La decisione della Corte Suprema di respingere il ricorso del Governo e mantenere la sospensione cautelare legata a quella conosciuta come legge dei nipoti continua a provocare reazioni contrastanti tra i principali partiti politici, a poco più di un mese dalle elezioni generali del 29 novembre. La controversia riguarda gli spagnoli residenti all'estero che hanno acquisito la nazionalità ai sensi della legge sulla memoria democratica e la cui inclusione nel censimento elettorale è messa in discussione per non dimostrare di discendere da esiliati.
Il Governo e i partiti a sinistra ritengono che la misura limiti il diritto di voto dei cittadini spagnoli, mentre PP e Vox difendono l'intervento della Corte Suprema e sostengono che deve essere garantito che le nazionalizzazioni si conformino ai requisiti legali. La risoluzione ha inoltre aperto un dibattito su come applicare la sospensione con il calendario elettorale già in corso.
La controversia ruota attorno all'applicazione della disposizione aggiuntiva ottava della legge sulla memoria democratica e all'istruzione amministrativa che ha sviluppato la sua procedura.
Il Governo dissente dalla Corte Suprema, ma garantisce che rispetterà la risoluzione
La portavoce del Governo, Elma Saiz, ha criticato la decisione della Corte Suprema e ha difeso che in una democrazia "il diritto di voto è garantito, non è limitato".
Durante la conferenza stampa successiva al Consiglio dei Ministri, Saiz ha qualificato la situazione di "straordinaria gravità" per il fatto che, a giudizio dell'Esecutivo, riguarda un diritto fondamentale previsto dalla Costituzione.
Nonostante il suo disaccordo con il criterio giudiziario, la ministra ha assicurato che "il Governo rispetta sempre le risoluzioni giudiziarie" e ha spiegato che Moncloa continua ad analizzare l'estensione del provvedimento.
L'Esecutivo non ha nemmeno specificato se si rivolgerà alla Corte Costituzionale. Fonti governative ritengono che potrebbero essere gli stessi cittadini interessati ad avere legittimazione per ricorrere e riconoscono difficoltà nell'applicare la risoluzione prima del 29N.
In Moncloa avvertono, inoltre, che alcuni degli elettori interessati hanno partecipato a processi elettorali precedenti e considerano particolarmente complesso modificare ora la loro situazione censale. Il Governo accusa anche PP e Vox di alimentare sospetti sulle garanzie del sistema elettorale.
Feijóo difende la pulizia del censimento e annuncia interventori in tutti i seggi
Da parte sua, il presidente del Partito Popolare, Alberto Núñez Feijóo, ha sostenuto la posizione della Corte Suprema e ha collocato la controversia nella necessità di garantire la legalità del censimento elettorale.
"Non c'è pulizia democratica se non c'è pulizia del censimento", ha affermato in un'intervista a esRadio, in cui ha annunciato che il PP dispiegherà interventori e rappresentanti in "tutti i seggi" elettorali il prossimo 29 novembre.
Feijóo ha respinto che il suo partito si opponga al riconoscimento della nazionalità dei discendenti di esiliati. Secondo quanto ha spiegato, la sua discrepanza si concentra sull'istruzione amministrativa che, a suo avviso, ha ampliato i presupposti previsti dalla legge.
Il dirigente popolare ha accusato l'Esecutivo di estendere "in modo indiscriminato" l'accesso alla nazionalità e ha difeso la necessità di proteggere il valore giuridico del passaporto spagnolo.
Per il PP, il dibattito non risiede nel impedire il voto di coloro che soddisfano i requisiti legali, ma nel verificare che l'iscrizione dei nuovi cittadini spagnoli sia stata effettuata secondo la normativa.
Vox celebra la decisione e annuncia che rivedrà le nazionalizzazioni se arriva al Governo
Il capo della delegazione di Vox al Parlamento Europeo, Jorge Buxadé, ha celebrato che la Suprema mantenga la sospensione e ha annunciato che la sua formazione rivedrà le nazionalizzazioni concesse ai sensi della 'legge dei nipoti' se arriva al Governo e dispone di supporti sufficienti.
