L’Esecutivo della Cina ha manifestato questo venerdì la sua opposizione alle ultime sanzioni annunciate giovedì dagli Stati Uniti contro due società cinesi, accusate di collaborare con le Forze Armate di Cuba, ritenendo che queste decisioni violino i principi del Diritto Internazionale e comportino un’ingerenza nei legami bilaterali tra Pechino e L’Avana.
In una conferenza stampa, il portavoce del Ministero degli Affari Esteri, Guo Jiakun, ha difeso la legittimità delle relazioni tra i due Paesi e ha ribadito che la cooperazione tra la Cina e Cuba si svolge in modo «totalmente trasparente».
Interrogato sulle nuove restrizioni annunciate nella giornata precedente dal Dipartimento del Tesoro statunitense, che attribuisce alle società sanzionate la fornitura di apparecchiature elettroniche e di sicurezza alle Forze Armate cubane, Guo ha censurato l’uso da parte di Washington di sanzioni unilaterali e della cosiddetta «giurisdizione extraterritoriale».
In questa linea, ha insistito sul fatto che queste misure non hanno base nel Diritto Internazionale e ha affermato che il loro scopo è «ostacolare e sabotare la cooperazione tra Cina e Cuba», avvertendo al tempo stesso che la Cina adotterà «tutte le misure necessarie» per salvaguardare i diritti e gli interessi legittimi delle sue società.
La reazione di Pechino arriva dopo che il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha comunicato giovedì nuove sanzioni contro due persone, cinque società --tra cui la cinese Beijing H and C Technologies CO, dedicata al settore delle telecomunicazioni--, due e due navi, nell’ambito della campagna dell’Amministrazione Trump rivolta alle autorità cubane.