Il Ministero del Lavoro ha proposto di aumentare il salario minimo interprofessionale (SMI) a 1.286 euro lordi mensili in 14 mensilità per il 2027, il che comporterebbe un incremento di 65 euro rispetto agli attuali 1.221 euro. L’aumento, del 5,3%, porterebbe la remunerazione minima annua fino a 18.004 euro, anche se non è ancora approvato e la sua applicazione dipende dal decreto reale che deve autorizzare il Consiglio dei Ministri.
La proposta è già in fase di audizione pubblica e gli interessati potranno presentare osservazioni fino al 16 novembre. Il Governo intende approvare il nuovo importo prima delle elezioni generali del 29, dopo aver chiuso le consultazioni con i sindacati e le organizzazioni imprenditoriali senza raggiungere un accordo sull’incremento.
La revisione obbligherà anche a adeguare il trattamento fiscale del salario minimo. Hacienda ha annunciato che manterrà la sua intenzione di evitare che i lavoratori che percepiscono esclusivamente l’SMI debbano pagare l’IRPF, per cui prepara un ampliamento della deduzione vigente. Senza tale adeguamento, una parte dell’incremento salariale potrebbe essere destinata all’imposta e ridurre il miglioramento delle entrate nette.
Quanto si percepirebbe con il nuovo salario minimo nel 2027
L’incremento proposto da Trabajo porterebbe l’SMI a 18.004 euro lordi annui, a prescindere dal fatto che le aziende distribuiscano tale importo in 12 o 14 mensilità. La differenza tra entrambe le modalità incide sulla ripartizione del salario nel corso dell’anno, ma non sull’importo totale che deve ricevere il lavoratore.
| Voce | SMI 2026 vigente | SMI 2027 proposto |
|---|---|---|
| Mensile in 14 mensilità | 1.221 € | 1.286 € |
| Mensile in 12 mensilità | 1.424,50 € | 1.500,33 € |
| Totale lordo annuo | 17.094 € | 18.004 € |
| Incremento annuo | — | 910 € |
Gli importi del 2027 corrispondono alla proposta del Ministero del Lavoro, in attesa di approvazione. Si tratta di importi lordi per un orario di lavoro a tempo pieno.
Nelle aziende che versano 14 mensilità, il lavoratore riceverebbe 1.286 euro lordi in ciascuna mensilità ordinaria e altri due pagamenti straordinari per lo stesso importo. Quando le paghe straordinarie sono ripartite mensilmente, la busta paga mensile ammonterebbe circa a 1.500,33 euro lordi.
L’importo netto della busta paga sarà inferiore, poiché ai 1.286 euro lordi andranno detratti i contributi alla Previdenza Sociale e, se del caso, le ritenute IRPF.
In che modo l’aumento dell’SMI inciderà sull’IRPF
Il Ministero delle Finanze prepara una modifica della detrazione fiscale per impedire che l’aumento del salario minimo obblighi a versare le imposte coloro che percepiscono solo tale retribuzione. Il ministro Arcadi España ha confermato che il Governo intende mantenere il criterio applicato all’SMI attuale, anche se l’adattamento normativo è ancora in sospeso.
La detrazione vigente dovrebbe aumentare per adeguarsi ai 18.004 euro annui previsti per il 2027. Secondo i piani noti questo venerdì, le Finanze stanno valutando di innalzarla fino a circa 1.030 euro annui, con l’obiettivo di compensare la quota dell’imposta che corrisponderebbe ai percettori del salario minimo.
Senza tale modifica, la tassazione potrebbe arrivare a circa 600 euro annui per determinati contribuenti che percepiscono l’SMI. La cifra non significa che tutti i lavoratori avrebbero dovuto pagare tale importo, poiché l’IRPF dipende dalle loro circostanze personali, familiari ed economiche.
L’esenzione effettiva dell’imposta non elimina neppure i contributi alla Previdenza Sociale. Pertanto, anche se le Finanze approveranno le modifiche annunciate, i 1.286 euro mensili resteranno una somma lorda e non lo stipendio netto.
L’applicazione definitiva della detrazione richiederà una modifica normativa diversa dall’approvazione del salario minimo. Fino a quando non se ne conoscerà il contenuto, non è possibile determinare con precisione come rimarranno le trattenute e la tassazione di tutti i lavoratori interessati.
Perché Trabajo propone un aumento del 5,3%
La proposta del Ministero supera la raccomandazione della commissione di esperti che consiglia il Governo, che aveva calcolato un incremento del 4,9%, equivalente a 60 euro mensili. Trabajo ha aggiunto altri cinque euro per compensare la perdita di potere d’acquisto accumulata durante il 2026.
Il dipartimento guidato da Yolanda Díaz ha preso come riferimento l’inflazione interannuale di ottobre, del 4,9%, e ha incorporato quattro decimi aggiuntivi perché l’aumento medio dei prezzi nei primi dieci mesi dell’anno, del 3,5%, ha superato l’aumento dell’SMI applicato a gennaio, del 3,1%.
Con questo calcolo, l’Esecutivo intende far sì che i lavoratori con i salari più bassi recuperino il potere d’acquisto perso a causa dell’aumento dei prezzi di beni e servizi.
I sindacati CCOO e UGT avevano chiesto un incremento del 7%, superiore a quanto infine proposto. Sebbene abbiano valutato il miglioramento annunciato da Trabajo, considerano insufficienti le garanzie affinché l’aumento giunga integralmente alle buste paga.
Tra le loro principali richieste figura la modifica delle regole di compensazione e assorbimento dei complementi salariali, che permettono a determinate imprese di neutralizzare un aumento del SMI mediante altri concetti retributivi già percepiti dai loro dipendenti. Inoltre chiedono cambiamenti fiscali e l’approvazione di un sistema di registrazione oraria più rigoroso.
Le organizzazioni imprenditoriali CEOE e Cepyme, invece, hanno messo in dubbio che il Governo avvii l’iter di approvazione dell’aumento prima delle elezioni generali del 29 novembre e sostengono che la decisione spetti all’Esecutivo che risulterà dalle consultazioni.
Quando sarà approvato il salario minimo del 2027
Il progetto di regio decreto resterà aperto alle osservazioni fino al 16 novembre. Una volta conclusa tale procedura, il Ministero del Lavoro potrà sottoporre il testo al Consiglio dei Ministri, che ha previste riunioni ordinarie il 17 e il 24 novembre, prima delle elezioni generali.
La legislazione consente al Governo di fissare annualmente il salario minimo dopo aver consultato le organizzazioni sindacali e imprenditoriali più rappresentative, senza necessità di raggiungere un accordo con esse né di sottoporre l’importo a una votazione del Congresso.
Se sarà approvata l’attuale proposta, l’SMI del 2027 sarà fissato a 1.286 euro lordi mensili in 14 mensilità, anche se sarà il testo definitivo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dello Stato a determinarne l’entrata in vigore e le condizioni di applicazione.