La Deputazione Permanente del Congresso dovrà pronunciarsi sui decreti legge che raccolgono gli aiuti ai combustibili derivati dalla guerra in Iran e la condonazione del rimborso degli anticipi legati agli aiuti concessi dalla dana del 2024, dopo la dissoluzione delle Corti per l'anticipo elettorale.
Entrambi i testi sono stati approvati dal Consiglio dei Ministri del 29 settembre, insieme a due decreti sulla casa che alla fine sono decaduti nel Congresso. Come avviene con qualsiasi decreto legge, il Governo è obbligato a inviarli entro un termine massimo di trenta giorni alla Camera Bassa affinché decida se convalidarli o abrogarli.
Nel caso delle norme sulla casa, il Congresso ha già optato per la loro abrogazione, ma gli altri due decreti sono ancora in attesa di votazione per determinare se continuano a essere vigenti. Con l'anticipo elettorale annunciato dal presidente del Governo, Pedro Sánchez, sono stati dissolti sia il Congresso che il Senato, in modo che sarà la Deputazione Permanente, organo che assume le funzioni del Congresso quando questo è dissolto, a dibattere e votare questi decreti.
La Deputazione Permanente è composta da 69 deputati, distribuiti nel seguente modo: 27 rappresentanti del PP, 25 del PSOE (incluso il seggio della presidente del Congresso, Francina Armengol), sei di Vox e altri sei di Sumar. ERC, Junts, Bildu e Podemos hanno un voto ciascuno, essendo quest'ultima formazione quella che rappresenta l'insieme del Gruppo Misto in questo organo.
Pacchetto di aiuti contro la crisi energetica
La Deputazione Permanente dovrà convalidare o bocciare il nuovo pacchetto di misure progettato per contenere l'aumento dei prezzi derivato dalla guerra in Iran. Tra le iniziative spiccano la proroga fino al 31 dicembre delle riduzioni fiscali su benzina e gasolio, così come il mantenimento dei limiti alla tariffa regolata del gas e al prezzo della bombola di butano.
Questo è il terzo blocco di azioni promosso da marzo di quest'anno per proteggere le famiglie e i settori più colpiti dalle conseguenze del conflitto in Medio Oriente, dato che la maggior parte delle disposizioni del decreto legge in vigore scadono a fine settembre.
Il nuovo decreto introduce un ulteriore sollievo nel campo dell'Imposta sugli Idrocarburi: un bonus di 20 centesimi per litro su benzina e gasolio in ottobre, di 13 centesimi in novembre e di 6 centesimi in dicembre, con una clausola di salvaguardia automatica nel caso in cui il prezzo del greggio rimanga elevato.
Il Real Decreto-legge recupera anche due strumenti applicati durante la fase più intensa della guerra in Ucraina: si limita il peso della quotazione del gas nella formula di calcolo della Tariffa di Ultimo Ricorso (TUR) del gas naturale e si fissa un prezzo massimo di 19,55 euro per la bombola di butano.
Secondo la norma, la quotazione del gas potrà aumentare solo del 35% rispetto al valore attuale, in modo che l'incremento finale della TUR si attesti intorno al 15%. Questa contenimento, pensata per il periodo invernale e l'aumento del consumo per riscaldamento, avrà continuità nel tempo. Nelle successive revisioni trimestrali della TUR, l'aumento massimo della quotazione del gas sarà limitato al 15% fino a quando non si compenserà il deficit generato e si recupererà l'equilibrio.
Relativamente alla bombola di butano, sebbene la formula di calcolo del prezzo massimo del GPL in bottiglia sia già limitata a una variazione del 2% al rialzo o al ribasso in ogni revisione bimestrale, si fissa un tetto di 19,55 euro fino al 30 giugno 2027. Si cerca così di garantire l'accesso dei consumatori a un fornitura energetica di base, il cui prezzo massimo attuale è di 18,84 euro. Il eventuale deficit che si origina sarà compensato con il meccanismo abituale.
Salvaguardia fiscale sull'elettricità e sul gas
Inoltre, si mantiene la clausola di protezione per la riduzione dell'IVA e dell'imposta speciale sull'elettricità. Se l'IPC di settembre 2026 supera del 15% quello registrato nello stesso mese dell'anno precedente, l'IVA sulla luce e sul gas sarà ridotta dal 21% al 10% e l'Imposta sull'Elettricità scenderà dal 5,1% allo 0,5%.
Questa riduzione fiscale sulla bolletta elettrica si applicherà ai consumatori con potenze contrattate inferiori a 10kW e ai beneficiari del bonus sociale, mentre la riduzione dell'IVA riguarderà anche il gas naturale, i briquettes e i 'pellets' e la legna da ardere.
Parallelamente, si ampliano le riserve di gas naturale liquefatto in vista dell'inverno e si rafforza il sistema di certificati di risparmio energetico, insieme al resto delle misure già previste fino alla fine dell'anno.
Proroga degli aiuti al trasporto e al gasolio agricolo
Tra i settori più colpiti, il decreto estende gli aiuti destinati al settore agricolo e al trasporto professionale su strada.
In particolare, si prolungano per tutto il 2026 gli aiuti al trasporto terrestre, mediante il rimborso parziale dell'imposta sui carburanti di 5 centesimi al litro in ottobre, 12 centesimi in novembre e 19 centesimi in dicembre, oltre a misure di sostegno al trasporto marittimo e ferroviario.
Si amplia anche fino al 31 dicembre la bonificazione di 20 centesimi al litro per il gasolio agricolo e si mantiene l'aiuto compensativo per i pescatori.
Come novità, si crea una linea specifica per la ferrovia merci, con 15.000 euro di aiuto per locomotiva diesel, una richiesta avanzata dallo stesso settore. Inoltre, continuano le misure di carattere sociale, come la protezione dell'occupazione, in modo che le aziende che ricevono aiuti non potranno licenziare.
Incarichi alla CNMC su energia e catena alimentare
Il decreto incorpora inoltre due incarichi aggiuntivi alla CNMC. Il primo consiste nell'elaborare uno studio sulla formazione dei prezzi nei mercati all'ingrosso e al dettaglio, analizzando il funzionamento della distribuzione e della commercializzazione dell'energia lungo tutta la catena del valore.
Il secondo rapporto si concentrerà sul comportamento della catena del valore alimentare, richiedendo alla CNMC raccomandazioni per garantire il corretto funzionamento del mercato e valutare l'efficacia delle misure che si stanno adottando.
Condonazione parziale del rimborso degli aiuti per la dana
Nella stessa riunione del Consiglio dei Ministri è stata data luce verde a un altro decreto legge che modifica vari punti della norma che ha regolato gli aiuti per i danni causati dalla dana tra ottobre e novembre 2024.
In concreto, si stabilisce una condonazione del rimborso degli anticipi a conto degli aiuti previsti nell'articolo tre della legge, con l'obiettivo di evitare che il rimborso di tali somme comporti "un nuovo danno per persone che ancora sopportano le conseguenze della catastrofe".
Il Governo calcola che rimarranno esonerati circa 44,35 milioni di euro e che 2.771 persone erano obbligate a restituire totalmente o parzialmente l'anticipo ricevuto.
La condonazione non sarà universale. Dovranno restituire l'anticipo coloro che superano un reddito annuo di 42.000 euro nel 2025 o possiedono un patrimonio superiore a 300.000 euro, senza includere l'abitazione principale.