La Giunta Elettorale di Valladolid ha respinto questo giovedì la richiesta del PSOE di ritirare il nome di Óscar Puente dai moduli elettorali del 29 novembre. L’ex ministro dei Trasporti aveva annunciato le sue dimissioni dal guidare la candidatura socialista per Valladolid dopo aver lasciato la sua carica nel Governo, ma la decisione è arrivata quando gli elenchi erano già stati proclamati ufficialmente.
La risoluzione mantiene, quindi, il nome di Puente al primo posto del modulo, anche se Ana Redondo, ministra per le Pari Opportunità e fino a ora numero due della candidatura, abbia passato a guidare la lista dopo le sue dimissioni.
I moduli elettorali non si possono modificare dopo la proclamazione delle liste
Il PSOE aveva chiesto questo mercoledì che fosse eliminato il nome di Puente prima di stampare i moduli elettorali per evitare confusione tra gli elettori. Tuttavia, la Giunta Elettorale ha respinto la richiesta applicando il principio di "inmodificabilità dei moduli elettorali" una volta proclamate le candidature e pubblicate ufficialmente.
Nella sua risoluzione, nota tramite EFE, l’organo elettorale richiama precedenti del 1986 e del 1996 per giustificare che non si procede a modificare il modulo per una rinuncia successiva.
La decisione implica che gli elettori di Valladolid troveranno il nome dell’ex ministro nella candidatura socialista, nonostante ormai non ne faccia più parte dopo le sue dimissioni.
Si potrà barrare il nome di Puente senza annullare il voto
La Giunta Elettorale ha introdotto, tuttavia, un’eccezione per evitare che la situazione danneggi gli elettori. I seggi elettorali dovranno considerare valide le schede in cui compaia barrato il nome di Óscar Puente, sempre che la modifica risponda alle sue dimissioni.
L’organo ritiene che, in questo caso, la barratura miri ad "adeguare la scheda alla realtà della candidatura al momento del voto", senza che vi sia alcun dubbio sull’intenzione dell’elettore.
Fonti del PSOE di Castiglia e León hanno riconosciuto a EFE di conoscere le difficoltà legali per modificare le liste una volta proclamate. Ciononostante, considerano un "male minore" che le barrature non invalidino il voto e hanno annunciato che faranno "tutta la pedagogia del mondo" per spiegare la situazione agli elettori.
La decisione arriva dopo che Puente ha rinunciato sia al Ministero dei Trasporti sia alla sua candidatura elettorale, dopo l’incidente ferroviario di Urda, che ha lasciato 69 morti