In Spagna, questa sfida assume toni ancora più critici a causa della decentralizzazione del nostro sistema sanitario, il che rende l'implementazione nazionale di protocolli straordinariamente difficile e i servizi non sono ben coordinati.

È così che questa nuova Carta fa imperativo avere una transizione sicura e pianificata tra quattro e sei anni prima del trasferimento, e supportata da coordinatori dei circuiti assistenziali che evitino che il peso delle carenze del sistema ricada unicamente sulle famiglie.

Il documento definisce in modo categorico i diritti di questi pazienti, esigendo il diritto alla dignità e alla rappresentanza legale, rivalutazioni periodiche con piani di assistenza aggiornati, accesso a professionisti sanitari pediatrici e per adulti formati specificamente in queste comorbidità e riconoscimento formale nel supporto ai caregiver.

Adottare questo quadro basato sui diritti è una priorità ineludibile per promuovere approcci veramente centrati sulle esigenze del paziente e del suo ambiente. Il diritto di un minore a un'assistenza di qualità deve trasformarsi in modo ineluttabile nel diritto di un adulto a ricevere quella stessa assistenza di qualità.

Continueremo a lavorare instancabilmente affinché le nostre soluzioni siano alla portata di chi ne ha più bisogno, tessendo una rete di collaborazione stretta con i sistemi sanitari e i professionisti sanitari e, naturalmente, con le comunità di pazienti, che sono la nostra ragione di essere.