Esquerra Republicana de Catalunya (ERC) parteciperà alle elezioni generali del prossimo 29 novembre con il referendum sull’autodeterminazione tra i suoi principali impegni elettorali. Il movimento indipendentista propone di negoziare con lo Stato la convocazione di una consultazione in Catalogna con accompagnamento internazionale e chiede il rispetto degli accordi sulla finanziamento singolare, la condonazione del debito del Fondo di Liquidità Autonomo (FLA) e il trasferimento integrale di Rodalies.
Il programma elettorale di ERC, a cui ha avuto accesso DEMÓCRATA, riunisce le sue proposte in tre grandi assi: difendere la Catalogna, migliorare le condizioni di vita dei cittadini e rafforzare i servizi pubblici. Tra le sue misure figurano un salario minimo catalano di 1.460 euro, un’indennità universale per la crescita dei figli, nuove competenze per regolare gli affitti e un ampliamento della copertura sanitaria pubblica.
Il documento contiene anche critiche al Governo di Pedro Sánchez, a cui rimprovera di non aver rispettato gli impegni assunti durante la legislatura, e avverte delle conseguenze che avrebbe un eventuale coalizione tra PP e Vox. ERC rivendica il suo ruolo nei negoziati parlamentari e aspira a mantenere la propria capacità di influenza nel prossimo Congresso.
Un referendum negoziato con mediazione internazionale
La prima proposta del programma elettorale è negoziare la convocazione di un referendum sull’autodeterminazione in Catalogna. ERC chiede che l’Unione Europea e il Consiglio d’Europa partecipino come facilitatori, seguendo le raccomandazioni della risoluzione Cilevičs del Consiglio d’Europa e le buone pratiche della Commissione di Venezia.
La formazione mantiene così l’indipendenza come obiettivo politico e difende la consultazione come via per risolvere il conflitto territoriale con lo Stato.
In materia di diritti e libertà, propone di abrogare la nota come Legge Bavaglio, eliminare dal Codice Penale i reati di offesa ai sentimenti religiosi e le ingiurie e calunnie contro la Corona e le assemblee legislative. Chiede inoltre di trasferire alla Generalitat la commissariato della Polizia Nazionale di Via Laietana, insieme ai suoi archivi e alle risorse necessarie per trasformare l’edificio in un centro di memoria storica.
Finanziamento singolare e condonazione di 17.100 milioni di debito
Il finanziamento autonomico occupa un altro posto di rilievo nel programma elettorale. ERC chiede di rendere effettivo il nuovo modello concordato con il Governo nel gennaio 2026, che, secondo i suoi calcoli, permetterebbe alla Catalogna di disporre di 4.700 milioni di euro aggiuntivi all’anno.
Il movimento difende un sistema basato sulla riscossione delle imposte generate in Catalogna, con la partecipazione dello Stato per finanziare le sue competenze e nel rispetto del principio di ordinalità. Per avanzare in quella direzione, chiede che la Agència Tributària de Catalunya assuma progressivamente la riscossione di tutte le tasse statali generate nella comunità.
Chiede inoltre di completare la cancellazione di oltre 17.100 milioni di euro di debito del FLA, un’operazione che, secondo il documento, consentirebbe alla Generalitat di risparmiare circa 1.500 milioni all’anno in interessi.
Il programma include nuovi trasferimenti di competenze, tra cui la gestione integrale di migrazione e asilo, le prestazioni contributive e assistenziali per disoccupazione tramite il Servei d'Ocupació de Catalunya (SOC) e le funzioni ancora pendenti dell’Ispettorato del lavoro.
Una legge catalana sugli affitti e un salario minimo di 1.460 euro
Per quanto riguarda la casa, ERC propone che lo Stato deleghi alla Generalitat la capacità di approvare una Ley de Arrendamientos Urbanos propria, con la quale la Catalogna possa regolare il mercato degli affitti in base alle proprie esigenze.
La formazione chiede anche il trasferimento gratuito e immediato degli immobili della Sareb situati in Catalogna per ampliare il parco pubblico, portare al 21% l’IVA applicata agli affitti turistici e destinare almeno l’1,5% del PIL statale a politiche pubbliche abitative.
Nel campo salariale, i repubblicani difendono l’istituzione di un salario minimo catalano di 1.460 euro, oltre ad aumentare il salario minimo interprofessionale statale fino al 60% del salario medio. A queste misure aggiungono una prestazione universale per la crescita che partirebbe da 200 euro mensili per famiglia.
Il suo programma di lavoro prevede di ridurre l’orario massimo a 37,5 ore settimanali senza riduzione salariale e di recuperare l’indennità per licenziamento ingiustificato di 45 giorni per anno lavorato, con un massimo di 42 mensilità e salari di trattazione.
Per le pensioni, ERC propone di usare un IPC territorializzato per aggiornare le prestazioni in base all’evoluzione dei prezzi in ogni territorio.
Rufián e Junqueras visiteranno la Catalogna con un atto centrale a Barcellona il 22 novembre
ERC ha ideato una campagna elettorale con Gabriel Rufián e Oriol Junqueras come principali protagonisti, accompagnati da Elisenda Alamany e da altri dirigenti della formazione. Il calendario include iniziative in diversi comuni catalani, dibattiti elettorali e incontri settoriali per presentare le loro proposte.
