La Junta Elettorale espedisce a Pedro Sánchez per aver chiesto una "maggioranza più rotonda" da Moncloa dopo l'anticipo elettorale

La JEC stima parzialmente le denunce del PP e Se Acabó la Fiesta per le dichiarazioni del presidente del Governo dopo il Consiglio dei Ministri del 6 ottobre. Ordina di ritirare i messaggi contestati dai canali ufficiali e apre una procedura che potrebbe concludersi con una multa tra 300 e 3.000 euro.

EuropaPress 7824329 presidente gobierno pedro sanchez rueda prensa posterior consejo ministros

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La Junta Elettorale Centrale (JEC) ha deciso questo giovedì di aprire un procedimento sanzionatorio nei confronti del presidente del Governo, Pedro Sánchez, per le sue dichiarazioni durante la conferenza stampa successiva al Consiglio dei Ministri del 6 ottobre scorso, tenutasi nel Palazzo della Moncloa una volta convocate le elezioni generali del 29 novembre. L'organismo considera che alcune delle sue manifestazioni potrebbero aver violato l'obbligo di neutralità istituzionale durante il periodo elettorale.

La risoluzione stima parzialmente le denunce presentate dal PP e Se Acabó la Fiesta e ordina di ritirare le dichiarazioni contestate dai canali ufficiali in cui sono ancora pubblicate. L'apertura del procedimento non comporta, per il momento, l'imposizione di una sanzione definitiva.

La richiesta di una maggioranza più ampia, al centro del procedimento

La Junta Elettorale considera che Sánchez sia andato oltre la spiegazione delle misure abitative approvate dall'Esecutivo durante quella riunione del Consiglio dei Ministri. Secondo la risoluzione, il presidente ha incorporato riferimenti ai successi del suo Governo, critiche ai partiti di opposizione e allusioni alla necessità di ottenere un maggiore sostegno parlamentare.

Tra le espressioni segnalate dall'organismo figura la sua richiesta di "una maggioranza più netta, più contundente" per rispondere alla crisi abitativa. La JEC comprende che questo tipo di dichiarazioni, rilasciate durante un'apparizione istituzionale e una volta convocate le elezioni, possono entrare in conflitto con le restrizioni stabilite dalla legislazione elettorale.

L'articolo 50.2 della Legge Organica del Regime Elettorale Generale (LOREG) vieta che, dalla convocazione di elezioni fino alla loro celebrazione, i poteri pubblici organizzino o finanzino atti che contengano allusioni ai successi ottenuti dalle autorità pubbliche.

La Junta Elettorale ricorda le sanzioni precedenti a Sánchez

L'accordo fa anche riferimento ai precedenti del presidente del Governo per violazioni della normativa elettorale. La JEC considera che Sánchez "doveva conoscere sufficientemente" le esigenze di neutralità istituzionale, dato che era già stato sanzionato per dichiarazioni rilasciate in atti ufficiali durante altri processi elettorali.

In concreto, la risoluzione menziona accordi sanzionatori di 2020, 2023, 2024 e 2026, relativi a manifestazioni effettuate in comparizioni istituzionali, incluse conferenze stampa successive a riunioni del Consiglio dei Ministri.

Una possibile multa di fino a 3.000 euro

L'apertura del fascicolo avvia una procedura in cui Sánchez potrà presentare osservazioni e esercitare la sua difesa. La violazione potrebbe comportare una multa tra 300 e 3.000 euro, sebbene l'importo definitivo dipenderà dall'istruttoria e dalla risoluzione che adotterà la Giunta Elettorale.

L'organismo concede al presidente dieci giorni lavorativi dalla notifica per formulare osservazioni. Prevede anche la possibilità che effettui un pagamento volontario di 2.400 euro, importo che si ridurrebbe a 1.800 euro se, inoltre, riconosce la sua responsabilità entro il termine stabilito.

La decisione arriva dopo che il PP ha denunciato lo stesso 6 ottobre che Sánchez aveva utilizzato la sua comparizione a Moncloa per fare dichiarazioni di carattere elettoralistico.