L'Asociación Española para Digitalización (DigitalES) ha richiesto per la prossima legislatura un patto di Stato per il talento digitale che permetta di raddoppiare il peso degli specialisti TIC nel mercato del lavoro, passando dall'attuale 4,8% al 10%. Inoltre, propone di riorientare gli aiuti alla digitalizzazione aziendale verso iniziative di intelligenza artificiale che dimostrino incrementi reali di produttività.
La patronal tecnologica ha progettato una proposta di Agenda Digital 2030 con la quale esorta i partiti politici e le istituzioni a collocare la trasformazione digitale tra le priorità centrali della nuova fase politica.
Per ottenere un maggior numero di specialisti tecnologici nell'occupazione, DigitalES propone di aggiornare la FP, l'università e la formazione continua in linea con le richieste delle imprese. Propone inoltre di rafforzare la formazione duale, le microcredenziali e i programmi di riqualificazione, così come di promuovere le vocazioni STEM e la presenza delle donne in questi ambiti. L'organizzazione chiede altresì un piano specifico per integrare l'intelligenza artificiale nel sistema educativo in modo responsabile.
Secondo quanto indica la patronal in un comunicato, la prossima legislatura sarà decisiva per fissare la posizione della Spagna di fronte ai cambiamenti regolatori e agli investimenti strategici che si stanno negoziando in Europa, dal futuro quadro finanziario 2028-2034 fino alle politiche di sovranità tecnologica e di concorrenza.
"La prossima legislatura deve porre le basi per attrarre investimenti, sviluppare capacità tecnologiche proprie e fare in modo che la digitalizzazione si traduca in maggiore produttività, occupazione e prosperità", ha sottolineato il direttore generale di DigitalES, Miguel Sánchez Galindo.
Più ambizione digitale nell'Unione Europea
In questo contesto, DigitalES chiede una politica digitale europea più ambiziosa, con un piano di semplificazione normativa che elimini duplicazioni, fornisca certezza giuridica ed eviti di aggiungere oneri nazionali aggiuntivi agli obblighi europei.
A Bruxelles, la patronal propone di difendere un mercato unico digitale pienamente operativo e una politica di concorrenza che spinga gli investimenti, il consolidamento del settore e la crescita di grandi aziende tecnologiche europee.
Allo stesso tempo, DigitalES sottolinea l'importanza di conservare il vantaggio competitivo della Spagna nelle infrastrutture per l'economia digitale, dove la copertura in fibra ottica raggiunge il 96% delle famiglie e la copertura 5G supera il 99% della popolazione.
Revisione delle tariffe e sostegno all'IA e al dato
In questo ambito, l'organizzazione chiede di rivedere tasse e canoni che, a suo giudizio, frenano gli investimenti, così come coordinare la pianificazione digitale ed energetica per facilitare il dispiegamento di centri dati, servizi nel cloud, soluzioni di 'edge' e capacità di calcolo, sfruttando le condizioni della Spagna per consolidarsi come polo tecnologico europeo.
La patronale chiede inoltre programmi di adozione dell'intelligenza artificiale e di sfruttamento del dato che consentano di misurarne l'impatto sulla produttività, con particolare attenzione alle pmi, e che includano consulenza, finanziamento e accesso a risorse di calcolo.
Tra le sue proposte figura la spinta a casi d'uso scalabili, anche in tecnologie emergenti come la quantistica; il rafforzamento degli incentivi fiscali alla R&S&I e la semplificazione dell'accesso agli aiuti pubblici. Inoltre, ritiene che gli appalti pubblici debbano agire da cliente trainante di soluzioni innovative, incorporando criteri di qualità, sicurezza e interoperabilità.
Cybersecurity, lotta contro la frode e protezione dei minori
Infine, la patronale propone questa agenda con orizzonte 2030 per coordinare gli obblighi in materia di cybersecurity, rafforzare la collaborazione pubblico-privata e sostenere le pmi nella loro protezione contro le minacce digitali. Il documento integra misure per combattere la frode digitale e rafforzare la difesa dei contenuti digitali mediante una riforma normativa che stabilisca l'obbligo di tutti gli intermediari di collaborare nella lotta contro la pirateria audiovisiva.
Allo stesso modo, DigitalES propone migliorare la protezione dei minori mediante sistemi di verifica dell'età proporzionati e una maggiore responsabilità delle piattaforme. Suggerisce anche di ridurre i divari di accesso e di competenze digitali, aumentare l'efficienza delle reti e dei centri dati e promuovere la riparazione e il ricondizionamento di apparecchi tecnologici.