Sánchez, deciso a dare la battaglia per nuove tasse europee

Il presidente difenderà nuove risorse proprie per finanziare il bilancio comunitario e cercherà di consolidare il sostegno europeo alla Spagna dopo la crisi migratoria di Ceuta.

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In Moncloa rifiutano qualsiasi interpretazione che indichi che l'anticipo elettorale possa alterare la posizione mantenuta fino ad ora dalla Spagna nella negoziazione europea sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (MFF). Tutto procede secondo i piani previsti. "L'intensità rimane intatta", assicurano da Madrid. È l'immagine che il presidente del Governo, Pedro Sánchez, intende proiettare durante il vertice del Consiglio Europeo che si terrà nei prossimi due giorni a Bruxelles, in un momento particolarmente delicato per le conversazioni di bilancio tra i Ventisette.

All'Esecutivo socialista non convince l'ultima proposta della presidenza irlandese per iniziare a negoziare. Fonti diplomatiche criticano che il documento introduca tagli fino all'8%, concentrati principalmente nella voce che raggruppa le voci relative alle politiche di coesione. Se la delegazione spagnola aveva già espresso le sue riserve riguardo all'ultimo progetto redatto sotto mandato cipriota, considera che il testo che ora è sul tavolo vada un passo oltre nei tagli di bilancio. "Stiamo tagliando il futuro dell'Unione", sentenziano.

La Spagna debutta nella sua condizione di contribuente netto

Il fatto è che Sánchez difende di arrivare a queste discussioni con una posizione di maggiore legittimità di bilancio rispetto ai suoi predecessori. Per la prima volta, la Spagna entrerà a far parte del club dei contribuenti netti al bilancio comunitario. Vale a dire, contribuirà alle casse europee più risorse di quelle che riceverà.

Il presidente intende utilizzare questa nuova condizione nei confronti dei suoi partner per esigere l'introduzione di nuove risorse proprie che permettano di finanziare il prossimo bilancio europeo senza aumentare la pressione sulle contribuzioni nazionali. Una discussione che, per la delegazione spagnola, non può essere disgiunta dal dibattito sul volume globale del prossimo MFF né dalla necessità di preservare le principali politiche tradizionali dell'Unione.

Infatti, alcune fonti consultate da Demócrata vanno un passo oltre e collegano direttamente la possibilità di raggiungere un accordo sul complesso del Quadro Finanziario Pluriennale all'approvazione di un nuovo pacchetto di risorse proprie. La posizione spagnola passa, quindi, per evitare che il taglio di bilancio ricada esclusivamente sulle politiche comunitarie e per esplorare nuove fonti di reddito che permettano di sostenere il livello di ambizione finanziaria dell'Unione.

Costa dovrà completare il lavoro sui nuovi fondi propri

Partendo dalla premessa che un principio di accordo sul prossimo bilancio sembra allontanarsi nel breve termine, i capi di Stato e di Governo utilizzeranno l'incontro di Bruxelles per trasmettere al presidente del Consiglio Europeo, António Costa, "le linee di lavoro che deve seguire" nelle prossime settimane.

La sensazione condivisa tra i vari blocchi negoziali è che manchi ancora "lavoro" riguardo ai nuovi fondi propri all'interno del piano presentato da Dublino. Un compito che ora dovrà completare il dirigente portoghese, incaricato di condurre i colloqui tra le capitali e cercare di avvicinare le posizioni degli Stati membri.

Quelle stesse fonti diplomatiche riconoscono che alcune delle formule proposte per incrementare le entrate comunitarie richiedono una maggiore "sofisticazione" tecnica per poter andare avanti. Il dibattito non si limita, quindi, a determinare quali nuove figure fiscali potrebbero essere incorporate nel sistema di finanziamento europeo, ma anche a trovare un design che consenta di raccogliere i necessari sostegni politici tra i Ventisette.

Quali alternative convincono Sánchez? Nel team del presidente guardano in particolare alle proposte formulate dal Parlamento Europeo su questa questione. Tra queste figura la creazione di una nuova tassa digitale che ricadrebbe sulle grandi aziende tecnologiche.

I socialisti nell'Eurocamera sostengono che queste compagnie ottengono enormi profitti all'interno del mercato unico senza che tali entrate si traducano in un contributo proporzionale alle casse comunitarie. Sostengono che, operando tramite modelli digitali altamente delocalizzati, la loro capacità di spostare profitti tra diverse giurisdizioni riduce significativamente la loro tassazione effettiva.

"Tutti i profitti che ottengono negli Stati membri non li redistribuiscono perché sono aziende che operano nel mondo digitale, il che fa sì che il loro contributo sia minimo", spiegava il mese scorso la eurodeputata socialista Sandra Gómez.

La proposta si inquadra così in una discussione più ampia sulla capacità dell'Unione di dotarsi di entrate proprie e ridurre la dipendenza dai contributi diretti delle capitali, una delle principali questioni in sospeso per sbloccare i negoziati di bilancio.

Ceuta torna sul tavolo dei Ventisette

Oltre al Quadro Finanziario Pluriennale, un'altra delle conversazioni su cui si poseranno tutti gli sguardi sul presidente spagnolo sarà quella relativa alle politiche migratorie dell'Unione Europea.

La bozza delle conclusioni che usciranno dalla riunione riconosce la singolarità di Ceuta dopo la crisi dell'estate scorsa, così come la necessità di rafforzare l'assistenza finanziaria destinata alla città autonoma. Un riconoscimento che l'Esecutivo spagnolo intende consolidare nelle discussioni tra i leader europei, dopo le tensioni generate con alcuni dei suoi partner per la gestione della frontiera esterna.

