Dopo il fallimento nella costruzione di una candidatura congiunta in quello spazio che si chiama 'a sinistra del PSOE', le dispute tra le formazioni progressiste non sono cessate. L'ultima frattura in vista delle elezioni generali del 29 novembre si è aperta a Teruel, dopo che Chunta Aragonesista decidesse che la coalizione CHA-Frente Amplio Aragón non presenti candidatura al Congresso in quella provincia, con l'argomento di evitare la dispersione del voto progressista. Izquierda Unida, tuttavia, rifiuta di rinunciare a concorrere e mantiene la sua scommessa di offrire una candidatura propria.
Il disaccordo affronta due priorità che non sempre si incastrano: concentrare i sostegni per cercare di strappare rappresentanza parlamentare a PP e Vox o mantenere un'opzione elettorale differenziata per coloro che non vogliono votare per il PSOE. La discussione va oltre una circoscrizione concreta e mette sul tavolo come deve organizzarsi una coalizione che raggruppa formazioni con impianto territoriale, interessi e strategie diverse.
La tensione è aumentata dall'annuncio di Chunta, mercoledì 21 ottobre, fino alla conferma di IU che concorrerà a Teruel senza la formazione aragonesista. La controversia arriva, inoltre, in piena preparazione delle candidature per le elezioni e mentre il PSOE nega che esista una negoziazione con il Frente Amplio per ritirare liste al Congresso in determinate province.
Teruel affronta due strategie elettorali
Il presidente di Chunta Aragonesista, Jorge Pueyo, ha giustificato la rinuncia a competere per il Congresso a Teruel per la necessità di concentrare gli sforzi della coalizione a Zaragoza e Huesca. La formazione parteciperà sì al Senato nella provincia turolense. Il suo argomento è che, in uno scenario di forte polarizzazione, evitare la frammentazione dei voti progressisti può contribuire a facilitare una maggioranza di sinistra.
La posizione di IU Aragón è contraria. La sua coordinatrice, Marta Abengochea, difende che i cittadini devono poter votare per una forza situata a sinistra del PSOE anche nelle province con meno popolazione e rappresentanza. L'organizzazione sostiene di avere le sue candidature scelte dal 13 ottobre e considera che rinunciare a presentarsi lascerebbe senza un'opzione propria parte dell'elettorato.
La discrepanza non si limita a una differenza tattica su come ottenere più seggi. Colpisce anche la relazione tra i membri della coalizione e la capacità di ogni formazione di decidere dove concorrere. Chunta sostiene che l'accordo di coalizione le attribuisce la decisione sulle circoscrizioni aragonesi; IU, da parte sua, sostiene che deve esserci una candidatura a Teruel e ha ricevuto il sostegno della sua direzione federale.
Ricalcolando
Il ricalcolo dei risultati delle elezioni generali di luglio 2023, elaborato da El Independiente, permette di identificare cinque circoscrizioni in cui una candidatura congiunta del PSOE e Sumar avrebbe modificato la distribuzione dei seggi: Huesca, Cuenca, Guadalajara, Toledo e Jaén. A Teruel, tuttavia, la somma di entrambe le formazioni sarebbe rimasta 234 voti sotto il PP, senza alterare la distribuzione dei deputati.
A Huesca e Cuenca, la candidatura congiunta avrebbe strappato un seggio al PP, che è passato da due deputati a uno. A Guadalajara, il cambiamento avrebbe danneggiato Vox, con una distribuzione ipotetica di due deputati per la candidatura congiunta e uno per il PP. A Toledo, il PP avrebbe perso uno dei suoi tre seggi, mentre a Jaén il deputato aggiuntivo sarebbe stato a spese di Vox.
Questi calcoli mantengono costanti i voti delle altre candidature e raggruppano i suffragi che PSOE e Sumar hanno ottenuto separatamente. Si tratta, quindi, di una ricostruzione dei risultati del 2023, non di una stima di ciò che può accadere il prossimo 29 novembre. Inoltre, Sumar includeva allora Podemos, una circostanza che impedisce di attribuire automaticamente tutti quegli appoggi allo spazio politico che concorrerà ora sotto altre formule.
L'incidenza di una candidatura congiunta dipende dalla distribuzione dei voti e dal numero di deputati che elegge ogni provincia. Nelle circoscrizioni piccole, una differenza relativamente ridotta può decidere l'ultimo seggio, ma la somma dei risultati di due partiti non garantisce che lo stesso elettorato torni a sostenere una lista condivisa.
Teruel illustra quel limite. Nelle elezioni del 2023, il PP ha ottenuto 26.586 voti; il PSOE, 22.226, e Sumar, 4.126. La somma di queste ultime due formazioni avrebbe raggiunto i 26.352 suffragi, ancora 234 sotto il risultato popolare. Con gli altri voti invariati, la candidatura congiunta non avrebbe alterato la distribuzione di due deputati per il PP e uno per la sinistra.
Il ruolo di Podemos nelle prossime elezioni
Il confronto con il 2023 ha un'altra limitazione: Podemos faceva parte di Sumar in quelle elezioni, mentre entrambe le organizzazioni si presenteranno separatamente in numerosi collegi nelle prossime elezioni generali. Perciò, il risultato congiunto di allora non può essere trasferito direttamente all'attuale mappa delle candidature.
La presenza di Podemos aggiunge una variabile alla strategia elettorale della sinistra. Una candidatura che si ritira non trasferisce automaticamente tutti i suoi voti al PSOE né a un'altra forza dello stesso spazio ideologico. La capacità di concentrazione dipenderà dalle preferenze degli elettori e dagli accordi che alla fine raggiungeranno le organizzazioni.
La disputa tra IU e Chunta a Teruel si colloca precisamente in quel punto: decidere se l'obiettivo prioritario deve essere concentrare sostegni per disputare seggi o mantenere un'offerta politica differenziata. Il termine per la presentazione delle candidature scade lunedì 26 ottobre, quindi le formazioni dovranno risolvere le loro differenze prima di chiudere le liste per il 29 novembre.