Carla Galeote ha iniziato a pubblicare video su TikTok durante la pandemia e, cinque anni dopo, si è consolidata come una delle creatrici di contenuti femministi con maggiore presenza nel dibattito politico spagnolo. Nata a Lleida nel 2000 e laureata in Giurisprudenza, ha costruito una comunità di centinaia di migliaia di follower attraverso pubblicazioni su uguaglianza, diritti sociali e attualità, un percorso che l'ha portata anche a partecipare a programmi radiofonici, spazi audiovisivi e media digitali.
Con le elezioni generali del 29 novembre sempre più vicine, Galeote ha incorporato alle sue pubblicazioni critiche a un possibile Governo di PP e Vox, commenti sulle proposte di Santiago Abascal e messaggi di supporto alla mobilitazione per il diritto alla casa. La sua orientazione progressista è esplicita, anche se non risulta un'affiliazione partitica che permetta di presentarla come rappresentante di una formazione concreta.
Da TikTok ai media
La popolarità di Galeote ha iniziato a crescere a marzo 2021, quando ha aperto un account TikTok mentre era in quarantena con sua sorella. Ciò che è nato come una forma di intrattenimento si è trasformato in un canale di divulgazione femminista, alimentato da video brevi in cui affrontava questioni politiche e sociali con un linguaggio diretto.
Il suo interesse per il femminismo era emerso anni prima, durante l'adolescenza; infatti, ha spiegato che il caso di La Manada ha influenzato la sua decisione di studiare Giurisprudenza. A gennaio 2023, un'intervista di Público le attribuiva 367.000 follower su TikTok e 116.000 su Instagram.
La crescita del suo pubblico ha facilitato il suo arrivo ad altri formati. Galeote ha collaborato con La Futura Channel, GenPlayz di RTVE, Catalunya Plural, Loft di Catalunya Ràdio e Buenismo Bien, oltre a partecipare a La Base, lo spazio promosso dall'ex vicepresidente Pablo Iglesias, dove ha sviluppato una sezione di attualità femminista denominata El Machistòmetre.
Il salto dai social al mondo editoriale è avvenuto nel 2023, quando ha pubblicato Parliamo di femminismi, un saggio della casa editrice Península rivolto in particolare a lettori giovani. L'opera combina esperienze personali con riflessioni su uguaglianza, educazione sessuale, molestie, salute mentale e femminismo transinclusivo. Il suo approccio parte dall'intenzione di avvicinare il movimento femminista a coloro che iniziano a interessarsi ad esso.
Una voce femminista nella conversazione elettorale
Anche se la sua attività non si limita alla politica elettorale, Galeote ha convertito la difesa del femminismo e dei diritti sociali in elementi centrali della sua identità pubblica. Ha partecipato a incontri con dirigenti come Yolanda Díaz, Irene Montero e Ada Colau e si è mostrata particolarmente critica nei confronti delle posizioni di Vox.
Durante la precampagna del 29N ha diffuso messaggi contro la possibilità di un Esecutivo integrato da PP e Vox, oltre a pubblicazioni sul programma della formazione di Abascal e le rivendicazioni del movimento per la casa.
Si è anche fatto riferimento al caso di Maricarmen, la donna di 87 anni il cui sfratto ha scatenato le proteste a Madrid, utilizzando lo slogan "Maricarmen siamo tutte". La sua attività riflette come determinate rivendicazioni sociali arrivino a pubblici che non necessariamente seguono i dibattiti parlamentari.
Il suo scontro in Espejo Público per l'aborto
Le differenze ideologiche di Carla Galeote con altri creatori di contenuti sono arrivate anche in televisione. Nell'ottobre del 2025, l'attivista ha protagonizzato uno scontro con Carla Restoy, influencer cattolica, durante un dibattito in Espejo Público su un'iniziativa di Vox approvata dal Comune di Madrid per informare le donne di un presunto sindrome post-aborto.
Mentre Restoy difendeva le sue posizioni contrarie all'aborto, Galeote ha respinto che le istituzioni intervenissero in una decisione che considera personale e ha rivendicato l'autonomia delle donne. "Genocidio è quello che sta succedendo a Gaza, non l'aborto", ha risposto durante la conversazione, in cui entrambe hanno evidenziato le loro differenze sui diritti riproduttivi.
L'attivismo digitale sui social
L'esposizione pubblica di Galeote è stata accompagnata anche da controversie. Galeote ha denunciato di aver subito minacce, usurpazioni di identità e manipolazioni sessuali delle sue fotografie. Nel giugno del 2026, durante un intervento su SER Catalunya, ha affermato che essere femminista sui social media era "uno sport estremo" e ha richiesto maggiore protezione contro le molestie digitali e i contenuti sessuali creati tramite intelligenza artificiale.
L'influenza di Carla Galeote non deriva da un incarico politico né da un'organizzazione partitica, ma da un pubblico costruito sui social e successivamente ampliato ai media tradizionali. I suoi interventi combinano divulgazione, attivismo e opinione politica, con uno stile che cerca di provocare conversazione e mobilitare coloro che condividono le sue rivendicazioni.