"Il presidente è sempre pronto", rispondono dal suo entourage quando vengono interrogati su un possibile confronto nella capitale comunitaria con partner come Italia o Danimarca.

Infatti, durante l'ultima riunione del Consiglio Europeo, la prima ministra italiana, Giorgia Meloni, ha rimproverato a Sánchez i processi di regolarizzazione promossi dal suo Governo. Il vertice di questa settimana rappresenterà il primo incontro di persona tra i due leader da quando si è verificato l'ingresso irregolare di quasi 80.000 persone in quella che l'Esecutivo spagnolo definisce come la "sola frontiera terrestre d'Europa con l'Africa".

"Non possiamo accettare che la difesa delle frontiere sia un diritto per alcuni e una mancanza per altri quando si tratta di Italia", ha affermato la leader italiana mercoledì davanti alla Camera Alta del suo paese.

Moncloa eviterà lo scontro con Meloni, ma risponderà "con cifre"

Nonostante le differenze esistenti tra i due governi, fonti diplomatiche escludono che Sánchez cerchi un confronto diretto con Meloni riguardo alla chiusura dello spazio Schengen, promossa da Roma dopo gli eventi dello scorso mese di agosto.

La strategia spagnola passa per evitare che il dibattito derivi in uno scontro bilaterale, anche se Moncloa avverte che il presidente risponderà "con cifre" nel caso si verifichi qualche tipo di rimprovero durante le discussioni.

Il Governo spagnolo difende che il numero di ingressi irregolari registrati in Spagna è inferiore a quello di altri Stati membri e rifiuta che quanto accaduto a Ceuta durante l'estate possa essere interpretato come una crisi esclusivamente migratoria.

In questo senso, l'Esecutivo celebra anche che la Commissione Europea si sia ora aperta a presentare nuove proposte destinate a rafforzare i meccanismi di allerta precoce di fronte a situazioni come quella vissuta nella città autonoma.

La posizione di Madrid cerca di collocare la discussione su un piano europeo, collegando la risposta a questo tipo di episodi con gli strumenti di solidarietà comunitaria e con la necessità di migliorare la capacità di anticipazione dell'Unione di fronte a situazioni eccezionali alle sue frontiere esterne.

Costa e Von der Leyen sostengono la risposta spagnola

"A ciò a cui si è confrontata Ceuta durante l'estate è stata, ovviamente, una crisi e merita la solidarietà dell'Unione Europea", afferma un alto funzionario comunitario alla vigilia del vertice.

Dal gabinetto del presidente del Consiglio Europeo, António Costa, sostengono che, proprio perché si tratta di una situazione eccezionale, quanto accaduto apre il dibattito su "come affrontiamo globalmente queste questioni nell'Unione".

Inoltre, a Bruxelles confermano che la crisi "non ha colpito il resto dell'Unione". "Questo è molto chiaro", insiste una fonte comunitaria di alto livello, nel tentativo di delimitare l'ambito degli eventi e il loro impatto sull'insieme dello spazio europeo.

Sánchez avrà in sala il sostegno dell'ex primo ministro portoghese e della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, che ha inviato questo martedì una lettera ai Ventisette in cui riconosceva il lavoro svolto dal governo spagnolo.

Il sostegno di entrambe le istituzioni sarà particolarmente rilevante in una riunione in cui la gestione migratoria tornerà a confrontare le diverse sensibilità delle capitali europee. Per Moncloa, l'obiettivo è consolidare il riconoscimento della singolarità di Ceuta e garantire che questo si traduca in un maggiore aiuto finanziario e in una risposta comunitaria di fronte a future situazioni eccezionali.

Feijóo si incontra con i suoi alleati europei dopo l'anticipo elettorale

Sánchez non sarà l'unico protagonista della politica spagnola che viaggerà questa settimana nella capitale comunitaria. Il presidente del Partito Popolare, Alberto Núñez Feijóo, sarà anche a Bruxelles per partecipare alla tradizionale riunione della sua famiglia politica prima dei vertici del Consiglio Europeo.

Il incontro acquista una rilevanza speciale per il contesto in cui si svolge: sarà la prima volta che il leader dell'opposizione si rivolge ai suoi alleati europei dall'annuncio dell'anticipo elettorale.

All'incontro parteciperanno, oltre a Feijóo, capi di governo appartenenti alla famiglia popolare, come il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, o il primo ministro polacco, Donald Tusk. Sarà presente anche la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.

La riunione permetterà al dirigente galiziano di trasmettere ai suoi partner europei la sua posizione di fronte al nuovo scenario politico spagnolo, segnato dalla convocazione di elezioni generali per il prossimo mese di novembre.

Per il momento, Genova evita di confermare se Feijóo manterrà qualche incontro bilaterale al margine della riunione del Partito Popolare Europeo che possa servirgli per raccogliere il supporto dei suoi alleati continentali di fronte alla contesa elettorale che si apre in Spagna.

Così, il vertice del Consiglio Europeo sarà segnato anche dal nuovo calendario politico spagnolo, sebbene Moncloa insista nel disconnettere le negoziazioni comunitarie dalla convocazione elettorale. Sánchez intende mantenere intatta la sua capacità negoziale su due dossier particolarmente sensibili per l'Esecutivo: il finanziamento del prossimo bilancio europeo e la risposta dei Ventisette alla crisi migratoria di Ceuta.