In un'intervista televisiva, Buxadé ha sostenuto che ci sono dubbi sulla legalità delle nazionalizzazioni trattate tramite l'istruzione amministrativa del 2022, che attribuisce a Sofía Puente.
Il dirigente di Vox ha difeso che solo dovrebbero poter votare coloro che attestano documentalmente la loro condizione di discendenti di esiliati spagnoli e ha accusato l'Amministrazione di aver ampliato indebitamente l'ambito della legge.
Ha anche annunciato che il suo partito richiederebbe responsabilità penali ai funzionari che avessero certificato dati falsi o partecipato a possibili irregolarità. Si tratta di accuse formulate da Buxadé, non di irregolarità accertate con carattere generale.
Podemos accusa la Suprema di violare diritti fondamentali
La segretaria generale di Podemos, Ione Belarra, ha reagito con particolare durezza alla risoluzione e ha affermato che "la Giustizia è la maggiore minaccia per la democrazia di questo paese".
In una comparsa davanti ai media al Congresso, Belarra ha accusato la Corte Suprema di aver "rubato il diritto di voto" a circa 160.000 cittadini e ha considerato che la decisione costituisce una "violazione di diritti fondamentali assolutamente flagrante".
La dirigente di Podemos ha sostenuto che non esiste alcun precetto legale che permetta di ritirare il diritto di voto a un cittadino spagnolo per questa via.
Belarra ha anche diretto le sue critiche al Governo di Pedro Sánchez, al quale rimprovera di non aver promosso una riforma sufficiente del sistema giudiziario. In particolare, ha accusato l'Esecutivo di aver "consegnato il controllo del Consiglio Generale del Potere Giudiziario (CGPJ) alla destra politica".
Sumar denuncia una risoluzione "politicizzata" e segnala a PP e Vox
Da Sumar, il deputato dei Comuni Gerardo Pisarello ha qualificato l'ordinanza della Corte Suprema come "insensata dal punto di vista giuridico" e ha accusato PP e Vox di utilizzare la loro influenza sul Potere Giudiziario per limitare il voto dei cittadini spagnoli.
Pisarello ha denunciato che la decisione è "politicizzata" e "senza precedenti" e ha messo in discussione l'operato del magistrato relatore, Antonio Narváez, al quale ha attribuito dichiarazioni favorevoli a una eventuale presidenza del Governo di Feijóo.
A giudizio del parlamentare, la sentenza "viola flagrantemente la Costituzione e il principio democratico" e fa parte di una strategia della destra per seminare dubbi sulla pulizia elettorale.
Il deputato ha paragonato questa strategia alle azioni di Donald Trump negli Stati Uniti e ha richiesto una risposta cittadina di fronte a quello che considera un tentativo di limitare diritti democratici attraverso i tribunali.
Circa 163.000 elettori interessati e difficoltà nell'applicare la sospensione
La risoluzione della Corte Suprema colpisce potenzialmente 163.020 persone, secondo le cifre fornite dall'Avvocatura dello Stato. La Sezione del Contenzioso-Amministrativo ha mantenuto la misura cautelare con cinque voti favorevoli contro uno, con il voto particolare dissenziente di una magistrata.
Il alto tribunale considera che la protezione della trasparenza e dell'integrità del censimento giustifica il mantenimento della sospensione mentre si risolve il merito del contenzioso. La misura consente di votare a coloro che dimostrano adeguatamente i requisiti richiesti dalla legge.
L'applicazione pratica continua a essere uno dei principali problemi. Secondo le informazioni note questo martedì, il Registro Civile Elettronico permette di identificare più di 70.000 nazionalizzati, ma rimangono circa 90.000 pratiche la cui localizzazione richiede verifiche aggiuntive.
Il confronto tra i partiti si verifica, quindi, mentre continua a non risolversi come eseguire la misura prima del 29N. La decisione della Corte Suprema è cautelare e non implica una sentenza definitiva sulla legalità delle nazionalizzazioni, anche se i suoi effetti possono impedire a migliaia di cittadini di esercitare il voto nelle prossime elezioni generali.