Il primo ministro del Montenegro, Milojko Spajic, si è impegnato questo venerdì a continuare a lavorare per risolvere le controversie bilaterali che il suo Paese intrattiene con la Croazia, dopo che Zagabria ha fissato una serie di condizioni che Podgorica deve soddisfare prima di dare il suo definitivo assenso alla sua adesione come nuovo Stato membro dell’Unione Europea.
"Stiamo lavorando instancabilmente, i nostri team del Ministero degli Esteri del Montenegro e quelli della Croazia, per risolvere qualsiasi possibile questione bilaterale che possiamo avere", ha assicurato Spajic in una conferenza stampa a Bruxelles, dopo aver partecipato alla 30ª conferenza intergovernativa, nella quale il Montenegro è riuscito a chiudere provvisoriamente altri due capitoli di negoziazione per il suo accesso al blocco comunitario.
Il capo del Governo montenegrino ha insistito sul fatto che la sua Esecutivo "non lascerà nulla di intentato" finché non si raggiungerà "un compromesso in stile europeo" su tutte le questioni che ancora separano i due Paesi balcanici, e ha sottolineato che il processo di adesione al blocco rappresenta "una grande opportunità" per avvicinare le loro posizioni.
Da parte sua, Thomas Byrne, ministro degli Affari Europei e della Difesa dell’Irlanda —Paese che esercita la presidenza del Consiglio dell’UE—, si è detto sicuro che le divergenze tra Montenegro e Croazia "potranno essere risolte", dopo essersi riunito con la segretaria di Stato croata per gli Affari Europei, Andreja Metelko-Zgombic.
"Sono molto grato per il lavoro del Governo croato e per averci permesso di ottenere progressi così sostanziali", ha indicato Byrne, che ha ammesso l’esistenza di controversie bilaterali tra i due Paesi, sebbene abbia ribadito che si tratta di una situazione "normale" tra Stati vicini.
La Croazia, un freno per il candidato più avanzato
I rapporti tra Montenegro e Croazia restano una delle principali sfide politiche che Podgorica deve affrontare nel suo percorso verso l’adesione all’Unione Europea, poiché Zagabria ha la capacità di bloccare qualsiasi progresso del processo, che richiede l’approvazione unanime di tutti gli Stati membri.
La Croazia ha messo sul tavolo otto questioni bilaterali ancora pendenti con il Montenegro, relative, tra l’altro, ai crimini di guerra durante la disintegrazione della Jugoslavia e a conflitti territoriali e patrimoniali. Sebbene negli ultimi mesi entrambi i Paesi siano riusciti a chiudere due di queste questioni, restano ancora varie divergenze aperte.
Tra le richieste croate figura il risarcimento ai prigionieri del campo di Morinj (Montenegro), dove tra il 1991 e il 1992 sono stati trattenuti oltre 300 cittadini croati, nonché la preservazione della targa commemorativa esistente sul luogo, senza che venga coperta da altre strutture.
Inoltre, Zagabria chiede il cambio di nome della piscina municipale di Kotor, che attualmente porta il nome del giocatore di waterpolo Zoran Gopcevic, il quale, secondo la Croazia, avrebbe agito come guardia nel campo di Morinj. A ciò si aggiunge l’esigenza di chiarire la sorte di 14 cittadini croati scomparsi.
Un’altra delle condizioni che la Croazia collega all’ingresso del Montenegro nell’UE è il perseguimento dei crimini di guerra, inclusi i casi relativi alla responsabilità di comando, oltre alla soluzione delle controversie sulle proprietà di famiglie croate, tra cui 51 famiglie di Tivat e altri residenti nella baia di Kotor.
Infine, Zagabria esige la restituzione della nave scuola "Jadran", che considera di sua proprietà in base agli accordi sulla successione dell’ex Jugoslavia, nonché la chiusura della disputa di confine mediante il riconoscimento dell’antica linea di demarcazione tra le due repubbliche e la firma di un accordo sul confine terrestre.
Il Montenegro affronta la fase finale dell’adesione
Le parole di Spajic arrivano dopo che la Commissione europea ha collocato questa settimana il Montenegro nella fase decisiva del suo processo di adesione, con l’obiettivo di concludere i negoziati entro la fine del 2026, firmare il trattato di adesione nel 2027 e consentire al paese balcanico di diventare il ventottesimo Stato membro dell’Unione europea nel 2028.
Questo venerdì, il Montenegro ha fatto un ulteriore passo avanti verso tale obiettivo chiudendo provvisoriamente altri due capitoli di negoziazione, relativi alla libera circolazione delle merci e alla sicurezza alimentare, nonché alle politiche veterinarie e fitosanitarie.
Con questi progressi, il paese balcanico arriva già a 23 dei 33 capitoli di negoziazione chiusi in via provvisoria, per cui ne restano dieci da completare prima di poter considerare conclusi i colloqui di adesione.