La presentazione del programma elettorale è prevista per questo giovedì 5 novembre, con Elisenda Alamany e Norma Pujol. Sabato 7, Junqueras e Rufián parteciperanno a un atto a Badalona, mentre il inizio ufficiale della campagna si celebrerà giovedì 12 novembre a Tarragona, con entrambi i dirigenti e Alamany.
Nelle settimane successive, i repubblicani hanno in programma iniziative a Mataró, Tortosa, Mollet, Lloret de Mar, Lleida, Castellón e Figueres. Il calendario include anche un appuntamento a Palma, il 13 novembre, con Gabriel Rufián e la formazione Ara Més.
Il comizio centrale di campagna si terrà domenica 22 novembre a Barcellona, con la partecipazione di Rufián, Junqueras, Elisenda Alamany e Irene Montero. Per l’ultima settimana, ERC ha riservato iniziative a Vilafranca del Penedès, Manresa e Rubí, oltre alla partecipazione a diversi dibattiti elettorali.
La chiusura della campagna si celebrerà il venerdì 27 novembre a Sant Andreu de la Barca, con Junqueras, Alamany e Rufián. La formazione seguirà i risultati delle elezioni di domenica 29 dalla sede del campus della Universitat Pompeu Fabra (UPF) nella Ciutadella di Barcellona.
Più tasse ai grandi patrimoni, alle banche e alle società energetiche
In politica fiscale, ERC sostiene di rendere permanenti le sovrattasse straordinarie sui grandi patrimoni, sugli enti bancari e sulle società energetiche.
Propone anche di aumentare dal 30% al 35% l’aliquota massima applicata agli utili di capitale e di ridurre la tassazione dei redditi da lavoro inferiori a 35.000 euro all’anno.
La formazione combina queste misure con un’agenda di diritti sociali che include equiparare le famiglie monoparentali a quelle numerose, riconoscere un permesso lavorativo retribuito per lutto da gravidanza, dare riconoscimento legale alle identità non binarie e perseguire penalmente le pratiche di conversione.
Tutelare l’immersione linguistica e ampliare l’uso del catalano
La protezione del catalano è un altro degli impegni centrali di ERC. La formazione propone di approvare una Legge statale sul Multilinguismo per garantire che i cittadini possano relazionarsi con le istituzioni dello Stato in qualsiasi delle lingue ufficiali, indipendentemente dal territorio in cui si trovino. Inoltre, insiste nel rivendicare il riconoscimento ufficiale del catalano, dell’occitano e della lingua dei segni catalana nell’Unione Europea.
Nel settore audiovisivo, propone di riservare alle produzioni in lingue ufficiali almeno il 50% del tempo di trasmissione dedicato a opere europee. All’interno di tale quota, TVE dovrebbe dedicare almeno il 25% a produzioni in lingue ufficiali diverse dal castigliano.
Per quanto riguarda la politica di educazione, ERC vuole blindare l’immersione linguistica di fronte alle risoluzioni giudiziarie che impongono percentuali di insegnamento in castigliano. A tal fine, propone di modificare la legislazione statale e di rafforzare le competenze educative della Generalitat.
Inoltre, rivendica l’aumento dell’investimento pubblico statale in educazione al 6% del PIL e di garantire progressivamente l’accesso universale e gratuito all’educazione pubblica da zero a tre anni.
Il trasferimento di Rodalies e nuove competenze sugli aeroporti
Nelle infrastrutture, ERC esige di portare a termine il trasferimento integrale di Rodalies, sia della gestione del servizio tramite la nuova società operativa sia delle infrastrutture ferroviarie previste negli accordi di trasferimento. Tra le linee menzionate figurano la R1, R2 Sud, R3, R4 Nord e R16.
Il programma chiede anche che la Catalogna assuma la gestione degli aeroporti di Girona, Reus e Sabadell e che Girona e Reus dispongano di collegamenti con la rete ferroviaria ad alta velocità.
In materia di sicurezza, propone l’integrazione diretta dei Mossos d'Esquadra in Interpol ed Europol, così come la piena assunzione delle competenze di polizia nei porti e negli aeroporti. In giustizia, rivendica 180 nuove posizioni giudiziarie in Catalogna per rafforzare la risposta di fronte alla recidiva.
Assistenza odontoiatrica e psicologica gratuita nella sanità pubblica
ERC propone anche di ampliare le prestazioni finanziate dal sistema sanitario pubblico per includere la completa assistenza odontoiatrica, compresi i trattamenti per le carie, le endodonzia e le protesi dentali.
A ciò aggiunge la copertura universale e gratuita dell’assistenza psicologica e della salute mentale, oltre al finanziamento di occhiali graduati e lenti a contatto prescritte da professionisti sanitari.
Nell’ambito municipale, chiede di abrogare la Legge di Razionalizzazione e Sostenibilità dell’Amministrazione Locale (LRSAL) e di modificare le regole fiscali che limitano la capacità di investimento e di indebitamento dei comuni.
Sequestro di armi a Israele e cambio di posizione sul Sahara
In politica estera, ERC chiede un embargo completo di armi a Israele e che la Spagna faccia pressione per sospendere l’accordo di associazione tra l’Unione Europea e Israele.
Esige anche che il Governo revochi il cambio di posizione adottato nel 2022 sul Sahara Occidentale, rispetti le risoluzioni giudiziarie europee relative agli accordi con il Marocco e assuma l’impegno di destinare lo 0,7% all’Aiuto Ufficiale allo Sviluppo.