La Corte Suprema ha deciso di rinviare a un tribunale di El Vendrell (Tarragona) la causa che teneva aperta contro l’ex deputato di Sumar Félix Alonso Cantorné per un presunto reato di prevaricazione, dopo che ha cessato di essere aforado in seguito all’anticipo delle elezioni generali.
In un’ordinanza alla quale ha avuto accesso Europa Press, il giudice istruttore, Vicente Magro, dichiara che la Sezione Penale della Corte Suprema non ha più competenza oggettiva per continuare con le indagini e dispone che il procedimento torni all’organo giudiziario di origine.
La Corte Suprema indagava Cantorné dallo scorso mese di aprile, dopo aver ricevuto un’esposizione motivata dai tribunali di El Vendrell, che avevano avviato atti istruttori preliminari prima che l’allora deputato acquisisse la condizione di aforado.
L’indagine si concentra su vari contratti stipulati dal Comune di Altafulla, municipi in cui Cantorné è stato sindaco tra il 2011 e il 2019, con diverse imprese che, presumibilmente, non si sarebbero adeguate alla normativa sugli appalti pubblici.
Secondo quanto esposto dalla Sezione Penale dell’alta corte, "presumibilmente, per dare l’apparenza della legalità e sapendo che non lo era", Cantorné "si è inserito in una dinamica di contrattazione attraverso la figura del contratto minore, con la quale eludeva i requisiti di pubblicità".
"E permetteva l’aggiudicazione diretta e rendeva possibile una scelta arbitraria dell’aggiudicatario, invece di ricorrere alla procedura corrispondente, in occasioni, persino, senza ricorrere a nessuna procedura", ha aggiunto la Sezione, sottolineando che "ci sono indizi che indicano gli elementi di un presumibile reato di prevaricazione amministrativa".
A giugno, l’ex deputato si è presentato volontariamente davanti alla Corte Suprema per rendere dichiarazioni e ha sostenuto la "legittimità" di tutti i contratti approvati durante il suo periodo alla guida del consiglio comunale tarraconese, respingendo di aver commesso illegittimità.
Poco prima dell’anticipo elettorale, il Plenum del Congresso dei Deputati ha autorizzato l’alta corte a indagare l’allora parlamentare approvando all’unanimità la richiesta di autorizzazione (suplicatorio) presentata dalla Corte Suprema.