Il primo ministro nepalese e i suoi ministri donano un mese di stipendio in aiuti per la grave inondazione.

Il Governo prepara un pacchetto di aiuti per le famiglie e le imprese colpite mentre il bilancio ufficiale sale a 538 morti e almeno 937 dispersi.

3 minuti

fotonoticia 20260828132250 1920

fotonoticia 20260828132250 1920

Aggiungi DEMOCRAT su Google

Chiedi a FREN

Pubblicato

Ultimo aggiornamento

3 minuti

I più letti

Il primo ministro del Nepal, Balendra Shah, e il resto dei membri del suo Governo destineranno lo stipendio di un mese alla ricostruzione delle zone colpite dalle gravi inondazioni registrate questa settimana. I soldi saranno versati nel fondo statale dedicato a finanziare la risposta alle catastrofi.

La decisione arriva mentre continuano le operazioni di ricerca e salvataggio. L'ultimo bilancio ufficiale porta a 538 il numero dei deceduti e a 937 quello dei dispersi in Nepal, anche se le autorità avvertono che entrambe le cifre potrebbero continuare a salire.

Un mese di stipendio per il fondo di emergenza

Il Governo nepalese ha concordato che tutti i membri del Consiglio dei Ministri, incluso il primo ministro, contribuiscano con la retribuzione corrispondente a un mese al Fondo di Aiuto in caso di Disastri. L'Esecutivo non ha ancora comunicato quanto denaro permetterà di raccogliere questa misura.

Il contributo intende contribuire all'assistenza dei sinistrati e alla ricostruzione di abitazioni, strade, ponti e altre infrastrutture danneggiate. Le inondazioni hanno colpito in particolare le località situate lungo i fiumi e le zone montuose vicine al confine tra Nepal e Cina.

Aiuti per famiglie e imprese colpite

Il Consiglio dei Ministri ha anche incaricato il Ministero delle Finanze di elaborare un pacchetto di assistenza, riabilitazione e ricostruzione per le famiglie e le imprese danneggiate. Le misure si concentreranno inizialmente su Rasuwagadhi, l'area del fiume Bhote Koshi e le popolazioni situate a valle.

Il Governo non ha dettagliato la dotazione economica, i requisiti per accedere agli aiuti né i tempi previsti. Le autorità dovranno prima valutare l'entità dei danni e determinare quante abitazioni, attività commerciali e infrastrutture necessitano di essere riparate o ricostruite.

Nella stessa riunione, ma mediante una decisione diversa, l'Esecutivo ha autorizzato l'azienda pubblica Krishi Samagri Company Limited ad acquistare 25.000 tonnellate di fertilizzante DAP dall'India mediante un accordo tra i due governi.

Il numero dei deceduti sale a 538

L'Autorità Nazionale per la Riduzione e Gestione del Rischio di Disastri del Nepal ha informato del recupero di 538 cadaveri, mentre almeno 937 persone risultano ancora disperse. Il distretto di Chitwan concentra il maggior numero di vittime mortali, con 221 deceduti.

Le cifre corrispondono esclusivamente al Nepal. Dall'altra parte del confine, le autorità cinesi hanno comunicato altri cinque morti e 558 dispersi nella contea di Gyirong, nella regione autonoma del Tibet.

I team di emergenza continuano a cercare sopravvissuti tra il fango, le macerie e le infrastrutture distrutte. Le difficoltà di accesso, l'interruzione delle strade e il rischio di nuove piene stanno condizionando le operazioni.

Continua il rischio di nuove inondazioni

Le autorità nepalese mantengono sotto sorveglianza almeno due accumuli d'acqua formati nella zona montuosa situata a monte. Uno di essi ha cominciato a straripare questo venerdì, costringendo a sospendere temporaneamente alcuni lavori di soccorso e a trasferire i team in luoghi più elevati.

Il pericolo continuerà finché questi depositi naturali non si svuoteranno completamente. L'acqua trattenuta da ghiaccio, rocce e sedimenti può rompere le barriere in modo repentino e provocare nuove piene nei fiumi che attraversano le comunità colpite.

Cosa potrebbe aver causato l'inondazione in Nepal

Le analisi preliminari delle immagini satellitari indicano che una valanga di ghiaccio e rocce ha bloccato il fiume Lhende, circa 20 chilometri a monte del ponte di Miteri. L'ostruzione avrebbe formato un bacino temporaneo che è poi straripato liberando una grande quantità d'acqua e sedimenti.

Questa ipotesi non è ancora definitiva. Gli specialisti continuano a indagare se si sia verificato lo straripamento di un lago glaciale o se l'inondazione sia stata causata principalmente dalla rottura della barriera creata dal distacco.

La magnitudo definitiva dei danni non è stata quantificata. Il pacchetto incaricato al Ministero delle Finanze dovrà determinare le necessità delle famiglie e delle imprese colpite prima che possano iniziare le principali azioni di ricostruzione.

Ciao, sono Fren. Come posso aiutarti?