La Commissione Europea ha reso noto questo martedì un nuovo pacchetto di raccomandazioni affinché la popolazione possa cavarsela da sola durante le prime 72 ore di un’emergenza. Tra le misure figurano gli ormai consueti zaini con forniture di base, l’inserimento nelle scuole di indicazioni su come agire di fronte alle catastrofi e l’adattamento dei sistemi di allerta e dei piani di evacuazione alle persone con disabilità, in vista di eventuali guerre, blackout o disastri naturali.
L’annuncio è stato fatto dalla commissaria europea per la Preparazione e la Gestione delle Crisi, Hadja Lahbib, durante l’apertura del nono Forum Europeo di Protezione Civile a Bruxelles, dove ha presentato quattro nuove guide destinate ad aiutare le autorità nazionali a preparare meglio la cittadinanza ad affrontare situazioni critiche, in particolare durante i primi tre giorni, mentre si organizzano i servizi di assistenza.
"Quando si verifica un disastro, le prime ore possono essere cruciali. Tutti gli europei dovrebbero sapere cosa fare, come proteggere la propria famiglia e come aiutare gli altri", ha affermato Lahbib, che ha sottolineato che la preparazione alle emergenze deve iniziare "nelle nostre case, nelle nostre scuole, nelle nostre comunità".
La prima delle guide riprende una raccomandazione che la Commissione aveva già lanciato nel 2025: che la cittadinanza possa coprire i propri bisogni di base durante le prime 72 ore di una crisi mediante la preparazione di kit e zaini di emergenza con forniture essenziali che consentano alle famiglie di resistere durante quel periodo fino all’arrivo dei soccorsi.
Questa autonomia minima di tre giorni, ricorda l’Esecutivo comunitario, deve contemplare scorte di acqua potabile, alimenti, medicinali e altri prodotti imprescindibili. Si consiglia inoltre di disporre di zaini pronti per un’evacuazione rapida, elaborare piani familiari di emergenza e acquisire abilità pratiche, come prestare il primo soccorso o cucinare senza elettricità.
Formare nelle scuole senza generare paura
Le nuove linee guida includono inoltre l’introduzione sistematica della preparazione alle emergenze nei centri educativi, mediante formazione specifica per il personale docente e attività che insegnino ai minori come comportarsi in situazioni di rischio. "Sapere cosa fare quando suonano le sirene dovrebbe essere naturale come imparare a nuotare", ha sostenuto la commissaria, che ha difeso l’idea di insegnare ai bambini a essere "preparati e non spaventati".
Per questo, Bruxelles propone di formare il personale docente e integrare questi contenuti nelle dinamiche scolastiche abituali, attraverso esercizi pratici e materiali adattati a ogni fascia d’età, senza bisogno di creare una nuova materia e cercando che la preparazione di fronte alle catastrofi non generi paura né ansia tra gli alunni.
Un’altra delle novità delle guide è l’obbligo di adattare la preparazione alle persone con disabilità, mediante sistemi di allerta accessibili, protocolli di evacuazione specifici e rifugi e mezzi di trasporto che tengano conto delle loro esigenze.
La Commissione suggerisce, inoltre, di promuovere piani individuali di emergenza che raccolgano possibili necessità di supporto, medicazione o dispositivi di assistenza, così come rafforzare la formazione delle squadre di primo intervento per garantire che nessuno resti fuori dalla risposta di fronte a una catastrofe.
Comunicazione chiara e lotta contro le bufale
La quarta guida si concentra sul miglioramento della comunicazione dei rischi, con raccomandazioni affinché le autorità offrano informazioni "chiare, comprensibili e accessibili prima, durante e dopo le emergenze", utilizzando diversi canali e combattendo la diffusione di informazioni false che possano ostacolare la reazione della popolazione.
Queste indicazioni, di carattere non vincolante, si inseriscono nella Strategia Europea di Preparazione alle Emergenze, approvata nel marzo 2025, e incorporano esempi di buone pratiche di diversi Stati membro e di altri paesi, con l’obiettivo di consolidare una cultura di prevenzione e preparazione in tutta l’Unione.
"Vogliamo stare all’erta, non allarmati; preparati, non spaventati", ha riassunto Lahbib, che ha ribadito che la preparazione di fronte alle emergenze "comincia in ogni casa europea" e che ogni cittadino è "un anello della catena" di risposta di fronte alle crisi.
L’Europa di fronte a minacce crescenti
Nel suo intervento, la commissaria ha avvertito che il continente si trova ad affrontare rischi sempre più complessi, dai fenomeni meteorologici estremi agli attacchi informatici, sabotaggi e possibili conflitti armati, per cui ha difeso la necessità di anticiparsi a scenari che pochi anni fa sembravano inverosimili.
"Non siamo in guerra, ma non siamo nemmeno in pace. Viviamo in una pericolosa zona grigia, e quella zona grigia può diventare rossa in un batter d’occhio", ha avvertito Lahbib, che ha insistito sul fatto che l’Unione Europea deve essere preparata per "il peggio, compreso un conflitto armato in Europa".
In questo contesto, ha ricordato il blackout che ha lasciato senza forniture milioni di persone in España e Portugal, il che ha costretto gli ospedali a ricorrere a generatori elettrici, come esempio di come un’emergenza possa propagarsi rapidamente a diversi settori. "Una crisi può saltare da un settore all'altro e una crisi può innescarne un'altra", ha lamentato.
La responsabile comunitaria ha segnalato inoltre che il Meccanismo di Protezione Civile dell'UE si è attivato più di 60 volte durante l'ultimo anno, una cifra dieci volte superiore a quella dei suoi primi anni di funzionamento, il che, a suo giudizio, dimostra fino a che punto è cambiata la mappa dei rischi a cui è confrontata l'Europa.
Per questo, ha chiesto "un finanziamento solido" nel prossimo bilancio dell'UE, rivendicando che la solidarietà europea "è più di una promessa" e "deve essere presente quando la gente ne ha bisogno". "Questo è ciò che si aspettano i nostri cittadini", ha concluso.
Verso una Giornata Europea della Preparazione
D'altra parte, Lahbib ha annunciato che proporrà agli Stati membri e al Parlamento Europeo di istituire il 23 ottobre come Giornata Europea della Preparazione, con l'idea di celebrare la prima edizione nel 2027 e sensibilizzare la popolazione sull'importanza di anticiparsi alle emergenze.
"Mi inorgoglisce annunciare che proporrò al Consiglio (i governi) e al Parlamento la creazione di una Giornata della Preparazione dell'UE, che si celebrerà ogni 23 ottobre, data in cui nacque il nostro Meccanismo di Protezione Civile (...) Un compleanno è anche un buon momento per guardare avanti e scrivere insieme il prossimo capitolo", ha spiegato.
Lahbib ha chiuso il suo discorso disegnando l'immagine di un'Europa "tra 25 anni" in cui avere una borsa di emergenza accanto alla porta di casa sia "così normale come portare un kit di pronto soccorso in auto", in cui "tutti i bambini sappiano cosa fare quando suonano le sirene" e i municipi sappiano "chi chiamare" di fronte a una catastrofe, e dove, quando "sale l'acqua o arde il bosco, l'aiuto attraversi la frontiera senza un secondo di esitazione".