Il Parlamento Basco ha respinto un’iniziativa di Sumar che esortava il Governo regionale a mettere in atto sovrattasse fiscali con l’obiettivo di “disincentivare l’accumulazione speculativa di alloggi”.
La proposta non è passata in Aula della Camera, raccogliendo 71 voti contrari contro l’unico voto favorevole del rappresentante di Sumar.
La proposta prevedeva di introdurre una sovrattassa progressiva sull’Imposta sulle Trasmissioni Patrimoniali e sugli Atti Giuridici Documentati, applicabile agli acquisti di abitazioni effettuati da grandi detentori con più di cinque immobili.
Inoltre, chiedeva all’Esecutivo basco che, entro un termine massimo di sei mesi, registrasse il relativo progetto di legge per creare tali sovrattasse, “garantendone la compatibilità con il regime tributario derivato dal Concierto Económico e facendo sì che la sua configurazione non comporti una riduzione delle entrate corrispondenti ai Territorios Históricos”.
Revisione della fiscalità della casa
Non è inoltre riuscita l’emendamento di EH Bildu, che invitava le deputazioni forali a “rivedere” le norme forali fiscali collegate alla casa “per ridurre la disuguaglianza sociale ed economica, correggere il carattere regressivo del regime fiscale vigente e eliminare qualsiasi incentivo che favorisca il renditismo attraverso l’abitazione”.
Tra le altre misure, esigeva agli esecutivi forali di sopprimere il regime speciale dell’Imposta sulle Società “che consente ai grandi detentori di immobili, ai fondi d’investimento e alle società di locazione di abitazioni, di escludere dalla tassazione il 90% dei loro profitti”.
EH Bildu chiedeva inoltre che le deputazioni forali “incrementassero in modo esponenziale” le aliquote dell’imposta sulle trasmissioni patrimoniali in base al volume di abitazioni e al profilo dell’acquirente, con un’aliquota iniziale dell’8% per coloro che possiedono tre abitazioni, che salirebbe fino al 20% per i fondi d’investimento, gli enti finanziari e le società che gestiscono attivi immobiliari, mantenendo in ogni caso l’aliquota minima per coloro che non dispongono di abitazione.
Inoltre, la coalizione proponeva di adattare l’Imposta sul Patrimonio “per avvicinare ulteriormente il valore dei beni dichiarati al loro valore di mercato, così come si fa in Navarra”. Secondo EH Bildu, in questo modo “si evita la riduzione della tassazione che comporta valutare il patrimonio dei grandi proprietari al di sotto del suo valore reale, e si garantisce che coloro che hanno un patrimonio maggiore contribuiscano in funzione della propria ricchezza”.
D’altra parte, l’emendamento presentato congiuntamente da PNV e PSE-EE è stato approvato con i 37 voti di entrambe le formazioni e il rifiuto degli altri 35 parlamentari.
Attraverso questo testo, il Parlamento Basco riconosce “il ruolo attivo che stanno svolgendo le finanze forali come istituzioni competenti in materia fiscale, nella ricerca di soluzioni alla sfida dell’abitazione mediante l’impulso delle misure fiscali opportune”.
La Camera considera ugualmente necessario “continuare ad avanzare nell’adozione di misure fiscali che contribuiscano a facilitare l’accesso alla casa, a incentivare l’affitto a prezzi accessibili, l’immissione sul mercato di abitazioni disoccupate, la protezione dei piccoli proprietari, la promozione della riabilitazione, l’attenzione alla situazione delle persone anziane, favorire un uso “equilibrato e socialmente responsabile” del parco residenziale, contribuire a “disincentivare le dinamiche speculative del mercato”.